I Vegani, l’altro modo di essere animalista

Alessandro Biancardi

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La polemica riguardante l'abbattimento “selettivo” degli ungulati, che si è verificata nei mesi scorsi, ha riproposto lo scontro con chi gli animali li difende.
Tra loro c'erano associazioni noti quali il WWF o Greenpeace, ma non solo.
A combattere la stessa battaglia ci sono anche piccoli gruppi, spesso trascurati, che crescono ogni giorno di più: tra questi vi sono i Vegani.
Anche loro fanno la loro parte e propongono la loro “filosofia”.
Prova ne sono non solo le ultime manifestazioni ma eventi che sono stati organizzati durante la scorsa estate come il VegFestival (www.vegfestival.org) , svoltosi a Torino dal 16 al 18 giugno, op-pure la manifestazione Veg Anch'Io (www.veganchio.org) che si è tenuta a maggio a Brughe-rio.
Il fatto che in occasione di tali eventi si siano mosse molte persone (sia “simpatizzanti” sia molti at-tivisti e “standisti”) e che personalità illustri si propongano di diffondere il messaggio animalista e vegano (come Julia Butterfly Hill, la ragazza che ha vissuto per due anni su una sequoia) dovrebbe far riflettere sull'ampiezza di questo fe-nomeno.
Innanzitutto ci si chiede chi siano i Vegani. Un vegano è un soggetto che sceglie di vivere senza far soffrire gli animali. Sceglie di non nutrirsi di carne e di prodotti derivati da animali, di boicottare la caccia e la pesca, di lottare per l'abolizione di circhi e corride e così via.
Uno tra i gruppi vegani più attivi è AgireOra; Marina Berati, una delle principali coordinatrici del gruppo stesso, indica come, in realtà il gruppo sia composito e distinto in due insiemi differenti: «AgireOra Network e AgireOra Piemonte. Il primo (www.agireora.org) «e' un "contenitore" di iniziative su varie tematiche animaliste o ad esse legate, iniziative promosse da varie entità che a-deriscono al Network o che sono "consulenti" scientifici o legislativi all'interno del Network», spie-ga la dottoressa Berati. Il secondo gruppo, invece, esiste da più di dieci anni ed «è semplicemente un
gruppo di volontari per gli animali, che si occupano di varie iniziative locali».

Le attività del gruppo sono molto varie, soprattutto per la sezione locale di Torino e provincia. Il gruppo piemontese, agisce su molti fronti. Marina Berati infatti spiega come «Quello di cui ci occu-piamo e' la diffusione dello stile di vita vegan con tavoli informativi, cene vegan che facciamo una volta al mese (che ci servono anche come raccolta fondi), conferenze, interventi nelle scuole, e poi anche di altre tematiche, come vivisezione, circhi con animali, caccia, ecc. attraverso presidi, ma-nifestazioni, proteste via mail, e così via».

NON SOLO CANI E GATTI

Il gruppo è formato da animalisti, che sostengono i propri ideali in modo fermo e con passione. Spesso, però, in questi mesi, la definizione del termine “animalista” ha assunto contorni indefiniti e labili; per questo ci chiediamo: chi è un animalista?
Un animalista, sempre secondo Marina,
«E' una persona che rispetta gli animali come rispetterebbe i suoi simili umani, e quindi non li fa soffrire e non li uccide, né fa da "mandante" per la loro uccisione. E con animali intendo tutte le specie animali, non solo i cani e i gatti. Chi ama solo cani e gatti e altri animali d'affezione si defi-nisce invece zoofilo».

Gli animalisti, quindi, sono obbligati, qualora siano coerenti con i propri ideali, ad evitare l'uccisione e lo sfruttamento degli animali. Molti animalisti sono vegetariani, molti altri sono defi-niti vegani.
Molti criticano l'alimentazione vegana, la indicano come povera e scorretta, come veicolo per la creazione di carenze (di vitamine quali la B12, la vitamina D, il ferro) e quindi come condannabile. Anche in questo caso, però, spesso si parla di qualcosa che non si conosce a fondo.
Potrebbe, quindi, un vegano, spiegare le motivazioni dell'alimentazione “non violenta” ad un non vegano?

LATTE, FORMAGGIO, UOVA E SOFFERENZE

Un'altra attivista del gruppo AgireOra Piemonte, Chiara Manganelli, ci prova.
«Il latte e il formaggio derivano da sofferenze animali perché le mucche per produrre latte devono partorire un vitello che verrà quasi subito tolto alla madre per finire macellato all'età di sei mesi. Le mucche da latte vivono in allevamenti intensivi dove non sono rispettate neppure le più elemen-tari esigenze etologiche, vengono rimpinzate di ormoni per produrre più latte possibile, e dopo po-chi anni, quando non sono più produttive, vengono anch'esse macellate.
La produzione di uova comporta non meno sofferenza: le galline ovaiole sono costrette a vivere in condizioni atroci negli allevamenti, e i pulcini maschi, essendo “inutili” e indesiderati, vengono gettati appena nati nel tritacarne per farne mangime, e le galline stesse dopo pochi anni finiscono al macello».

Inoltre, nonostante molti “onnivori” sottolineino i pericoli per la salute determinati dall'alimentazione vegana, indicando come non mangiare tutto l'insieme di alimenti “rifiutati” dai vegani si rischi di ammalarsi gravemente, i dati scientifici, ad esempio raccolti ed esposti dall'American Dietetic Association dimostrano come una dieta vege-tariana, e quindi anche vegana., ben bilanciata non comporti rischi per la salute, ma possa giovare a coloro che soffrono di patologie legate all'eccessivo consumo di grassi e cibi elaborati (ad esempio, nelle popolazioni che consumano meno carne, come quelle orientali, e che assumono molta più soia il rischio di cancro diminuirebbe del 25-50%).
Inoltre, i dati statistici dimostrano come la popolazione vegana sia in crescita e come aumentino an-che le disponibilità di mercato riguardanti l'offerta di prodotti alternativi alla carne; ad esempio, per quanto riguarda l'America, il valore economico del mercato di alimenti vegetariani è stato stimato intorno a 1.5 miliardi di dollari nel 2002, mentre nel 1996 era al di sopra dei 310 milioni di dollari. Queste stime sono destinate quasi a raddoppiare nel 2006, con una spesa calcolata di 2.8 miliardi di dollari. In Canada le vendite di analoghi della carne sono più che triplicate tra il 1997 ed il 2001.

Stefania D'Ammicco 14/10/2006 7.05

PER SAPERNE DI PIU'
www.scienzavegetariana.it (sito della Società scientifica di nutrizione vegetariana)
www.novivisezione.org
www.vegpyramid.info
www.agireoraedizioni.org (sito sul quale trovare libri e materiale informativo)

VEGETARISMO