UdA, Cuccurullo batte Napoleone: nullo il contratto del direttore generale

Alessandro Biancardi

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UdA, Cuccurullo batte Napoleone: nullo il contratto del direttore generale
CHIETI. Il rettore Franco Cuccurullo vince ai punti sul direttore generale Marco Napoleone il primo round dello scontro finale ai vertici della d’Annunzio e fa dichiarare nullo il contratto con il dg.

Ieri, infatti, erano stati convocati Senato accademico e Cda per discutere dei provvedimenti da adottare a seguito delle richieste del Ministero dell’università di “tagliare” lo stipendio al direttore amministrativo. Ma mentre in mattinata i presidi hanno solo preso atto del parere dell’avvocato Gioia Vaccari (consulente scelto dal rettore) secondo la quale il contratto in essere con il direttore generale è nullo, addirittura inesistente e perciò inefficace, il CdA ha accolto questa tesi, disarcionando Napoleone e affidando al rettore l’incarico di individuare un nuovo direttore amministrativo.

Dal canto suo Napoleone, con un fax inviato già mezz’ora dopo la conclusione del CdA, ha dato immediatamente incarico a due suoi legali di fiducia di opporsi alla decisione dell’Uda, ritenuta un vero e proprio abuso d’ufficio. Infatti, il voto favorevole alla rescissione del contratto – secondo gli oppositori nel CdA - sarebbe stato espresso dando credito ed efficacia ad un parere (peraltro blindato e sconosciuto a quasi tutti i consiglieri), senza un confronto con le motivazioni avverse dell’avvocato Angelo Clarizia, consulente di Napoleone. Il che configurerebbe una violazione della legge sul “giusto provvedimento” che prevede espressamente la comparazione e la trasparenza degli atti. Insomma la decisione del CdA, adottata in un clima da “muoia Sansone con tutti i Filistei”, ha aperto un contenzioso dagli esiti imprevedibili che non lascia ben sperare per il futuro dell’Università.

IL SENATO ACCADEMICO PRENDE ATTO

La giornata era iniziata con un breve Senato accademico, abbastanza tranquillo, a cui è seguito un lunghissimo e più agitato CdA, durato almeno quattro ore. In realtà anche il Senato aveva fatto registrare un clima di tensione con 7 assenti (ad esempio  i presidi Gaetano Bonetta, Michele Vacca, Raffaele Ciafardone, il rappresentante del personale Mario Castiglione) ed una loro richiesta di rinviare ogni decisione per approfondire il problema ed evitare lo smottamento verso decisioni drastiche. Cosa che poi è avvenuta in CdA visto che la richiesta del Ministero di tagliare il compenso del Direttore amministrativo si è trasformata in un annullamento del contratto per il dg. Protagonista assoluto della giornata, ad iniziare dal Senato accademico, è stato il parere dell’avvocato Vaccari, circa 30 pagine del tutto “secretate”, che è stato letto e commentato punto per punto dal rettore e dai presidi. Secondo la ricostruzione di questo consulente, il contratto di Napoleone non poteva essere rinnovato con le modifiche apportate nel corso dei tre mandati consecutivi (soprattutto per il compenso) e con la concomitanza del suo prepensionamento da dipendente dell’UdA. Quindi il documento sottoscritto è inefficace e nullo, come se il dg avesse operato in assenza di contratto. Il Senato accademico, come detto, ha solo preso atto di questa interpretazione (erano presenti i presidi e i direttori di dipartimento Mario Felaco, Giuseppe Paolone, Carmine Di Ilio, Enrico Spacone, Sergio Caputi, Stefano Trinchese, Carlo Consani, Fausta Guarriello e Alberto Clementi) e per la decisione  ha passato la patata bollente al CdA del pomeriggio, iniziato poco dopo le 15 e durato fino a dopo le 19.

SCONTRO  TRA RETTORE E SINDACO DI CHIETI

Clima molto teso ed inizio dei lavori con i fuochi di artificio tra il Rettore ed il sindaco di Chieti. Umberto Di Primio ha contestato a Cuccurullo il mancato accesso agli atti, visto che gli era stata negata una copia del parere dell’avvocato Vaccari su cui si discuteva. «Lo so che lei è venuto qui con un mandato preciso», lo ha interrotto il rettore, provocando la piccata risposta del sindaco: «Io, a differenza di lei, non ho il mandato di nessuno e sono qui solo per difendere la mia città».

