Aspettando il Distretto culturale aquilano…

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Con il Convegno “Dal Cantiere al Distretto – da Cantiere Cultura al Distretto Culturale Aquilano” si conclude il progetto Equal “Cantiere Cultura”, di cui è capofila la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, e si gettano le basi concrete per la costituzione del Distretto Culturale della provincia dell’Aquila così come previsto dalla legge regionale n. 22 del 3 marzo 2005 che istituisce i Distretti Culturali.
«Un nuovo modello di sviluppo locale», spiegano i promotori, «già sperimentato dal partenariato di Cantiere Cultura che dall'ottobre 2005, data d'inizio del percorso progettuale, ha realizzato studi, ricerche, azioni di promozione del territorio e soprattutto formato persone per approdare proprio alla creazione di un Distretto Culturale del comprensorio Aquilano».
In tre anni, infatti, sono state messe in campo una serie di attività.
E' stata realizzata una mappatura del patrimonio culturale del territorio, grazie allo studio realizzato dal CRESA ( il Centro Ricerche delle Camere di Commercio) Abruzzo.
Con la formazione, portata avanti dalla società Abruzzo Incoming, sono stati preparati 40 animatori culturali e 20 progettisti culturali; con la transnazionalità, affidata al Consorzio Promotur e realizzata con i partner europei, Francia e Portogallo, è stato possibile trasferire sul territorio aquilano esperienze diverse e in alcuni casi all'avanguardia nella gestione del patrimonio culturale e ambientale.
Un lavoro, quindi, importante che servirà come base concreta per la realizzazione del Distretto Culturale della provincia dell'Aquila.
«Per fare questo – spiega il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila Roberto Marotta – c'è bisogno della più ampia condivisione possibile da parte dei partners e soprattutto di un loro contributo concreto. Intanto il percorso da fare è stato già tracciato. Ed è un percorso che può contare sul lavoro già svolto da Cantiere Cultura, ma che subito deve definire l'identità del distretto attraverso un Comitato di Coordinamento con funzioni di raccordo tra le parti».
I passi successivi saranno poi quelli della costituzione di un Ufficio di Distretto per la definizione del piano operativo e la messa a regime del Distretto Culturale; quest'ultimo momento potrà avvenire attraverso una società di scopo che dovrà agire come cabina di regia delle attività di valorizzazione del patrimonio culturale della provincia.

15/01/2008 8.19