A Montelapiano la festa dei Piccoli Comuni d’italia

Alessandro Biancardi

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MONTELAPIANO. E’ stato Montelapiano, il Comune più piccolo d’Abruzzo con  67 abitanti e dove la cicogna è arrivata l’ultima volta 9 anni fa, ad ospitare la VII Festa dei piccoli Comuni promossa dall’Anpci.

Delegazioni, provenienti da tutto lo Stivale, hanno raggiunto di buon mattino il minuscolo centro della Val di Sangro, a 740 metri sul livello del mare. E’ stato il sindaco, Giovanni Nero, 27 anni, eletto primo cittadino il 28 maggio 2007 ad appena 23anni (era il più giovane sindaco d’Italia), a ricevere i colleghi. Al suo fianco c’era il vice sindaco e consigliere provinciale a Chieti, Arturo Scopino. Un breve giro in municipio, il tempo di spiegare a Franca Biglio, presidente Anpci, che «il Comune di Montelapiano ha un solo dipendente, che fa un po’ tutto. Ma anche gli amministratori si adattano a fare tutto». «E questi sarebbero i costi della politica da eliminare?»: Franca Biglio è tornata all’attacco contro gli sprechi e contro quell’articolo della manovra Finanziaria che voleva sopprimere indiscriminatamente i piccoli Comuni e che adesso, dopo proteste e rivisitazioni, obbliga all’accorpamento dei servizi essenziali e all’unione forzosa. «Il pericolo che ci depennino dalla faccia della terra – ha tuonato – resta alto. E noi dobbiamo rimanere in allerta. La mobilitazione continua e qui, in questo posto bellissimo abbarbicato ai monti, difficile anche da raggiungere, tant’è che mi sono persa prima di arrivarci, inizia la riscossa delle nostre realtà. Che, invece di essere tagliate, hanno bisogno di essere valorizzate, come succede in altrove, in Germania ad esempio». «I piccoli centri sono la nostra ricchezza. Sono il nostro vanto. Sono la nostra famiglia»:ha detto il primo cittadino di Montelapiano, evidentemente commosso. La riscossa da subito è stata affidata alla poesia con una targa, apposta sulla facciata del municipio, che Biglio e il sindaco Nero hanno scoperto insieme svelando i versi di Cesare Pavese: “Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. La targa è dedicata “ai Paesi di tutte le Nazioni”. L’inno di Mameli, la benedizione del parroco, padre Giuseppe Lucarelli, e l’esibizione della banda di Tornareccio. «Ogni Comune – ha continuato Biglio – dovrà apporre questi versi di paese sul proprio municipio. Il mio, Marsaglia, finora non l’ha fatto: che vergogna, lo faremo subito. Lo facciano tutti».

A seguire la messa, con la partecipazione del Coro del Duomo di Sulmona, e un tour tra i vicoli del centro storico. Il paese, sotto il solleone, ha mostrato tutte le proprie peculiarità e un paesaggio verde che incornicia tanti altri piccoli  centri della Val di Sangro. In tanti hanno riempito la piazzetta del paese e sul palco è stata consegnata una targa a Franca Biglio, «un’autentica guerrigliera».

«L’Anpci – ha ribadito Scopino – con il proprio lavoro, intervenendo concretamente sulla legislazione, è riuscita a garantire un futuro ai Comuni fino a 1.000 abitanti. La nostra azione continuerà, anche in Abruzzo, dove organizzeremo incontri a livello regionale per favorire le convenzioni tra i piccoli Comuni». Gremita la piazza anche per l’aperitivo e il pranzo. Piazza piena nonostante il caldo insopportabile.

 04/10/2011 8.52