Inaugurata a Chieti la mostra di Nicola da Guardiagrele

Alessandro Biancardi

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Inaugurata a Chieti la mostra di Nicola da Guardiagrele

CHIETI. Anche dieci testine da 1 cm da una lastrina d'argento. E il computer oggi ha svelato che quel piccolo frutto di ore e ore di lavoro, battendo e realizzando i capolavori che oggi possiamo ammirare, è completo di tutto: occhi, palpebre, ciglia, addirittura l'iride dei personaggi che Nicola da Guardiagrele ha reso immortali con la sua opera.
Lo ha spiegato bene Sante Guido, restauratore e curatore della Mostra inaugurata ieri a Chieti nel Museo di Villa Frigerj.
«Questo artista lavorava con lo stesso amore e la stessa devozione che avevano i poveri del 400 quando raccoglievano i soldi per acquistare l'argento e per magnificare Dio. Attraverso l'arte di Nicola di Andrea di Pasquale, nato a Guardiagrele alla fine del 1300, riusciamo a vedere l'anima degli abruzzesi e la loro religiosità. Non si spiegherebbe altrimenti come piccole comunità abbiano deciso di essere i committenti di questo grandissimo orafo e cesellatore», ha spiegato il restauratore che ha lavorato per anni al recupero delle opere esposte.
La stessa devozione e l'identica religiosità popolare che hanno spinto il sindaco di Atessa ad andare a Roma, su sollecitazione dei concittadini, per controllare a che punto fosse il restauro di un bellissimo Ostensorio, dopo due anni dalla consegna.
Lo ha sottolineato anche Mario Palmerio, sindaco di Guardiagrele, quando ha ricordato una maiolica poco conosciuta di Tommaso Cascella che rappresenta una donna del popolo che all'inizio di una processione porta la croce di Nicola di Guardiagrele.
Dei rapporti tra arte e spiritualità ha parlato anche il vescovo Bruno Forte, mentre i rappresentanti della Sovrintendenza ai beni culturali e paesaggistici si sono soffermati di più sulla necessità di far conoscere l'arte abruzzese fuori dell'Abruzzo.
Cosa che con Nicola da Guardiagrele è avvenuta, poiché la mostra è stata già a Roma ed è destinata a Firenze.
L'idea di questo evento, le difficoltà per la sua realizzazione, i rapporti con gli organizzatori e con le amministrazioni comunali, sono state poi illustrate da monsignor Michal Jagoz, prefetto della Basilica papale di santa Maria maggiore di Roma che è stato l'ideatore della manifestazione.
La presentazione, affollatissima di cultori dell'arte, di autorità comunali e di sponsor generosi, è stata l'occasione anche per una breve analisi dell'arte di questo artigiano orafo di Guardiagrele, subito celebrato come artista di primo piano con le sue esperienze alla Scuola di Sulmona, a quella veneziana e fiorentina e a quella dell'altra sponda del “fiume adriatico” nel periodo più splendido del Rinascimento.
«Uno scultore, pittore e soprattutto orafo di fama nazionale, Mastro Nicola de argentis de Guardiagrelis – si legge nel depliant di presentazione – che riassume la tradizione abruzzese di raffinati orafi che, dalla metà del Duecento a tutto il Quattrocento, produssero, in stile gotico per chiese e cattedrali, decine di importanti e preziosi manufatti in argento sbalzato e smalti policromi».

Sebastiano Calella 20/12/2008 8.20