Al Vittoria Colonna la mostra ''Futurismo: dinamismo e colore''

Alessandro Biancardi

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PESCARA.
Le sale del Museo d'arte moderna “Vittoria Colonna” di Pescara (Piazza I° maggio) dal 22 luglio al 7 novembre ospitano la mostra dal titolo “Futurismo: dinamismo e colore”. 
Promossa dal Comune di Pescara in collaborazione con Rizziero Arte e curata da Maurizio Scudiero, considerato uno dei massimi esperti italiani sul tema, la mostra documenta la nascita e l'evoluzione del Futurismo, dalla sua fondazione fino agli anni Quaranta, con l'obiettivo di comunicare in maniera comprensibile non solo quello che il movimento futurista ha prodotto “fisicamente” (cioè le opere d'arte), ma anche il suo “pensiero“.
Nonostante sia considerata la più importante avanguardia italiana nel ‘900, capace di influenzare molte delle avanguardie europee, il Futurismo infatti non è mai stato colto in tutta la sua valenza per via di una lettura più politica che estetica da parte della critica italiana.
Questo non permise di apprezzarne il forte slancio innovativo che proprio dal 1915 aveva investito il Futurismo, cioè quell'andare oltre pittura e scultura e il “portare l'arte nella vita di tutti i giorni”, come aveva teorizzato Filippo Tommaso Marinetti, il poeta che del Futurismo fu il fondatore nel 1909.
Dal 1915 in poi, i futuristi si occuparono anche di pubblicità – “la strada sarà la nostra galleria” – di arredo, di architettura, di teatro, di moda, di cucina, di nuova tipografia, dimostrando un'apertura operativa che in seguito divenne patrimonio di tutte le avanguardie e, per la prima volta nella storia dell'arte, introdussero la modalità del “manifesto” nel quale essi annunciavano (prima) quello che avrebbero realizzato di lì a poco, togliendo così l'arte dall'ambito dell'ispirazione consegnandola alla prassi della gestualità.
Sono esposte 85 tra le opere più significative di Boccioni, Balla, Carrà, Depero, Severini, Russolo, Sironi, Nannini, R.M. Baldessari, Prampolini, Dottori, Soffici, Conti, Venna, Evola, Thayaht, Fillia, Benedetta, Pannaggi, Oriani, Diulgheroff, Mino Rosso, Marasco, Rizzo, Korompay, Corona, D'Anna, Angelucci, Ambrosi, Di Bosso, Tato, Crali, Gambini. Il valore delle opere è testimoniato dal contratto di assicurazione stipulato con i Lloyd's di Londra per 13 milioni di euro.
«Sono esposte opere di altissimo valore – ha spiegato Augusto Di Luzio, presidente della Commissione cultura al Comune di Pescara – per una delle più interessanti mostre italiane dedicate al Futurismo che si svolge esattamente nel centenario del manifesto della pittura, pubblicato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1910, ossia un anno dopo l'avvio del movimento futurista, considerata l'unica avanguardia in grado di esportare la cultura italiana e di influenzare quella di altri Paesi negli ultimi due secoli».
Alla mostra saranno associati eventi e attività collaterali come conferenze, spettacoli, dibattiti e serate gastronomiche con preparazioni ispirate al movimento futurista.
27/07/10 10.40