Quanto interesse per il gioco del Go all’università

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Rompere l'alone di serietà che spesso avvolge il mondo accademico, restituire importanza al piacere di imparare e di conoscere cose nuove ed insegnare regole e strategie di base di un gioco che mostra affascinanti analogie con la matematica e l'economia.
Con queste prerogative e grazie all'iniziativa di tre giovani docenti della Facoltà di Economia di Pescara Gianluca Amato, Francesca Scozzari e Maurizio Parton si è concluso ieri, giovedì 9 ottobre, all'Università “d'Annunzio” un ciclo di seminari sul gioco del Go, antichissimo gioco cinese, che ha più di 4000 anni, molto famoso in Asia e quasi sconosciuto in Europa.
Eccezionale la partecipazione degli studenti (oltre 120 partecipanti, molti in piedi e seduti per terra) che hanno seguito i seminari nelle aule di viale Pindaro e che nell'ultima giornata (quella di ieri giovedì 9 ottobre), hanno ascoltato la lezione di Isamu Oka, Presidente della Federazione Italiana Giuoco Go (www.figg.org), giocatore giapponese stabilitosi recentemente in Italia.
«Si è trattato di un evento del tutto unico», hanno spiegato gli organizzatori, «perché è la prima volta che all'interno di un'università italiana si propone un corso di Go, per il quale vengono riconosciuti allo studente dei crediti formativi, al pari di qualsiasi altro esame, e poi perché si sperimenta un nuovo tipo di “didattica ludica”, in cui si unisce l'apprendimento al divertimento».
«I giochi matematici, di strategia, come il Go, gli scacchi, la dama, ma anche i giochi più semplici, come ad esempio il Risiko, sono di per se istruttivi. Insegnano a ragionare, a pensare, a concentrarsi su un obiettivo», ha spiegato il professor Gianluca Amato che ha aggiunto:«risolvere un problema di geometria o trovare una strategia vincente per un gioco sono entrambe attività che richiedono studio e ragionamento. Sono esercizi per il cervello, e penso siano entrambi validi. E poi, gli studenti preferiscono certamente un gioco a dei teoremi di matematica, ma il fine è lo stesso: insegnare a pensare con la proprio testa e sviluppare dei ragionamenti corretti che permettano di arrivare alla soluzione del problema».
Non va infatti dimenticato che il Go è uno dei cinque giochi del “World Mind Sports Games”, le cosiddette “Olimpiadi della Mente”, insieme agli scacchi, la dama, il bridge e gli scacchi cinesi, che si stanno svolgendo proprio in queste settimane a Pechino e costituiscono un evento collaterale ai ben noti giochi olimpici.
«Abbiamo voluto organizzare un corso dove gli studenti potessero imparare divertendosi, un'iniziativa che è stata essenzialmente una sfida per noi docenti», ha spiegato dal canto suo la professoressa Scozzari:«per me, imparare cose nuove è sempre un piacere, e vorrei trasmettere queste sensazioni agli studenti. Chi l'ha detto che l'università e il sapere debbano essere per forza seri e noiosi? Ecco, con il ciclo di seminari abbiamo voluto rompere questo luogo comune».
Visto il successo di quest'anno, gli organizzatori pensano ad una nuova edizione del corso anche nel prossimo anno accademico, che sarà arricchita magari con un torneo tra i partecipanti. E chissà che non ne esca qualche giocatore per le prossime Olimpiadi della Mente!

10/10/2008 17.13