Inchieste rifiuti: rinvii, difetti di notifica ed eccezioni di incompetenza

Alessandro Biancardi

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Inchieste rifiuti: rinvii, difetti di notifica ed eccezioni di incompetenza
PESCARA. I processi possono attendere. Si allungano i tempi per smaltire le udienze ‘differenziate’ che riguardano le inchieste Ecoemme e Re Mida sui rifiuti.*CORDOMA RINVIATO A GIUDIZIO PER LA TENTATA CONCUSSIONE ALLA PSICOLOGA

Oggi le prime udienze preliminari. Si tratta delle indagini che hanno portato agli arresti l’ex assessore alla sanità Lanfranco Venturoni e Rodolfo Valentino Di Zio del Deco. Nei due procedimenti figurano altri due Di Zio e diversi amministratori delle società Ecoemme, Ecologica srl, Team, del Comune di Montesilvano, della Comunità Montana Vestina. Davanti al gup, Luca De Ninis ci si è dovuti arrendere di fronte alle evidenze degli errori di notifica.

Per il procedimento che riguarda la Ecoemme spa e la presunta corruzione nella gestione della società per danni agli enti pubblici di oltre 7 milioni il caso beffardo ha voluto che a non “conoscere” il procedimento fossero proprio i due indagati maggiori: il consigliere regionale Pdl, Lorenzo Sospiri, ed il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma. I due oggi erano assenti perché non hanno ricevuto la notifica degli atti per la convocazione, dunque, per la legge “non sapevano”…

L'udienza e' stata rinviata subito al 16 dicembre prossimo. Cordoma e Sospiri sono accusati di aver favorito il monopolio dei Di Zio nel settore dei rifiuti. La procura contesta sia la corruzione che l’associazione a delinquere per una decina di indagati a vario titolo.

Gli altri indagati sono gli imprenditori Ferdinando e Ettore Paolo Di Zio, il sindaco di Farindola  Antonello De Vico, il presidente di Ambiente spa Massimo Sfamurri, Fabio Savini, ex vicepresidente del cda dell'Ecoemme, Paolo Cucculelli, tecnico della Comunita' Vestina, Giordano De Luca, ex consigliere del cda Ecoemme.

 INCHIESTA RE MIDA: SOLLEVATA L’INCOMPETENZA

 Ha preso un avvio molto lento, invece, l’altra mega inchiesta che riguarda il filone teramano dei rifiuti, l’inchiesta meglio nota come  “Re Mida” che è scoppiata per prima ed ha prodotto gli arresti eclatanti di oltre un anno fa. In questo caso alcuni avvocati hanno sollevato eccezioni preliminari e la discussione si è avvitata per alcune ora fino a sera su questioni generiche e tecniche.Questa inchiesta conta 12 indagati tra i quali i senatori Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi, l'ex assessore regionale alla sanita' Lanfranco Venturoni, oggi presente in aula, e l'imprenditore Rodolfo Di Zio.

Il difensore di Tancredi ha sostenuto per primo l’eccezione di incompetenza per il suo cliente oltre ad una eccessiva genericità del capo di imputazione che –a suo dire- sarebbe troppo vago. Sono seguite poi prolisse discussioni sulla accezione del reato di “corruzione” e “concussione” e dunque sono piovuti ulteriori contestazioni all’operato della procura e dei pm Annarita Mantini e Gennaro Varone.

Per alcuni capi di imputazione, dunque, specie quelli che riguardano i fatti teramani sarebbe competente –sempre secondo la tesi di alcune difese-  il tribunale di Teramo e non quello di Pescara.

Il senatore Tancredi in subordine ha chiesto che il processo venisse spostato a  Roma in quanto la presunta corruzione sarebbe stata consumata nella capitale. Per i pm titolari dell'inchiesta il processo ai principali imputati dovrebbe restare a Pescara, mentre per quelli minori accusati di abuso potrebbe essere trasferito a Teramo. La decisione del gup sara' nota nel corso della prossima udienza fissata per il 25 ottobre. Nel mirino della procura di Pescara la realizzazione a Teramo di un impianto anche di bioessiccazione. Tra gli imputati anche l'imprenditore Ettore Di Zio; Paolo Bellamio; Sergio Saccomandi; Vittorio Cardarella; Giovanni Faggiano; Ottavio Panzone.

11/10/2011 19.36

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CORDOMA RINVIATO A GIUDIZIO PER LA TENTATA CONCUSSIONE ALLA PSICOLOGA

 PESCARA. Nelle udienze pomeirdiane e straordinarie di oggi al tribunale di Pescara vi è stata anche la decisione su un altro procedimento che vede ancora imputato il primo cittadino di Montesilvano.

 Pasquale Cordoma e' stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, per tentata concussione in concorso, nell'ambito della prima tranche dell'inchiesta relativa all'Azienda speciale per i servizi sociali (ex 'Debora Ferrigno') di Montesilvano. Oltre a Cordoma sono stati rinviati a giudizio l'ex direttore dell'Azienda speciale, Nicola Grimaldi, e Paola Sardella, presidente del cda dell'Azienda speciale.

Il processo a loro carico davanti al tribunale collegiale di Pescara prendera' il via il 7 febbraio prossimo. Il gup ha invece stabilito il non doversi procedere perche' il fatto non costituisce reato nei confronti dello psicologo Giuseppe Rasetti. In particolare per l'accusa Grimaldi, di concerto con il sindaco Cordoma, avrebbe cercato di costringere una psicologa assunta nell'Azienda a tempo determinato a lasciare il proprio incarico o ad accettare un cambio di mansione.

Tutto questo, sempre secondo l'accusa, per fare posto ad un altro psicologo, vicino ai vertici del Comune.

11/10/2011 20.03