Santeusanio, lo scultore che plasma la pietra con la passione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Inaugurata lo scorso 6 aprile, si protrarrà fino al 29 la mostra personale dello scultore abruzzese Tonino Santeusanio. Nelle sale del Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara, esposte opere scultoree che il maestro chiama "creature" mettendole in correlazione con la sua fertile creatività artistica

Presso le Sale Mostre ed Eventi del Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara è stata allestita una mostra personale dello scultore abruzzese Tonino Santeusanio, il maestro che ama definire la scultura "l'arte del togliere" fino a quando il blocco di materia informe e inerte non assume la forma e l'armonia volute e cercate con tanta passione e fierezza.
Si tratta di un evento culturale di primo piano, di un appuntamento di assoluto rilievo, promosso dal Comune di Pescara, Assessorato alla cultura, sotto il patrocinio della Regione Abruzzo, per portare all'attenzione pubblica la figura e l'opera di un'artista poliedrico che ha ottenuto numerosi riconoscimenti in campo nazionale e internazionale. La mostra è stata inaugurata lo scorso 6 aprile e si protrarrà fino al 29.
Attraverso le opere scultoree esposte nel complesso di sale dei Bagni borbonici, è possibile ripercorrere la lunga vita artistica del maestro, dai tempi della giovinezza fino ai giorni nostri; seguire un itinerario evolutivo, scorgendo nell'incantata fissità delle forme scolpite, un impluvio di idee mirabolanti, di volontà esplosive, di impulsi sensuali, di rigorosi sentimenti che dalla mente si trasfondono alle mani e da queste alla pietra, come un fluido creativo, magnetico e vitale, per restarvi impressi in eterno. Incanto e meraviglia accompagnano l'itinerario tra forme arcane e flessuose, espressione di una sontuosa poetica dell'immagine e di una raffinatezza essenziale e linda.
Il maestro vive e lavora a Villa Tucci, una frazione di Crecchio, paesino situato nell'immediato entroterra, dopo aver vissuto per molti anni in Germania.
Nella quiete di quel piccolo borgo immerso in un'oasi di verde, egli sembra aver trovato la vena ispiratrice, visto che si diletta anche nella pittura, nella fusione di bronzi, nei mosaici e in altre discipline dell'arte figurativa, con frenetico ardore, quasi per rincorrere il tempo tiranno nel suo eterno oscillare tra passato e presente, tra l'essere e il divenire.
Il suo carattere schivo e riservato lo tiene lontano dai fragori del proscenio, ma l'arte, si sa, trova la sua massima espressione anche nel silenzio, che aiuta a plasmare le idee e le immagini della mente prima della ruvida pietra.
«Il compito fondamentale delle mie "creature" – dice l'artista – è di destare i sentimenti, di scuotere l'Uomo dal suo torpore cronico". E in un altro passo del suo pensiero aggiunge: "Non ho mai concesso alla materia di rimanere ferma se nella mente avevo un'idea da realizzare. Maturata l'idea, la costringo a venir fuori».
In passato, le opere di Tonino Santeusanio sono state esposte ed apprezzate in mostre di rilievo assoluto come la Quadriennale e presso Seibold in Bobenheim e sono state oggetto di preziosi giudizi come quello del prof. Andrea Cascella, Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Brera, il quale a proposito del "suo allievo" ha scritto: «Di Santenusanio mi ha conquistato la sua indocilità nel plasmare la materia con eleganza».
Durante tutto il periodo in calendario, le sale della mostra sono aperte al pubblico tutti i giorni dalle 18 alle 22.
24/04/2008 14.38