Restaurata la fontana comunale di Paganica, oggi l'inaugurazione

Alessandro Biancardi

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PAGANICA. Torna al suo antico splendore la storica fontana-abbeveratoio con lavatoio coperto in località Sant'Antonio, a Paganica.
Oggi, sabato 4 ottobre, alle ore 16, a Paganica è in programma una manifestazione che culminerà con la "restituzione", alla collettività della frazione dell'Aquila, di un monumento, di proprietà del Comune dell'Aquila, considerato molto importante dal punto di vista sociale, oltre che estetico ed architettonico. La fontana è stata oggetto di un'efficace azione di restauro e risanamento conservativo, realizzata in tre lotti.
L'iniziativa si è concretizzata con la sinergia tra l'amministrazione dei Beni di Uso civico frazionali di Paganica e San Gregorio, che ha impegnato risorse proprie, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo che ha utilizzando i fondi del ministero e curato l'intervento, e la Banca di Credito Cooperativo di Roma, che ha contribuito con una sponsorizzazione alla terza fase del restauro.
I lavori di costruzione di una fontana, che è parte integrante della storia di questo versante del territorio aquilano, risalgono all'800; fu fortemente voluta dall'allora Comune di Paganica, che ritenne necessario mettere a disposizione dei cittadini un'opera che avrebbe assicurato l'acqua alla gente meno abbiente.
L'opera venne completata nei primi anni del '900, segnando la vita di Paganica per la sua funzione multipla: tra le altre cose, abbeverare gli animali, lavare i panni, lavarsi, approvvigionarsi d'acqua e rinfrescarsi durante la stagione estiva.
Alla cerimonia di inaugurazione del monumento restaurato, che inizierà alle 16 nella sala civica di Paganica, è previsto l'intervento, tra gli altri, del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, del presidente dell'amministrazione dei Beni di Uso civico frazionali di Paganica e San Gregorio, Roberto Romanelli, del soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo, Maurizio Galletti e del vice direttore generale della Bcc di Roma, Angelo Cesarini. Saranno presenti anche l'architetto Gianfranco D'Alò, che ha curato il restauro, e l'ex parlamentare Alvaro Iovannitti.
«Sono sicuro che la nostra Fonte, da sempre testimone dell'incessante scorrere di una comunità orgogliosamente contadina, piccolo foro di adunanze, di lavoro, di fatiche condivise – ha sottolineato Romanelli -, nel suo risorgere a nuova vita, sarà ancora il simbolo di un'identità collettiva mai paga del suo costante evolvere». Per il soprintendente, «la presenza di una fonte a destinazione multipla, sorta in un piccolo paese, è un segno di civiltà, come è un segno di civiltà preservarla nel tempo». «Siamo convinti che valorizzare il territorio sia compito primario delle Istituzioni – ha spiegato il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Roma, Francesco Liberati, -. Una convinzione confermata anche nel nostro Statuto, secondo il quale la Banca non è solo un operatore economico, ma anche un agente sociale».

04/10/2008 9.36