"Il Fiume e la Memoria" in agonia: niente soldi per il teatro

Alessandro Biancardi

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LA PROTESTA PESCARA. Con il “Tartufo” di Molière che andrà in scena il prossimo 18 settembre 2008, alle 21, presso l’auditorium De Cecco di Pescara, si aprirà e chiuderà la decima edizione del festival “il Fiume e la Memoria”.
La messa in scena del testo del celebre commediografo francese che sarà l'unico appuntamento in cartellone per questa edizione, rappresenta anche l'ultimo appuntamento dell'intera manifestazione pescarese che per decisione degli organizzatori e del direttore artistico «chiuderà per sempre i battenti».
Un lancio “pubblicitario” anomalo quello della decima edizione della storica rassegna teatrale che negli ultimi anni ha avuto seri problemi di sopravvivenza.
«Vista la grave crisi economica che negli ultimi anni si è abbattuta sul budget del festival», hanno detto oggi gli organizzatori in una conferenza stampa per denunciare la “distrazione” del Comune, «con profondo rammarico siamo costretti a gettare la spugna».
«Non possiamo far altro che prendere atto della realtà delle cose», ha detto il direttore artistico della kermesse, l'attore Milo Vallone, «abbiamo subìto questa situazione finché abbiamo potuto ora siamo davvero in difficoltà. Alle nostre istanze di far corrispondere i contributi elargiti effettivamente a fine manifestazione con quelli promessi negli incontri di impostazione del festival e sui quali ogni anno abbiamo strutturato i nostri cartelloni, ci è sempre stato promesso di pazientare e di aver fiducia per “l'anno venturo”. Di “anni venturi” ne sono passati sei e nulla è cambiato. Questo anno abbiamo impostato un cartellone per 25.000,00 euro di budget (così come si era definito) ma una settimana fa ci è stato comunicato che una grave crisi di fondi renderà impossibile lo stanziamento di detto contributo. Abbiamo lavorato a vuoto tutta l'estate».
«Ci sentiamo toccati nella dignità di professionisti», hanno detto alcuni attori intervenuti, «di professionisti che stanno passando la loro vita a formarsi e a formare artisti e operatori culturali più giovani (ma quale speranza, quale chance avranno?). Siamo al centro di una disattenzione sempre più generalizzata da parte degli enti pubblici che oltre al danno ci regalano la beffa dell'offesa».
“Il Fiume e la Memoria” in passato ha totalizzato decine di migliaia di spettatori entusiasti, che ha fatto lavorare tantissimi artisti locali dando loro pari dignità dei grandi professionisti del panorama artistico italiano.
«Alla sola terza edizione in un sondaggio de “il Sole 24 ore”», ha ricordato Vallone, «risultò come la manifestazione più gradita dei pescaresi, che non ha solo ospitato ma ha prodotto e coprodotto spettacoli poi in distribuzione nei più importanti festival e rassegne della penisola. Un festival che ha fortemente contribuito alla rinascita del centro storico cittadino e alla riscoperta di un fiume che fino ad allora i pescaresi non avevano mai avuto occasione di “frequentare”».
«Ebbene», hanno concluso gli organizzatori della kermesse, «che questo festival muoia: non è un bel segnale. Non lo è per la cultura, per l'arte, per la città. Non lo è per nessuno».


L'ASSESSORE MARCHEGIANI DISPIACIUTA


«Sono dispiaciuta per l'acrimonia sottesa alle parole di Milo Vallone, con cui, tra l'altro non ho mai avuto l'opportunità di parlare», risponde l'assessore alla cultura Paola Marchegiani, «non dipende né dall'amministrazione, né dall'assessorato se quest'anno i Comuni hanno avuto forti tagli alle spese. Non si tratta di “tartufismo” voluto o casuale, ma di una situazione generale, nazionale, che come spesso succede, colpisce per primi gli assessorati alla Cultura. L'esigenza di razionalizzare le risorse mi ha già costretta a rinunciare a proposte molto valide, di cui la città sentirà certo la mancanza, come succede oggi per Il Fiume e la Memoria. Ma la realtà è questa. Bisogna che tutti ne prendano atto, non considerando le pubbliche amministrazioni come i soli promotori del panorama artistico-culturale».

15/09/2008 18.49