Sanitopoli, a Villa Pini decine di assunzioni inutili: «li segnalava la politica»

Alessandro Biancardi

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Sanitopoli, a Villa Pini decine di assunzioni inutili: «li segnalava la politica»
PESCARA. Infermieri e ausiliari in gran quantità, anche quando il gruppo stava cominciando la sua parabola discendente. «Costretti ad assumere i segnalati dalla politica». «Pieni di infermiere rumene, le mandava Cesarone»

È ripreso questa mattina al tribunale di Pescara il processo Sanitopoli che vede tra gli imputati l'ex presidente della Regione Ottaviano Ddel Turco, presente come sempre in aula.

Dopo la pausa estiva riprendono, dunque, le udienze che hanno un calendario serrato fino al prossimo mese di dicembre; sono molte le udienze ancora da svolgere e moltissimi i testimoni da ascoltare. Quelli che sono stati convocati stamattina sono i testimoni citati dal pool di magistrati Bellelli, Di Florio e Trifuoggi che costituiscono l'accusa in questo ciclopico processo. L'aspetto che è stato sviscerato questa mattina è stato quello riguardante le accuse di assunzioni clientelari imposte all'ex patron di Villa Pini, Vincenzo Angelini, da parte di alcuni esponenti della giunta di centrosinistra, tra cui l'ex assessore alla sanità, Bernardo Mazzocca, il suo segretario Angelo Bucciarelli e l'ex sindacalista Cgil, dipendente del gruppo e poi assessore regionale, Camillo Cesarone.

Diversi testimoni hanno ricostruito il periodo d’oro della famosa clinica di Chieti nell’era Angelini che intorno al 2005 viveva forse la fase di maggiore splendore. Erano gli anni che politicamente vedevano la fine della giunta Pace e l’inizio di quella Del Turco.

I testimoni chiamati in aula hanno asserito che vi erano delle liste con una serie di persone da assumere con diverse forme di contratto segnalate da politici o personaggi influenti, accanto al nome del dipendente nella lista c'era anche quello del suo rispettivo padrino.

FORZA ITALIA VUOLE “UCCIDERE” ANGELINI

Un momento particolarmente importante dell'udienza è stata quando l'ex dipendente e direttore del personale, Antonio Salvatore, nel confermare l'esistenza delle liste dei raccomandati e dei loro padrini, ha raccontato di quella volta che una sua conoscente gli aveva riportato una notizia che lo allarmò.

Salvatore, dipendente del gruppo Villa Pini per oltre trent'anni, ha svelato di essere stato traumatizzato dal fallimento della clinica perché teneva particolarmente all'azienda e anche per questo era diventato amico di Maria Luigia Marangola, una persona particolarmente vicina al senatore di Teramo del Pdl, Paolo Tancredi, e che per questo in più occasioni aveva dato informazioni in anteprima dall’interno del partito di Forza Italia.

Salvatore ha riferito di aver incontrato Marandola nel 2009 all'interno della clinica piuttosto trafelata poiché doveva assolutamente riferire una cosa ad Angelini.

«La donna mi disse che Forza Italia voleva uccidere Angelini per vendicarsi perché aveva tirato in ballo nomi grossi del partito come Cicchitto e Aracu, mi disse “Paolo mi ha detto che ha parlato con Berlusconi e gliela faranno pagare”».

L'ex responsabile del personale della clinica ha poi spiegato che “uccidere” significava distruggere come imprenditore Angelini. L'incontro, secondo il testimone, sarebbe dunque avvenuto dopo gli arresti del 14 luglio 2008 e l'esplosione dell'inchiesta Sanitopoli.

Salvatore ha anche ricordato che Marandola «ex dipendente di Villa Pini che lavorava nel gruppo Finmeccanica, era stata utile in passato perché ci aveva fatto conoscere in anteprima, per esempio, il nome del futuro assessore della giunta regionale di centro destra alla sanità».

Nel tardo pomeriggio lo stesso senatore Tancredi però ha detto di non conoscere nessuna signora "Marangola".

LE INFERMIERE RUMENE DI CESARONE

Nel corso dell'udienza poi si è fatto più volte accenno e riferimento ad una serie di infermiere rumene che erano state in varie epoche, secondo quanto hanno ricordato i testimoni, caldeggiata da Cesarone. Si trattava però di infermiere professioniste «alcune molto brave, altre meno, ma ricordo che c'è stato un periodo in cui la clinica era invasa dalle romene», ha detto Salvatore.

C'era poi l'esigenza più volte di fare dei colloqui informali ai raccomandati che venivano mandati in clinica dei loro padrini. Sempre l'ex direttore del personale ha ricordato un paio di episodi in cui era stato mandato da Angelini a fare dei colloqui preliminari ad alcune persone che attendevano nell'atrio e di aver ricevuto questa risposta: «siamo qui perché ci ha mandato l'assessore Mazzocca e dobbiamo essere assunti».

Più volte il testimone Salvatore ha parlato di assunzioni indicate da “Masciarelli” in realtà volendo indicare il segretario di Mazzocca, Bucciarelli.

L'uomo ha raccontato anche di aver espresso tutte le sue perplessità ad Angelini poiché non reputava giusto quello che stava avvenendo in quanto l'azienda, già in crisi, non poteva permettersi di assumere personale superfluo, non strettamente necessario, e nemmeno particolarmente preparato.

«Il dottore (Angelini) mi disse che bisognava assumere quelle persone perché erano segnalate da politici e bisognava farlo».

Anche Giuseppe De Iulis, altro responsabile del personale di Villa Pini, ha confermato che il gruppo aveva oltre 2.000 dipendenti: un numero ben al di sopra della soglia minima della pianta organica prevista dalla legge regionale. Ha confermato che moltissime persone venivano assunte su indicazione di politici molte di queste erano ausiliari, cioè svolgevano mansioni non strettamente mediche ma si occupavano della pulizia della struttura, erano inservienti e altro.

«Per esempio molti degli ausiliari che erano nel gruppo, circa 350- 400, venivano assunti perché indicati dagli esponenti politici ma non servivano. Non era necessario prenderne di nuovi soprattutto in un periodo in cui già si parlava di problemi finanziari».

IL DOMINIO DI ZELLI

Si è parlato poi anche di come in un certo periodo (dopo il 2005) fosse evidente all'interno della società lo «strapotere» e il «dominio» di Gianluca Zelli della Humangest che sembrava essere diventato «il vero proprietario» del gruppo Villa Pini mentre Angelini «era irriconoscibile», ha detto Salvatore, «mi ricordo persino di aver visto una volta il dottore fare anticamera davanti allo studio di Zelli, altre volte ho visto portare ad Angelini montagne di carte predisposte da Zelli che il dottore firmava senza nemmeno guardare».

Sabatino Ciprietti, avvocato di Angelini (che è imputato e parte offesa), ha domandato al teste se anche i rapporti con le banche erano tenuti direttamente da Zelli, ricevendo una risposta positiva.

L'udienza è poi proseguita cercando di analizzare, attraverso altri dipendenti della clinica che si occupavano dell'amministrazione, in che modo avvenivano i prelievi di Angelini direttamente dalla cassaforte. E’ documentato, infatti, che diversi milioni sono stati prelevati direttamente dalla cassaforte o dai conti della società e che secondo l'accusa sarebbero serviti a pagare le tangenti.

La moglie di Angelini, Annamaria Sollecito, che era attesa per oggi in veste di testimone non si è presentata per motivi di salute.

30/09/2011 15.51