Paolo Virzì lunedì sera al Roseto Opera Prima

Alessandro Biancardi

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ROSETO. Evento speciale questa sera (21 luglio) al Roseto Opera Prima che ospita il regista Paolo Virzì con il suo ultimo film Tutta la vita davanti.
Al regista livornese, che meglio ha interpretato l'eredità della commedia all'italiana, sarà consegnata la Rosa d'oro per la carriera.
Con il corale Tutta la vita davanti Virzì ha realizzato uno dei suoi film più amari.
È la voce narrante di Laura Morante che nel bel mezzo di un'apertura onirica a suon di Beach Boys, ci introduce cautamente nella favola 'nera' di Marta, ventiquattrenne siciliana trapiantata a Roma, neolaureata con lode, abbraccio accademico e pubblicazione della tesi in filosofia teoretica.
Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi ad essere “scelta” come baby-sitter della figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia. E' proprio questa “Marilyn di borgata” a introdurla nel call center della Multiple, azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell'acqua apparentemente miracoloso. Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti giovani, carini e “precariamente occupati” italiani.
Paolo Virzì debutta nella regia nel 1994 con La bella vita, vincendo il David di Donatello e il Nastro d'argento. Seguiranno Ferie d'agosto (1996), Ovosodo (1997), Baci e abbracci (1999), My name is Tanino (2002), Caterina va in città (2003), N (Io e Napoleone (2007). Considerato l'ultimo detentore dei segreti della commedia all'italiana, si aggira nel piccolo mondo della provincia, abile nel costruire bozzetti coloriti e nel delineare ritratti sociologici, che si ispessiscono con ritmo sostenuto. Nei suoi film il ritratto di un paese picaresco, lontano anni luce dal finto mito della globalizzazione, approssimativo nella conoscenza, ferocemente aspirante in qualcosa purché ci si metta in mostra, innamorato, radicale e a volte intransigente, ma soprattutto spavaldamente e irrimediabilmente ignorante. Pellicola per pellicola, Virzì ci restituisce un eterno presente, usando personaggi chiave più come una lente per guardare dentro di noi che come i perni della trama.

21/07/2008 10.05