Presentati due libri sul ruolo italiano nelle missioni di peacekeeping

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La Carispaq dell'Aquila ancora una volta è sede delle manifestazioni culturali del capoluogo.
Ieri ha infatti ospitato illustre personalità del mondo giornalistico, militare e civile, per la presentazione dei due libri “Professione Peacekeeper” di Andrea Angeli, giornalista e funzionario Onu, e “Il treno per Kosovo Polje” di Marina Catena, anch'essa funzionario delle Nazioni Unite e Ufficiale della Riserva Selezionata dell'Esercito.
L'evento, organizzato dal Comando RFC Abruzzo e patrocinato dall'Istituto di credito aquilano, ha raccolto le testimonianze dei due autori mettendo in luce l'impegno professionale dei militari italiani nelle operazioni di supporto alla pace nei territori colpiti dalle guerre.
Al dibattito, moderato dal giornalista Angelo De Nicola, sono intervenuti Rinaldo Tordera, direttore generale Carispaq, il generale di C.A. Giulio Fraticelli, il comandante militare regionale Rocco Bruno, il sindaco dell'Aquila Biagio Tempesta e il vicedirettore del Tg5 Toni Capuozzo.
Un incontro per approfondire l'analisi sugli aspetti di carattere militare e le ricadute sulla società civile delle operazioni di peacekeeping condotte negli ultimi anni.
L'Italia è attualmente impegnata in 28 missioni di pace (di cui 6 sotto comando Onu) in 19 Paesi del mondo, con un impegno di 10mila militari. L'80% dei soldati proviene dall'Esercito, il restante dagli altri corpi armati.
«I militari italiani hanno saputo interpretare il ruolo di peacekeepers nel modo migliore» ha affermato il generale Fraticelli «coniugandolo a quelli tipici della fase di ricostruzione, che implicano il contatto con la gente del luogo e l'impegno umanitario. La pace oggi assume molti significati, ma non può essere scissa dalla sicurezza, e la sicurezza non dura in eterno senza la ricostruzione».
Il generale si è anche soffermato sul ruolo dell'Italia in seno alle Nazioni Unite: «il nostro Paese può giocare un ruolo importante all'interno dell'Onu, forte della recente esperienza in Libano, per accrescere l'efficienza delle missioni di pace nel mondo».
Le operazioni di supporto alla pace sono state oggetto dei due libri presentati ieri, volumi che ripercorrono gli eventi drammatici che hanno sconvolto le popolazioni interessate dai conflitti degli ultimi anni.
“Professione Peacekeeper” (prefazione di Gianni Riotta) è una testimonianza diretta di quello che comporta l'impegno del portavoce di missioni impossibili. Il libro racconta la vita dei caschi blu dall'America Latina alla Namibia, dal Sudest asiatico ai Balcani e all'Iraq. Andrea Angeli è un funzionario Onu che ha svolto numerose missioni di pace nei punti sensibili del mondo negli ultimi venti anni. L'autore nel libro cita anche Tempesta, mentre descrive il collega De Mello (inviato Onu) ucciso in Iraq appena tre giorni dopo aver ricevuto il premio Celestino V per la pace dalle mani del Sindaco dell'aquila.
“Il treno per Kosovo Polje” è il diario dell'ortonese Marina Catena, funzionaria dell'Onu “catapultata” al seguito del plenipotenziario Kouchner nell'infuocato dopoguerra kosovaro. Attraverso dieci storie vere, raccontate in prima persona, l'autrice – all'epoca dei fatti consigliere politico del Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite – narra di guerriglieri albanesi dell'Uck, di coraggiose donne serbe, di bambini rom e monaci ortodossi, di soldati italiani della Nato e funzionari Onu, di fosse comuni e di migliaia di persone scomparse. I proventi del libro andranno alla scuola di Rabovce, unica scuola multietnica del Kosovo, nella quale bambini serbi e albanesi studiano insieme.

Mara Iovannone 20/10/2006 10.50