"E donne infreddolite negli scialli": il nuovo romanzo di Cristina Mosca

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un romanzo breve dedicato alla «gente corsara che non c’è più», come cantavano nel 1987 Umberto Tozzi e Raf in “Gente di mare”: è il secondo lavoro di Cristina Mosca, giovane autrice giuliese che vive e lavora a Pescara. “E donne infreddolite negli scialli” (Schena editore, pp. 146, euro 13), è appena uscito nelle librerie e nei prossimi giorni verrà presentato in tre province abruzzesi.
Il primo degli appuntamenti sarà sabato 8 dicembre alle ore 11 a Pescara presso la libreria La Feltrinelli, con la presentazione dell'assessore comunale alla cultura Adelchi De Collibus.
Sempre sabato 8 dicembre ma alle ore 17.30 ci si sposterà a Giulianova in via Nazario Sauro 35 presso la libreria “La Nuova Editrice” e presenterà il giornalista Simone Gambacorta.
Domenica 9 dicembre alle ore 18 la presentazione si terrà ad Alba Adriatica presso il caffé enoteca “Bellariva” in viale Marconi 268, di nuovo alla presenza di Simone Gambacorta.
Sabato 15 dicembre la libreria “La Nuova Editrice” a Teramo, in corso S. Giorgio 81, ha predisposto un incontro con l'autrice a partire dalle ore 10.
Domenica 16 dicembre alle 18.30, invece, Giuseppe Visco dell'associazione Assomira condurrà la presentazione presso la libreria De Luca a Chieti, in via Cesare De Lollis 12/14.
«”E donne infreddolite negli scialli” – spiega Cristina Mosca – è un romanzo dedicato a chi è in attesa. Di una persona, di un lavoro, di un sms, di un sorriso. Di una barca che chissà se si staglierà all'orizzonte anche questa mattina. E' una fotografia in cui capitano, quasi per caso, i volti di personaggi molto diversi tra loro ma accomunati da un'aspettativa... senza capire che è proprio da quello che non ci aspettiamo che a volte arrivano i cambiamenti importanti.»
Una storia fatta di storie che si svolgono lungo la linea del tempo e a tratti la scavalcano; che camminano lungo le strade di una Pescara “che rinasce anche dall'alto”, si affacciano sul dannunziano Adriatico selvaggio e vanno a finire, contro le leggi della fisica e della ragione, tra pescatori al di fuori del tempo, chini sulla banchina del porto di Giulianova a riparare le reti.
«Ho cominciato questo percorso – conclude l'autrice – grazie alla fiducia che hanno nutrito in me la famiglia Gentile di Fasano e la casa editrice Schena in occasione del Premio nazionale per narrativa inedita “Valerio Gentile”, due anni fa».
Cristina Mosca, 27 anni, è giornalista pubblicista e collabora costantemente con testate periodiche a carattere regionale e anche a tiratura nazionale. Insegnante di Inglese nelle scuole superiori, sta conseguendo la seconda laurea in Mediazione Linguistica e Comunicazione Interculturale presso l'università “Gabriele d'Annunzio”. Negli ultimi dieci anni ha ottenuto numerosi ambiti riconoscimenti in Premi per narrativa e poesia inedita.

04/12/2007 7.50