Melania, chat erotiche tra Salvatore e l'amante sul pc del suocero

Alessandro Biancardi

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SOMMA VESUVIANA. Chattate spinte a base di sesso: sono quelle che il padre di Melania ha trovato nel proprio computer qualche giorno fa. A rivelarlo è stata la trasmissione 'Chi l'ha visto?'.

Uno shock, altra rabbia si è andata ad aggiungere alla rabbia quando Gennaro Rea ha scoperto che cosa custodiva il suo portatile. E' lì dentro che gli inquirenti hanno recuperato delle chattate dell'aprile 2010 (esattamente un anno prima del tragico evento) tra Salvatore Parolisi e la sua amante Ludovica. «Frasi spinte all'insegna del sesso» tra i due ma anche icone di baci, cuoricini e altre immagini ben più esplicite. Salvatore che, ormai è chiaro, aveva una vita parallele che andava avanti ormai da un paio d'anni, non staccava i contatti con l'amante nemmeno quando era a casa dei suoceri. Secondo la ricostruzione dei familiari, infatti, l'uomo utilizzava il pc del suocero quando era a Somma Vesuviana per le reunion familiari.

Il caporalmaggiore si isolava dal resto della famiglia con la scusa che doveva lavorare, si sedeva sul divano del salone, si sistemava il pc sulle gambe e entrava in contatto con la sua vita parallela. E questa ennesima scoperta è stata un vero e proprio shock per la famiglia Rea che non poteva credere ai propri occhi. «Noi lo abbiamo sempre trattato come un figlio fino a qualche mese fa», ha ribadito la mamma di Melania alla trasmissione 'Chi l'ha visto?'. «Poi un giorno, dopo l'omicidio è venuto qui a casa, si è inginocchiato e ci ha detto: ''ho tradito per due anni Melania. Fatemi quello che dovete fare''. A quel punto mio marito», ha continuato la donna, «gli ha chiesto: ''dicci cosa hai fatto a nostra figlia''. Ma lui ha sempre respinto ogni accusa». Se oggi la mamma di Melania avesse la possibilità si avere Salvatore di fronte gli chiederebbe solo poche cose, ha ammesso: «lo vorrei guardare in faccia e gli chiederei cosa è successo quel giorno».

Intanto le indagini vanno avanti. Le comparazioni sulle impronte trovate a Ripe di Civitella «non hanno dato alcun esito positivo», hanno annunciato ieri i difensori di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, smentendo quanto riportato da alcuni organi di stampa.

«Ad oggi - affermano i due legali - nessuna impronta è stata attribuita a qualcuno. Pertanto è incomprensibile chi e come possa far circolare e chissà per quale scopo queste notizie contrarie alla verità attribuendo al medico legale l'impronta ritrovata a Ripe di Civitella».

Intanto va avanti il lavoro della Procura della Repubblica di Teramo che dopo aver dato l'altro l'altro esito negativo alla richiesta della difesa di Parolisi di eseguire un'altra autopsia di Melania Rea, sono in attesa dei risultati degli accertamenti tecnici sulle celle telefoniche del cellulare della vittima e delle analisi dei dati sulle conversazioni telefoniche da e per lo stesso apparato registrati dai carabinieri del Ros.  

22/09/2011 7.51