Un volume dedicato agli Aquilotti del Gran Sasso

Alessandro Biancardi

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ASSERGI. Sarà presentato domenica 17 settembre, presso la Foresteria degli Aquilotti di Prati di Tivo di Pietracamela, alle ore 17.00, il volume “Gli Aquilotti del Gran Sasso – Pietracamela 1925 – 2006” pubblicato dall'Editore Gransassolagapark, a cura del Parco Nazionale del Gran sasso e Monti della Laga e del CAI – Club Alpino Italiano- Abruzzo. Alla presentazione del volume, che narra la storia di quel forte gruppo di alpinisti formatosi nel 1925, sotto la guida di Ernesto Sivitilli con il nome di “Aquilotti del Gran Sasso d'Italia”, parteciperanno il Sindaco di Petracamela Giorgio Forti, l'Aquilotto Lino D'Angelo, il Presidente del CAI Abruzzo Eugenio Di Marzio e il Presidente dell'Ente Parco, Walter Mazzitti.

«'Ciao, è l'ultima volta che ti vedo…': Come non partecipare – scrive Mazzitti nella prefazione al volume - a quel profondo sentimento d'amore con cui il settantatreenne “Aquilotto del Gran Sasso”, Lino D'Angelo, ha salutato il monolito, sostando per un istante, metro dopo metro, a contemplarlo, nella sua ultima eroica arrampicata? E come non percepire il senso della vocazione profonda che ha spinto tanti uomini di montagna a scalare le ardue pareti del Gran Sasso? E' alla loro tenacia e alle loro straordinarie imprese che il volume è dedicato».

La prima edizione del libro sugli “Aquilotti”, che ne celebrava i 50 anni di attività, è esaurita e ormai introvabile. Con questa seconda edizione, aggiornata, viene offerta dunque la possibilità di ripercorrerne la storia, arricchita da aneddoti, leggende e racconti. Sfogliando le pagine del libro, ritroviamo le vie segnate da fessure, diedri e camini sui quali si sono cimentati gli Aquilotti, i quali, seppure lontani dalla grande realtà delle Alpi, con fantasia e coraggio hanno saputo inventare tecniche e materiali per conquistare eroicamente creste, canali e cime, dove hanno aperto ogni genere di vie. L'ambiente del Corno Piccolo ha particolarmente affascinato gli Aquilotti; le compatte pareti calcaree, l'area del ghiacciaio del Calderone, le ardite guglie ed i torrioni, le aeree e sublimi Fiamme di Pietra, sono state la loro palestra ideale, il costante stimolo a superare se stessi.

La storia inizia con i “pretaroli” di Pietracamela, il più alpino dei paesi del Gran Sasso, che ha visto succedersi quattro generazioni di Aquilotti. E' qui che il Parco ha recentemente allestito il Museo dell'Alpinismo, creando a Prati di Tivo la Foresteria degli Aquilotti, con l'obiettivo di documentare, informare e comunicare l'escursionismo, l'alpinismo, lo scialpinismo e le altre attività praticabili in montagna, ma anche con il desiderio che i “pretaroli” possano restare e ritornare in montagna, nei territori che negli anni '30 accoglievano migliaia di persone. Dai pionieri ai cacciatori di “camoccie”, dagli scienziati agli “Aquilotti”, attraverso un rinnovato ed interminabile viatico di passione, il volume è in sintesi un omaggio all'alpinismo ed alla montagna simbolo degli Appennini e, insieme, un invito a riscoprire l'autentico piacere di una pratica che da sempre costituisce un itinerio della mente e dello spirito.
15/09/2006 14.27