Stage in Abruzzo per otto restauratori afghani

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2703

CELANO. Sono in Abruzzo dal primo di ottobre. Stanno seguendo un corso per il restauro dei metalli per poter poi trasferire nel loro paese, martoriato dalla guerra civile, le nuove conoscenze apprese.

Sono otto restauratori del Museo Nazionale dell'Afghanistan, provenienti da Kabul, ospiti del Museo delle Paludi di Celano dove si stanno perfezionando sui vasi bronzei e i reperti in metallo provenienti delle necropoli Vestine ed in particolare dagli scavi di Centurelli nella piana di Navelli. Sono ospiti della nostra regione fino ad oggi 31 ottobre, data di fine stage, e il 5 novembre riceveranno un diploma di partecipazione nel corso di una cerimonia che si svolgerà a Roma presso la sede dell'Istituto Centrale del Restauro.
Il corso è tenuto da insegnanti dello stesso Istituto e dagli archeologi del museo abruzzese tra cui Vincenzo D'Ercole che ha voluto sottolineare come con questa iniziativa «rappresenta un aiuto concreto per le popolazioni di questo sfortunato paese. Uno stage che riguarda comunque il patrimonio culturale pone per la prima volta l'Abruzzo come parte attiva in quel processo di integrazione e quindi anche di pace fondamentale per l'Afghanistan. Questo corso che sta riguardando otto persone, ospitate per oltre un mese nella nostra regione, è un fatto importante che oltretutto ribadisce il ruolo di formazione che il nostro museo ha nel suo dna».
Gli otto studiosi hanno potuto partecipare a questo corso, naturalmente gratuito, grazie ad una convenzione stipulata nel 2004 tra il Ministero degli Esteri e l'Istituto Centrale per il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Si tratta di una delle prime iniziative italiane, e la prima in Abruzzo, di sostegno all'Afghanistan nel campo della tutela e conservazione dei beni culturali. Questi restauratori, infatti, una volta tornati nel loro paese potranno applicare conoscenze all'avanguardia nel settore del restauro da applicare poter sui tesori della loro storia. «Non è infatti sbagliato pensare – conclude D'Ercole - che questi otto restauratori , praticamente tutto lo staff del Museo di Kabul, saranno coloro che interverranno su uno dei tesori d'arte orafa tra i più favolosi al mondo. Quello proveniente dalle tombe della regione di Bactriana e che è stato miracolosamente salvato dalla furia dei talebani e che rappresenta punto d'incontro fra ellenismo e cultura iranica e indiana». Un tesoro di oggetti in oro su cui si favolegga da sempre, come attestano anche la ricca serie di monete dei sovrani greci e le rovine di Bactres nel nord dell'Afghanistan, non lontano dalle rive dell'Amu Darya, costellate dalla presenza di colonie greche. «L'Afghanistan – spiega Anna Maria Reggiani Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l'Abruzzo – era una tappa essenziale nella "rotta delle steppe" che percorreva l'Eurasia dal Mar Nero, luogo di raccolta di miti e leggende provenienti dall'Asia Centrale, fino alla penisola coreana.
Anche per questo è un grande onore per la nostra regione creare un collegamento con un mondo ricco di suggestioni culturali».
Per i restauratori afgani, Ahmad Shah Naderi – Islammudin Ghafari – Mir Ahmad Khesraw – Mohammad Daud lali – Mohammad Said Shaqaf – Mohammad Naeem Noorzai – Mir Najeebullah Asadi – Reza Sharifi, l'esperienza in Abruzzo è stata una delle più importante fatte, per le nuove tecniche apprese ma anche il clima di serena accoglienza ricevuto a Celano.


02/11/2007 9.49