Da Casablanca a Chieti con piacere, alla D’Annunzio arriva Rita El Khayat

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Domani pomeriggio, 26 settembre 2007, alle ore 15.30, tutto l’organico docente della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “d’Annunzio” di Chieti si riunirà in consiglio per conferire alla scrittrice nonché medico psichiatra Rita El Khayat, la cattedra di ‘Antropologia delle scienze e del sapere’.

Sarà presente il Preside di Facoltà Stefano Trinchese, tutto il corpo insegnate e i rappresentanti degli studenti per ogni corso di laurea.
Rita El Khayat è una delle più note intellettuali marocchine, la quale ha già avuto dalla Regione Abruzzo e dall'Italia intera alte onorificenze. Lo scorso 10 settembre, infatti, ha ricevuto dal Consiglio dei Ministri e dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la cittadinanza italiana. A conferirle il suo nuovo status sono stati, attraverso un raccolto ed emozionante cerimoniale, il sindaco della città di Pescara Luciano D'Alfonso e il Prefetto Giuliano Lalli.
Durante una sua visita ad Assisi, invece, ha ricevuto la “Palma d'oro per la pace”; Rita El Khayat, infatti, rappresenta uno dei simboli migliori per quanto riguarda l'integrazione e la pacifica nonché costruttiva convivenza tra popoli diversi.
Autrice di diverse opere riguardanti la condizione della donna nel mondo arabo e sull'universo della psichiatria in Marocco.
Rita El Khayat a poche ore dal nuovo incarico alla Facoltà di Lettere della “d'Annunzio” ha dichiarato: «Sarà un piacere trasferirsi ogni volta da Casablanca, dove risiedo abitualmente, a Chieti per svolgere il lavoro che mi è stato affidato. Desidero lasciare una traccia importante nel nostro sistema sociale attraverso verità spesso taciute. Svolgerò questo incarico – ha proseguito la scrittrice marocchina – con più vigore rispetto a come sono abituata a fare solitamente. Questa per me è una grande occasione, pensando soprattutto ad un Occidente che ha scelto di dare più spazio a questo tipo di voce, fondata sul binomio intellettuale – donna; voci che in altri paesi sono messe a tacere. Ringrazio – ha concluso El Khayat – il Preside Stefano Trinchese, il quale mi ha onorata e investita di una straordinaria possibilità che mi permetterà di poter proseguire le mie ricerche basate sul rapporto e le relazioni con i giovani italiani».
Particolarmente entusiasta di tale “occasione culturale” anche il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Stefano Trinchese il quale ha affermato: «Il corso di ‘Antropologia delle scienze e del sapere' avrà inizio nel secondo semestre e rientra perfettamente in quel percorso di restyling che sta caratterizzando la nostra Facoltà. Programma che intende riportare, in maniera tradizionale, lo studio delle lettere e della filosofia abbinate ad attività formative innovative, tecnologiche e contemporanee. L'insegnamento consegnato alla scrittrice El Khayat – ha sottolineato Trinchese – oltre a regalare lustro alla nostra Facoltà si pone in sintonia con alcuni programmi proposti dal Centro Interuniversitario di Studi e delle Culture Adriatiche, il quale promuove studi e ricerche relativi alla culture sviluppatesi lungo il bacino adriatico».
25/09/2007 15.24