«Ma sa bene che ero disponibile a far consultare questo documento», ha aggiunto Cuccurullo. «Mi scusi, rettore – ha controbattuto il sindaco - prescindendo dal fatto che l’accesso agli atti significa consegnare una copia, secondo lei io che faccio il sindaco e pure l’avvocato venivo qui a leggere questo pacco di fogli e a cercare elementi di accordo o di disaccordo? Suvvia…. Se io volevo procurarmi un parere di un altro avvocato per stare tranquillo e votare sereno, gli raccontavo quello che avevo adocchiato, senza dargli il documento?»

Lo scontro è durato un bel pò, anche perché in passato – ha detto Di Primio – era bastata una mail qualsiasi e nemmeno certificata per ottenere via internet i documenti, mentre stavolta non sono stati consegnati nemmeno a Silvio Tavoletta, delegato dal sindaco in quanto consigliere comunale e nello stesso tempo anche consigliere di amministrazione dell’Università. E per tutta la durata del CdA gli interventi in punta di diritto del sindaco hanno messo in difficoltà i consiglieri favorevoli al rettore. Come quando Di Primio ha sollevato la questione della verbalizzazione della seduta, che non gli sembrava in linea con lo Statuto. Ma alla fine il verbale è stato trascritto, non si sa con quale escamotage tecnico.

PASSA LA LINEA CUCCURULLO CON L’APPOGGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Di fatto la riunione ha dovuto superare  almeno tre problemi: la mancata conoscenza degli atti da parte dei presenti, l’invito a votare sì alle richieste del Ministero sulla riduzione dello stipendio del direttore amministrativo (ma alla fine si è votato il licenziamento), il ruolo dei Revisori dei conti, di cui è stato criticato il ritardo nell’affrontare la questione. Accusa respinta, perché il ritardo nei provvedimenti – a loro dire - sarebbe da imputare al Ministero. Alla fine è stata proprio la presenza dei Revisori a dare efficacia al parere del consulente del rettore, in quanto hanno segnalato che il protrarsi del danno avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. Vittoria dunque di Cuccurullo su tutta la linea. Per ora.

Intanto domenica era stata pubblicata la notizia di una iscrizione nel registro degli indagati  dello stesso Cuccurullo.

«Ho mandato il mio avvocato ad informarsi in Procura e mi riferisce che non mi è stato inviato nessun avviso», ha dichiarato Cuccurullo che si è riservato azioni giudiziarie.

LE INCHIESTE PERO’ CI SONO

E’ un fatto che indagini, per ora, ci sono e sarebbero più d’una.

A quanto se ne sa, alcune di queste sono alle battute finali (come quella sull’acquisto del Ciapi), altre sono più recenti (come il contratto con il Cineca e l’indagine sulle presenze e sui rimborsi spese del rettore), una dev’essere ancora completata (l’indagine sulla sperimentazione dei farmaci). Per il Ciapi si parla di un acquisto frettoloso, costato oltre due milioni di più della prima valutazione, con conseguente danno per le casse della d’Annunzio, che in questa storia sarebbe parte lesa. Sotto la lente degli investigatori anche il costo del contratto con il Cineca, il consorzio interuniversitario che fornisce alla d’Annunzio e al 90% degli atenei italiani una serie di servizi informatici ed amministrativi il cui costo iniziale è lievitato notevolmente, tanto che le ultime fatture sono state contestate e non pagate dal direttore generale. Inchiesta difficile per la ramificazione dei servizi Cineca in tutti i gangli della vita dell’Ateneo, dalla contabilità ai concorsi, dai quiz di ammissione alle facoltà alle sue attività in altri organismi nazionali diretti dal Rettore. Indagate anche le presenze e le missioni di Cuccurullo, per le quali la GdF ha effettuato riscontri che non sono ancora terminati. Più corpose le indagini non ancora concluse sulle autorizzazioni dei farmaci attraverso la sperimentazione nel Cesi (il centro per l’invecchiamento dell’UdA), con agganci romani e nazionali che hanno fatto allargare di molto il quadro investigativo, attivato dopo l’esposto-denuncia presentato da rettore e dg contro l’imprenditore napoletano Tullio Faiella.

Alla luce di queste indagini, la guerricciola tra il rettore ed il suo dg appare ben poca cosa. A meno che non sia la punta dell’iceberg nello scontro per il futuro rettore, il che prescinde dallo stipendio più o meno alto o dalla qualificazione giuridica di un contratto. Sullo sfondo si intravede infatti una guerra per la gestione futura della d’Annunzio, con la Procura teatina chiamata ad occupare lo spazio lasciato vuoto dai politici. Mentre in altri tempi la politica forte in Abruzzo aveva creato l’università come moltiplicatore di sviluppo e come ascensore sociale, il rischio oggi è di vederla trasformata in occasione di lucro per gruppi di potere. Con i magistrati a fare da cane da guardia per difendere questa istituzione.

Sebastiano Calella  27/09/2011 8.40