L’inchiesta Re Mida si fa in due: alcuni faldoni inviati a Teramo per competenza

Alessandro Biancardi

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L’inchiesta Re Mida si fa in due: alcuni faldoni inviati a Teramo per competenza
PESCARA. Una parte dell’inchiesta sui rifiuti resterà a Pescara per gli imputati “di primo livello” mentre per gli altri il processo (ancora tutto eventuale) si trasferirà a Teramo.

E’ questo in sostanza il succo della decisione intermedia del gup Luca De Ninis che si è pronunciato pochi minuti fa nella seconda udienza preliminare relativa alla maxi inchiesta sui rifiuti (detta non a caso “filone teramano”) che oltre un anno fa portò agli arresti dell’ex assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni, e del monopolista dei rifiuti, Rodolfo Valentino Di Zio. Dunque questi due imputati -se sarà deciso per il processo- saranno giudicati dal collegio di Pescara insieme al senatore Fabrizio Di Stefano.

Sorte diversa, invece, per l’altro senatore, Paolo Tancredi, che invece sarà giudicato a Teramo insieme ad un’altra serie di indagati minori che ruotano intorno alla Team e alla costruzione di un inceneritore nel Teramano.

L’udienza è stata poi rinviata al 6 dicembre ma bisognerà attendere probabilmente diverse udienze prima di sapere chi andrà a processo per questa storia poiché gli avvocati difensori promettono battaglia per ora sfoderando una serie di eccezioni preliminari. Così bisognerà capire quali conseguenze ci saranno sulla inchiesta con lo “spacchettamento” e come sarà possibile, per esempio, giudicare Venturoni a Pescara mentre il resto dei coimputati saranno giudicato a Teramo oppure, al contrario, Tancredi che dovrà essere giudicato con documentazione dell’inchiesta molto parziale. Inoltre c’è l’ulteriore scoglio delle intercettazioni poiché gran parte dell’inchiesta si fonda comunque sulle telefonate, molte delle quali registrano appunto i senatori di questa Repubblica ed è prevedibile pensare ad eccezioni che mirino a decretare l’inutilizzabilità delle conversazioni con i parlamentari.

Nel caso dovessero cadere le intercettazioni, allora, la strada verso il processo potrebbe diventare davvero difficile per i senatori che attraverso i loro difensori hanno più volte sottolineato l’inconsistenza delle accuse e delle prove raccolte dagli inquirenti.  

Tra gli imputati anche l'imprenditore Ettore Di Zio,  Paolo Bellamio, Sergio Saccomandi, Vittorio Cardarella, Giovanni Faggiano, Ottavio Panzone.

25/10/2011 18.34

*TUTTO SULL'INCHIESTA RE MIDA