UdA, battaglia sulla nomina dei legali e sulla validità del parere Vaccari

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Nuovi sequestri di documenti alla d’Annunzio, mentre cresce la tensione per l’attesa della decisione sul licenziamento del dg Marco Napoleone.

CHIETI. Nuovi sequestri di documenti alla d’Annunzio, mentre cresce la tensione per l’attesa della decisione sul licenziamento del dg Marco Napoleone.

Ieri c’è stata un’ordinanza intermedia del Giudice del lavoro che ha voluto veder chiaro nella regolarità del patrocinio da parte degli avvocati dell’Università. Dunque occhi puntati soprattutto su Laura Ciarcia, il giudice monocratico del lavoro che a giorni emetterà il suo verdetto sul ritorno o meno del dg alle sue funzioni, ma attenzione continua anche a tutti i movimenti in Ateneo. Basta l’avvistamento dell’auto blu della GdF per scatenare ipotesi ed illazioni, come è avvenuto ieri e nei giorni scorsi. Perché mentre la fase del ricorso d’urgenza al giudice del lavoro si esaurirà tra un paio di giorni, l’inchiesta penale segue il suo corso attraverso il sequestro di documenti utili alle indagini. Sono stati acquisiti infatti il parere dell’avvocato Vaccari, i decreti del rettore sull’auto-attribuzione di tutti i poteri di gestione e quello sulla rimozione del dg, il bando per la ricerca del nuovo direttore amministrativo: documenti che ora sono al vaglio dei pm Giuseppe Falasca e Andrea Dell’Orso che sulla base dell’esposto di Marco Napoleone stanno verificando alcune ipotesi di reato. In particolare si stanno intrecciando alcune tematiche comuni, come quelle riferite alla nomina dei legali dell’Università dopo l’eccezione sollevata dai legali di Napoleone sull’obbligo del ricorso da parte dell’UdA all’Avvocatura di Stato, salvo i casi di urgenza. Il che è stato poi il contenuto dell’ordinanza intermedia del giudice del lavoro per scoprire se il patrocinio dei legali universitari c’è o non c’è. A quanto se ne sa, la nomina di questi avvocati è regolare, anche se è cambiata la tesi difensiva: prima i legali UdA avevano fatto riferimento al decreto con il quale il rettore si era auto-attribuito tutti i poteri, poi questa tesi è stata abbandonata a favore di un’altra più difendibile e cioè che i poteri al rettore vengono dallo Statuto in quanto come presidente del CdA può decidere queste nomine. La Procura invece, sullo specifico tema dell’Avvocatura di Stato, sta verificando se è corretta la gestione del parere, cioè se almeno in questo caso – non essendoci urgenza – era vietato ricorrere ad un avvocato privato. Un punto fondamentale questo, forse addirittura decisivo: perché se il parere fosse nullo “tamquam non esset”, cadrebbe tutto il resto, poiché è il documento fondante del licenziamento.

Sebastiano Calella   26/10/2011 9.52