Teatro: i fondi alla cultura non arrivano. Professionisti in attesa

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il 30 settembre è la scadenza per le domande annuali per finanziamenti alla cultura. Negli anni passati in genere ad aprile, maggio, giugno qualche volta luglio la Regione dà la sua risposta sull'approvazione del finanziamento.

«I ritardi sono ormai una abitudine», assicura Antonio Silvagni, direttore della Coop. Teatro Lanciavicchio, «ma le capacità di adattamento dell'essere umano abruzzese sono molto alte».
Ma in questo momento viene richiesta alle compagnie teatrali professionistiche una performance «al di sopra delle possibilità di
adattamento»: presentare la domanda di finanziamento per l'anno 2009 (scadenza 30 settembre 2008) quando non si ha ancora alcuna notizia della richiesta del 2008 (presentata il 30 settembre 2007), «malgrado quasi tutte le attività previste siano state realizzate».
«Non viviamo sulla luna e conosciamo perfettamente le difficoltà della Giunta, dei problemi della Sanità», continua Silvagni. «Sappiamo che la nuova legge regionale sullo spettacolo si è arenata e che quindi tutte le aspettative che questa Giunta aveva creato, dichiarando di voler ridurre le incongruenze e le iniquità di leggi di settore sono rimaste deluse».

I fondi della cultura sono da sempre i più contestati anche perché nel momento in cui le liste dei beneficiari diventano pubbliche si scorgono sempre un gran numero di associazione che con la cultura hanno poco a che fare. «Questa legge», conferma anche il direttore, «serve per distribuire risorse sul territorio con finanziamenti a pioggia, e sono inseriti in un indistinto calderone di iniziative culturali presentate da pro-loco, cori, bande, amici del …, e mogli di… che, ben inteso legittimamente richiedono finanziamenti per attività varie e singole iniziative, ma che nulla hanno a che fare con compagnie professionistiche (posti di lavoro, contributi assistenziali e soprattutto progetti pluriennali di crescita culturale del territorio)».
«Il timore dei teatranti professionisti non tutelati», chiude Silvagni, «è che, a seguito dei difficile situazione politica e di bilancio, si continui a garantire le compagnie e le strutture già finanziate dalla legge di settore, costringendo alla chiusura quelle strutture più piccole, soprattutto meno garantite politicamente, malgrado dal punto di vista artistico siano queste la parte più vitale del settore e dal punto di vista occupazionale e professionale complessivamente non meno impegnati di strutture più grandi».
La posizione di Silvagni è stata sottoscritta anche dal Terrateatro (Te), Compagnia del Paradosso (Pe), Il Canovaccio (Ch), La Trama-Compagnia della memoria (Pe), Teatro Immediato (Pe), I guardiani dell'oca (Ch), Gruppo Alhena (Pe) e Piccolo teatro del Me-Ti (Ch).

16/09/2008 9.27