Case di terra, i progetti di tutela e recupero in un libro

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1594

I contributi tecnici sulla terra cruda redatti in sei lingue da ben 46 esperti di Italia, Portogallo, Spagna, Marocco, Ungheria, Francia e Germania, arricchiti da cartine, disegni e suggestive fotografie in tonalità seppia.
Il materiale è raccolto nel volume sul progetto comunitario “Le case e le città della terra cruda. Conservazione, significato e decoro urbano”, al quale la Provincia di Pescara ha partecipato nell'ambito del bando “Cultura 2000” con ben 16 partner dell'area euro-mediterranea, guidati dall'Università di Cagliari in qualità di capofila.
L'opera, appena pubblicata, presenta in 160 pagine il resoconto delle sei sessioni di lavoro che si sono svolte a Cagliari, Monsaraz (Portogallo), València (Spagna), Pescara e Marrakech (Marocco) tra il 3 novembre e il primo luglio scorsi.
Nella sezione dedicata all'esperienza pescarese, coordinata dall'assessore all'Ambiente Sante Di Paolo, sono riportati gli interventi dei protagonisti della tavola rotonda internazionale tenutasi il 16 marzo a Palazzo dei Marmi: Alceo Vado dell'associazione nazionale Città della Terra Cruda, analizza lo stato della legislazione sull'argomento in Italia, Gianfranco Conti, presidente dell'associazione “Terrae onlus” di Casalincontrada, traccia una fotografia dettagliata della situazione in Abruzzo, Said Boujrouf, geografo dell'ateneo di Marrakech, illustra le iniziative attuate nel suo Paese per il recupero dell'edilizia in terra cruda, infine l'architetto Agnes Novak, dell'università di Budapest, si sofferma sulla tradizione delle costruzioni in terra nell'Ungheria rurale.
Per l'amministrazione provinciale parla Enrico Di Paolo, responsabile locale del progetto, che spiega la “sostenibilità” di questa antica tecnica costruttiva dal punto di vista del “bilancio ecologico” (la misura dei flussi di materia ed energia per quantificare l'impatto dell'edificio sull'ambiente) e del “bilancio dei gas serra” emessi in atmosfera, che per le case di terra è quasi pari a zero, in linea con i dettami del Protocollo di Kyoto.
«L'obiettivo del progetto – sottolinea l'assessore Sante Di Paolo – è creare una rete di partner internazionali impegnati a vari livelli nella salvaguardia del patrimonio in terra cruda, rilanciando l'impiego di questo materiale eco-compatibile e sollecitando al contempo l'emanazione di normative ad hoc. A Pescara abbiamo voluto cominciare con la sottoscrizione di una dichiarazione d'intenti per lo sviluppo dell'edilizia sostenibile in Abruzzo: una proposta del mio assessorato che ha raccolto il favore di una ventina di soggetti, tra istituzioni, associazioni, ordini professionali e università».

28/09/2006 9.27