Torna a Celano la triennale internazionale d' Arte Sacra

Alessandro Biancardi

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CELANO. Il prossimo 28 luglio aprirà i battenti a Celano, in provincia dell'Aquila, nella splendida sede del trecentesco Castello Piccolomini, uno dei più noti e imponenti d'Italia, la XVI edizione della Triennale Internazionale d'Arte Sacra. Si tratta della più antica manifestazione del genere nel nostro Paese e in Europa, avendo preso l'avvio quasi mezzo secolo fa, e precisamente nel 1963, per iniziativa di due studiosi ben conosciuti nel territorio, Claudio Ranieri e Nando Taccone, che, oltre a costituire la memoria storica della Triennale, di questa sono tuttora gli animatori.
Curatori dalla mostra sono Carlo Fabrizio Carli e Floriano De Santi, gli storici dell'arte che avevano firmato anche le ultime due edizioni della rassegna, nel 1997 e nel 2000..
A ribadire il carattere internazionale della Triennale, già attestato dal corpus chagalliano, contribuiscono le presenze dell'artista romeno Camilian Demetrescu, con un arazzo gemello a quello recentemente collocato nell'appartamento privato del Papa; della venezuelana Lilion Rita Callegari, con le sue memorie di visioni precolombiane; dell'austriaco Jorrit Tomquist, con i suoi simboli geometrici della Croce, del giapponese Keizo Morishita, con le sue "città celesti"; e ancora dell'inglese Mattheu Spender, dello iugoslavo Thomir Bires, del finlandese Hannu Palosuo, del romeno Emil Ciocoiu dell'albanese Victor Ferraj.
Una reinterpretazione contemporanea del venerando tema della Via Crucis è affidato a Paolo Marazzi e a Vincenzo Tiboni; mentre Diego Mazzaferro propone dei singolarissimi lavori sulle ali angeliche. Nel suggestivo spazio del cortile del Castello figurano sculture di Vittorio Amadio, Salvatore Fornarola, Giuliano Giuliani, Luciana Matalon, Francesca Tulli e Mario Velocci, che adombrano l'air ambiant dell'architettura antica. Infine, in mostra sono presenti pure opere di Simone Butturini, Ennio Di Vincenzo, Giovanbattista Pastorelli, Renzo Scopa e Enrico Pulsoni. Il fotografo Fabrizio Sciocchini espone alcune commoventi immagini di una sua rilettura del patrimonio abruzzese legato alla cultura contadina.

20/07/2007 10.34