Giordano Bruno Guerri presenta il suo saggio su D'Annunzio

Alessandro Biancardi

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I SETTANT’ANNI DALLA MORTE DEL VATE. PESCARA. Il 1° marzo di settant’anni fa moriva Gabriele d’Annunzio che seppe essere insieme sommo scrittore e grande poeta, modello di ogni canone mondano ma anche soldato d’eccezione.




I SETTANT'ANNI DALLA MORTE DEL VATE.
PESCARA. Il 1° marzo di settant'anni fa moriva Gabriele d'Annunzio che seppe essere insieme sommo scrittore e grande poeta, modello di ogni canone mondano ma anche soldato d'eccezione.E proprio sabato 1° marzo il Centro nazionale di Studi dannunziani avvia le celebrazioni per questo anniversario, che si articoleranno in diverse manifestazioni nel corso dell'anno, con la presentazione al Mediamuseum alle ore 10,30 del libro di Giordano Bruno Guerri “d'Annunzio. L'amante guerriero” edito da Mondadori. Con l'autore interverranno Giuseppe Papponetti e Giacomo D'Angelo.
«Amante guerriero nella seduzione come in letteratura e in politica, d'Annunzio fu un uomo che seppe imporre i propri sogni agli altri uomini. Egli rivoluzionò la figura dell'intellettuale facendo della sua vita un'opera d'arte, ricca di chiaroscuri mai scontati e influenzò più generazioni nel gusto e nella visione del mondo», dicono gli organizzatori dell'evento. «L'Italia del secondo dopoguerra ha cercato in tutti i modi di sbarazzarsi di lui, alternando l'indifferenza alla condanna, totale e preventiva. Una storiografia semplificata ha visto e vede in lui l'inventore di riti e parole d'ordine sui quali si sarebbe fondato il regime fascista. Ma, in realtà a Fiume d'Annunzio fu ben di più: l'inventore di una modernità che andava oltre la destra e la sinistra, anticipando le costituzioni più avanzate dei nostri giorni».
Ed in questo suo libro, Guerri racconta un personaggio restituito al suo pensiero ed alla sua arte oltre che al suo tempo.
E racconta nel dettaglio anche l'amante instancabile di tantissime donne.
A settant'anni dalla morte del poeta, Guerri trova la cifra per un racconto spassionato ma appassionante, spregiudicato ma colmo di sensibilità storica, letteraria ed umana sulla vita e le opere dell'”Imaginifico”.
E come disse Alberto Arbasino «d'Annunzio è il cadavere fra i più ingombranti di tutte le letterature» ed ancora Mario Sansone, «d'Annunzio, oggi così apparentemente assente, sta ancora dentro la crisi italiana; o, se si vuole, la contemporanea crisi italiana è ancora troppo ricca di umori sofferti da d'Annunzio per poter smaltire d'Annunzio».
Giordano Bruno Guerri, scrittore, storico, autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi, docente di storia contemporanea in numerose università straniere è, attualmente opinionista de “il Giornale” oltre che Presidente della Conferenza Internazionale Langtech 2008 sulla tecnologia del linguaggio e del parlato.
Tre le numerose iniziative che il Centro nazionale di Studi dannunziani ha in serbo nel corso dell'anno per ricordare la ricorrenza figurano il 35° Convegno nazionale di Studi dannunziani sul tema “d'Annunzio vivo” in autunno, un convegno di studi su “d'Annunzio e la Mitteleuropa” in collaborazione con l'Istituto italiano di Cultura di Vienna sempre in autunno, la pubblicazione del volume “d'Annunzio essenziale” a cura del Centro con l'editrice Ediars, una serie di proiezioni sulla vita e l'opera dello scrittore pescarese in programma al Mediamuseum durante tutto il 2008 e in collaborazione con l'Università di Chieti-Pescara il VI Premio Internazionale di Poesia ‘Gabriele d'Annunzio' che nel passato ha premiato poeti del calibro di Yves Bonnefoy, Mario Luzi, Adonis, Hans Magnus Enzensberger, Mark Strand.
La presentazione dell'opera di G.B Guerri sarà preceduta dalla proiezione di un brevissimo documentario sulla pescaresità di d'Annunzio realizzato da Enzo Biagi e tratto dal programma “Cara Italia”.

28/02/2008 13.41