Recuperata la testa del crocifisso di Santa Maria di Collemaggio

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ancora un recupero insperato. Ancora un pezzo importante della storia e del patrimonio artistico restituito all'identità dell'Aquila e della sua comunità, dalle macerie del terremoto del sei aprile scorso grazie al lavoro continuo e instancabile delle squadre dei Vigili del Fuoco, dei volontari di Legambiente e dei funzionari delle Soprintendenze.
E' di ieri la notizia del recupero della testa del crocifisso in legno policromo del Quattrocento attribuito al Maestro Di Visso, un'opera capitale per lo studio della produzione artistica di questo periodo, che era posto sopra l'arco trionfale di Santa Maria di Collemaggio.
Il ritrovamento è avvenuto durante il lavoro di rimozione controllata delle macerie dalla chiesa «questa splendida testa – spiegano i funzionari delle Soprintendenze Archeologica e ai Beni Storico Artistici che guidano il gruppo di lavoro Vincenzo Torrieri e Bianca Maria Colasacco – è stata recuperata in quattro frammenti che presentano distacchi verticali progressivi dal retro della testa e verso il volto; è come se, nell'impatto violento con il pavimento dovuto alla caduta, questa parte del crocifisso, si fosse sfogliata come un libro. Nonostante questo il pezzo è in buono stato di conservazione perché le polveri e i materiali sciolti degli intonaci l'hanno protetto creando una sorta di micro-ambiente asciutto e asfittico privo, quindi di qualsiasi attività di degrado. Sono, infatti, ancora perfettamente riconoscibili le parti dipinte, con le gocce di sangue che dalla corona di spine cadono sulla fronte e gli stessi capelli. La particolarità di questa opera – sottolinea Colasacco – è dovuta proprio al fatto che essa presenta ancora la pellicola pittorica originaria». Condizioni queste che permettono di pensare ad un restauro completo dell'opera il cui corpo era stato rinvenuto già alcune settimane fa nel corso di uno scavo mirato, mentre si stanno recuperando in queste ore i frammenti delle braccia e delle dita dei piedi
«Ancora una volta – sottolinea il Vice Commissario delegato per la tutela del Patrimonio Culturale Luciano Marchetti – ci troviamo di fronte ad un recupero importante che ci permetterà di restituire alla comunità aquilana un'opera d'arte preziosa sia per il suo valore artistico che per quello di devozione popolare. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un recupero che sa di miracoloso, se si pensa a quello che questo crocifisso ha subito. Caduto violentemente sul pavimento a seguito del distacco del setto murario del transetto sopra l'arco trionfale, ha subito la rottura della testa e degli arti dal corpo; subito dopo tutti questi frammenti sono stati letteralmente schiacciati dal crollo della cupola centrale e a seguito dell'esplosione dei pilastri».

12/10/2009 10.52