Saga, licenziamento di un dirigente? Federmanager: «non siamo stati informati»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Polemiche e attriti alla Saga, la società mista, che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo per il licenziamento «improvviso» di un dirigente. 

 «La Saga ha deciso di licenziare un dirigente per effetto della riorganizzazione aziendale». A dirlo è il presidente della  Federmanager Abruzzo e Molise (l’associazione dei dirigenti  di aziende industriali firmataria, con Confindustria, del contratto collettivo nazionale del lavoro dei dirigenti), Florio Corneli che punta il dito contro la società (per l'85% formata da Enti Pubblici Regione Abruzzo, Camere di Commercio di Pescara, Chieti, Teramo e l'Aquila e per il 15% da soci privati).

«Il contratto collettivo nazionale dei lavoratori parla chiaro», dichiara, «e prevede che l’associazione sindacale vada informata quando ci sono modifiche nell’organizzazione del lavoro. In questo caso la Saga ha interpellato solo i sindacati dei lavoratori e non quelli dei dirigenti che non sono stati  in altro modo informati, se non attraverso gli organi di stampa».

 Nel settembre 2010 il direttore generale della società,  Stromei, «avrebbe lasciato l’incarico, rimpiazzato nel gennaio 2011 da un nuovo direttore generale». Alla guida dell’azienda, secondo Federmanager, ci sarebbero state così due  figure dirigenziali. «Dopo circa nove mesi poi», spiega Corneli, «si è passati ad una organizzazione con un unico dirigente. L’altro ora deve fare le valigie».

Adesso fioccano dubbi ed il sindacato cerca di capire le ragioni di questo modus operandi e  «come mai l’azienda non abbia verificato nessuna possibilità di ricollocazione nel sistema ma abbia optato per un licenziamento in tronco».

«Perché un’azienda», si chiede Corneli, «che avverte la necessità di rivedere l’organizzazione procede preventivamente ad assumere un nuovo dirigente? Perché l’unico dirigente rimasto che aveva collaborato con un vertice aziendale coordinato da uno dei più noti ed affermati imprenditori locali, dopo anni di esperienza specifica non viene sperimentato nella posizione superiore con obbiettivi definiti e valutato rispetto al conseguimento degli stessi? Perchè non si individua possibili aree di ricollocazione nel contesto più ampio in cui è inserita l’azienda?».

«Il licenziamento di un qualsiasi dipendente», conclude amareggiato il presidente, «è un atto grave che coinvolge e sconvolge la vita delle persone e delle loro famiglie e mai potrà essere considerato un semplice atto burocratico. Lo è ancora di più quando a farlo è un’azienda a capitale interamente pubblico con un consiglio d’amministrazione in regime di prorogatio e con modalità che violano le procedure contrattuali».

 m.b.   26/10/2011 14.53