Emilio Fede e le miss. Infuria la polemica su Facebook tra proteste, querele e assenze

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8051

Emilio Fede e le miss. Infuria la polemica su Facebook tra proteste, querele e assenze
PESCARA. Questa sera si svolgerà allo stadio del mare la finale di Miss e Mister Grand Prix. Su Facebook tam tam per organizzare la manifestazione di protesta. Acerbo: «è uno schifo».

Il presidente della giuria sarà il giornalista di Rete 4 Emilio Fede ed infuria la polemica. Ma tra gli ospiti ci sono anche Raffaella Zardo (che accompagna il direttore Fede in tutte le occasioni pubbliche), Antonio Zequila (detto 'er mutanda' per le sue performance all'Isola dei Famosi), personaggi dell'ultimo Grande Fratello (tra i quali ''il coatto'' Nando divenuto celebre per la sua poca padronanza della grammatica italiana e per i tradimenti in diretta tv), il ''sensitivo dei vip'' Solange, i protagonisti del programma di Italia 1 ‘Tamarreide’, e anche Barbara ''Bubi'' Barbieri, ''corteggiatrice'' di Uomini e Donne (imputata per violenza privata, minacce e stalking nei confronti di una amica di Claudio Baglioni come riferisce il ''Corriere di Siena'')

Orgogliosa l'assessore Barbara Cazzaniga per essere riuscita a riportare a Pescara la manifestazione nata proprio in città nel 1999. Il Comune, che tanto ha fatto e tanto ha investito per rilanciare l'immagine della città (assoldando anche un direttore artistico da 90 mila euro l'anno) non rinuncia anche ad eventi più popolari.  A presentare la kermesse, che partirà alle 21.30, sarà il giornalista televisivo Milo Infante affiancato dalla showgirl Dana Ferrara (modella e concorrente del reality ''Un due tre stalla'' di Barbara D'Urso) e che presenterà i 72 ragazzi e ragazze che hanno superato le dure selezioni tra 5mila candidati gli uomini e 4mila aspiranti Miss le donne.

Ma infuria la polemica per la presenza di Fede e il consigliere comunale e regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, annuncia: «è il momento di scendere in piazza e protestare». Perchè? L'esponente dell'estrema sinistra ritiene inaccettabile che in giuria ci sia «l'indagato per favoreggiamento della prostituzione e altro». Il giornalista Mediaset, appunto.

Per il direttore del Tg4, così come per la consigliera regionale del Pdl in Lombardia Nicole Minetti e l'agente di spettacolo Lele Mora (recluso ad Opera dal 20 giugno scorso con l'accusa di bancarotta fraudolenta pluriaggravata in concorso con Emilio Fede) la Procura di Milano ha chiesto il processo per le ipotesi di reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile in relazione al caso Ruby. Per i pm Forno e Sangermano sarebbe stato messo in piedi «un sistema strutturato per fornire ragazze disponibili a prostituirsi» all'interno del quale ognuno aveva un ruolo: c'era un arruolatore e cioè Lele Mora, un fidelizzatore (Emilio Fede) che doveva valutare l'affidabilità della persona e un organizzatore economico-logistico (Nicole Minetti). Fede, secondo i due pm, aveva il compito di valutare le ragazze, la loro riservatezza, la disponibilità a fare sesso, e l'adattabilità alle personali esigenze che nascevano. Per i pm,  il "sistema" dei presunti festini a luci rosse ad Arcore, si avvaleva della «mercificazione della fisicità della donna» e della «mortificazione della dignità femminile».

Tutte ipotesi che dovranno essere verificate in sede di processo. Ma in attesa che la giustizia faccia il suo corso, secondo il consigliere di Rifondazione Comunista è «vergognoso» che il giornalista siede in una giuria di un concorso di bellezza.

«Il Comune finanzia l'iniziativa "culturale" con 12.000 euro», spiega ancora Acerbo. «Non ho potuto verificare se abbiano dato contributi, ma comunque c'è il patrocinio della Regione Abruzzo e delle Province di Pescara, Chieti e Teramo.  Quando ho ricevuto l'invito stentavo a crederci. Emilio Fede viene a fare le selezioni per i prossimi bunga-bunga a spese dei cittadini? C'è un limite a tutto».
«Non è accettabile che mentre si tagliano i fondi per la scuola, la sanità, l'assistenza ai disabili si promuovano manifestazioni di questo genere», va avanti Acerbo infuriato che ha anche creato una pagina su Facebook per invitare tutti alla manifestazione di protesta. Al momento ha raccolto 250 adesioni. «E' una vergogna!», sbotta, «ed è ancor più grave che al Comune e negli altri enti non se ne rendano conto. Penso che sia indispensabile una manifestazione di protesta. E' offensivo per la nostra comunità ospitare un personaggio come Emilio Fede. E' davvero educativo ed edificante che il Comune e gli altri enti decidano di ospitare un personaggio ufficialmente indagato per vicende inqualificabili».

Da qui l'idea di scendere in piazza rivolto a «tutte le persone, cittadine, cittadini, partiti, associazioni che non ne possono più di questo schifo». L'appuntamento è alle 20,30 in Piazza Primo Maggio allo Stadio del Mare per «una sonora e democratica protesta».
«Portate cartelli, striscioni, ortaggi», chiede ancora Acerbo. «Spero che attraverso il passaparola diventeremo in poche ore centinaia, anzi migliaia. Se loro non si vergognano, ci vergogniamo noi per loro»
17/09/2011 9.00

FEDE QUERELA ACERBO, ACERBO PROTESTERA' IN PIAZZA

 Emilio Fede ha annunciato di voler querelare «per le sue parole offensive» Maurizio Acerbo.

«Tanto stizzito», dice il giornalista riferendosi alle proteste di Acerbo, «da non sapere neanche che io non ci sarò. Sarò, come ogni giorno, ad occuparmi del Tg4. Voglio esprimere comprensione a lui tanto impegnato da non sapere neppure cosa capita nella regione della quale è anche capogruppo di un movimento serio come Rifondazione Comunista. Si dice indignato, stizzito, furibondo, e invita la città alla ribellione. Vorrebbe portare in piazza migliaia di persone contro di me. Modesto consiglio: la visita dallo psichiatra. Intanto, per le sue parole offensive - conclude Fede - una querela-denuncia».

«Non so quali siano le parole offensive per le quali Emilio Fede intende querelarmi. Noi abbiamo semplicemente ricordato ciò che è scritto su tutti i giornali del pianeta», dice Acerbo, «è stata l’amministrazione comunale di Pescara a comunicare che Fede avrebbe presieduto la giuria. 

Che Fede annunci che non sarà a Pescara la consideriamo una vittoria della nostra protesta civile e democratica. Vuol dire che cominciano ad avere paura dell’indignazione popolare. Noi saremo in piazza lo stesso con centinaia di fischietti  anche perché siamo abituati a non credere alle cose che dice Fede nei suoi telegiornali. Se Fede non viene sarà una vittoria della democrazia anzi della buon costume».

17/09/2011 14.38