Camillo Coccione vince il Premio poesia dialettale di Ripa Teatina

Alessandro Biancardi

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Si svolgerà stasera alle 20.00, in piazza Martiri d'Ungheria, la cerimonia di premiazione della XXIX edizione del premio di poesia dialettale, organizzato dalla Regione Abruzzo – Agenzia per la Promozione Culturale, dal Comune e dalla Pro-Loco di Ripa Teatina.
La giuria, presieduta dal prof. Umberto Russo, già docente presso l'Università degli Studi “G.d'Annunzio” di Chieti e composta di professori ed esperti di letteratura e di dialettologia, ha assegnato il primo premio a Camillo Coccione, per la poesia “Esce lu tempe a spasse” con la seguente motivazione: «Sul motivo del continuo fluire del tempo, l'autore riflette sui sentimenti che egli stesso prova: l'amarezza del vedere ogni cosa più cara declinare e finire, la delusione per i sogni svaniti, la sensazione di non essere più capace di nutrire speranze. La struttura della poesia, ben ritmata e ricca di rime interne, rivela una notevole capacità espressiva».
Secondo premio assegnato a Ireneo Gabriele Recchia per la poesia “E mò”, terzo premio a Ivana Di Nardo per “Sòle d'Ahoste”.
Nel corso della cerimonia di premiazione, inoltre, saranno lette anche altre dieci liriche, delle cinquanta pervenute alla giuria, che si sfideranno per conquistare il premio del pubblico. Al termine della premiazione, la compagnia di teatro dialettale “L'allegra compagnia” di Montesilvano metterà in scena la commedia in due atti di Gabriele Di Camillo, “Me l'ha ricundate lu nonne”.
«Ventinove edizioni di un premio dialettale – ha dichiarato il sindaco, Mauro Petrucci – sono un vanto non solo per chi annualmente con passione e dedizione lo organizza, ma soprattutto per i tanti poeti, nella massima parte dilettanti, che non hanno perso il gusto di esprimere i propri sentimenti nel nobile ed antico idioma degli avi. È in un tempo di globalizzazione intensa e inesorabile che occorre preservare con più forza e convinzione le tradizioni locali e le espressioni della cultura popolare: e quale più grande segno identitario c'è per una comunità se non la propria lingua? Il dialetto abruzzese non ha mai raggiunto il rango di “lingua”, ma indiscutibilmente è uno dei tratti più caratteristici del nostro essere figli di questa terra forte e gentile, che imprime nel nostro patrimonio personale la caratteristica inflessione delle nostre zone e la grande ricchezza della tradizione letteraria abruzzese».

23/09/2006 8.38