Festa dei Banderesi: apre la porta santa

Alessandro Biancardi

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BUCCHIANICO. Dopo le emozioni di domenica scorsa con la sfilata dei carri e dei canestri e la "ciammaichella" in piazza, che ha coinvolto tutto il paese in un tripudio colori e suoni che ha dato inizio alla "Festa dei Banderesi", domani pomeriggio la tradizione popolare risalente al XIII secolo vive la sua giornata più spirituale.
Sabato 24, vigilia della memoria liturgica di Sant'Urbano, infatti, è il giorno in cui tutti i capofamiglia del paese sono "banderesi", ossia indossano le due bande rosse e blu (che rappresentano i due poteri cittadini del medioevo, la Chiesa e il Comune), e diventano protagonisti della festa.
Alle 17.30, infatti, tutti i "banderesi", capeggiati dal Banderese eletto l'anno scorso, Davide Liberati, si raduneranno da tutte le contrade per giungere alle 18.00 presso la chiesa di San Francesco dove saranno consegnati loro, come è capitato domenica scorsa per il Banderese eletto, i "ramajetti", simbolo delle fratellanza che unisce tutti i cittadini bucchianichesi in ogni situazione felice o avversa.
Alle 18.30 tutto il paese sarà alla porta della chiesa di Sant'Urbano, dove sarà aperta solennemente dal parroco, dal sindaco e dalle autorità della festa (Sergentiere e Banderese), la "porta santa" che consente a tutti coloro che l'attraverseranno con devozione, pregando all'interno della chiesa secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, di lucrare l'indulgenza plenaria, concessa al santuario da papa Pio VII nel 1801.
La porta santa resterà aperta per tutta la giornata del 25 maggio per permettere a tutti i devoti di Sant'Urbano di ottenere l'indulgenza.
Alle prime luci della sera di domani, infine, in piazza Roma si ripeterà un'altra antichissima tradizione bucchianichese, il gioco del "Tizzo".
«Il "tizzo" – racconta il banderese eletto, Davide Liberati – è un antico gioco che i comandanti militari della piazzaforte di Bucchianico utilizzavano per tenere sempre pronti e all'erta i soldati che erano a difesa della città. È una specie di acchiapparello fatto in cerchio, con un uomo che corre fuori dal circolo, tocca senza preavviso la schiena di uno dei componenti del cerchio, il quale dovrà correre dall'altro lato cercando di tornare alla sua posizione di partenza prima che chi lo ha toccato possa raggiungerlo».
A partire da domani, inoltre, la casa del Banderese sarà aperta a tutti i cittadini che vi ceneranno a turno: tutti i piatti sono a base di carne di vitello, quello stesso vitello che domenica scorsa ha aperto la sfilata dei carri e dei canestri e che è stato macellato lunedì scorso.
23/05/2008 10.27