Giornata Mondiale dell’Ambiente. Nell’Oasi del Sagittario "MELA ricordo così!"

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Chi ricorda il sapore della Mela rosa e della Pera della Madonna, della Pera di San Giovanni e della Mela limoncella?
In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente l'Oasi WWF delle Gole del Sagittario nel comune di Anversa degli Abruzzi (AQ) presenta l'operazione “MELA ricordo così!” per la tutela e riscoperta delle antiche varietà di mele e pere oggi in via di estinzione.
Cinque varietà di mele e due di pere coltivate da centinaia di anni nel territorio del comune di Anversa degli Abruzzi e ora quasi dimenticate sono state riscoperte nell'ambito del progetto sull'agricoltura sostenibile in corso di svolgimento da un anno nella riserva.
Il progetto prevede: la tutela delle produzioni agricole rispetto ai danni che possono essere arrecati dalla fauna selvatica attraverso la distribuzione agli agricoltori di mezzi incruenti (recinti elettrici; dissuasori ecc.); lo studio dell'evoluzione del paesaggio nel territorio comunale negli ultimi decenni; la tutela della biodiversità in agricoltura con la promozione di nuove coltivazioni di varietà tradizionali di alberi da frutta.
«Ierii» dichiara Filomena Ricci, direttore della Riserva naturale Regionale Gole del Sagittario, «abbiamo distribuito agli agricoltori che hanno risposto ad un bando le prime 75 piante di meli e peri che abbiamo coltivato nel Giardino Botanico della Riserva. Questi agricoltori diventeranno veri e propri custodi di una parte di biodiversità che rischiava di andare persa irrimediabilmente. Il problema dell'erosione genetica in agricoltura è troppo spesso sottovalutato; pochi sanno che in Italia erano coltivate 634 varietà di melo e 435 di pero. Molte di queste, circa il 90%, sono estinte o in via di estinzione e nei supermercati troviamo ormai solo 4-5 varietà prodotte industrialmente che provocano anche un'omogeneizzazione del gusto».
In diverse parti d'Italia si stanno organizzando filiere produttive per far riscoprire ai cittadini questi sapori e questa biodiversità, la cui tutela è fondamentale anche per far fronte ai cambiamenti ambientali.
«Se si conservano tante varietà», aggiunge Ricci, «è possibile usare quelle resistenti a nuove malattie e/o a condizioni climatiche differenti. Gli operatori della Riserva impegnati nell'iniziativa, in particolare Suzanna D'Angelo, hanno intervistato decine di anziani agricoltori e visitato i loro campi e orti al fine di individuare le varietà tradizionali coltivate nel territorio e riprodurle nel Giardino Botanico. Oggi queste piante sono state distribuite a 25 agricoltori in una piccola festa assieme agli abitanti del paese, che diventano così i migliori alleati per la tutela della biodiversità della Riserva».

06/06/2008 8.14