Amicone (Arta) a Lavitola: «se qualcuno ricordasse a Berlusconi chi sono...»

Alessandro Biancardi

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      Amicone (Arta) a Lavitola: «se qualcuno ricordasse a Berlusconi chi sono...»
ABRUZZO. Stanno creando imbarazzo e irritazione le centinaia di intercettazioni che stanno uscendo sui giornali inerenti l'inchiesta di Napoli che coinvolge direttamente anche il premier Silvio Berlusconi (parte lesa).* LAVITOLA, SPADACCINI E L'APPALTO DEI CANADAIR

Secondo l'accusa il presidente del Consiglio sarebbe stato vittima di una presunta estorsione, per le ingenti somme elargite a Giampaolo Tarantini (in carcere) e intascate in gran parte, sempre secondo i pm napoletani, dal direttore dell'Avanti Valter Lavitola (all'estero, latitante).

Gli inquirenti parlano di 100 mila intercettazioni e adesso sono in molti anche in Abruzzo a ''temere'' di essere finiti nelle bobine della sala registrazioni della procura partenopea.

Questa mattina in un articolo di Fiorenza Sarzanini su Corriere.it sono stati riportati alcuni sms intercorsi tra Lavitola e il presidente dell'Arta Abruzzo Mario Amicone, nominato a marzo del 2011.

«Lo scambio di messaggi», scrive Sarzanini, «è del 7 giugno scorso». L' ex assessore regionale, esponente dell'Udc (oggi la precisazione che sarebbe fuori dal partito dal 2008) in un primo sms «si lamenta perché si sente preso in giro e afferma che qualcuno deve ricordare al presidente cosa ha fatto lui e quanto gli era stato promesso, aggiungendo che è in attesa di una designazione per un incarico bene definito».
Amicone : «Francamente oltre che sfiduciato sono deluso e mi sento preso in giro. Credo che il presidente, per quanto impegnato, se qualcuno gli ricordasse chi sono...». E poi il secondo sms: «Cosa ho fatto e le promesse fatte a me, si arrabbierebbe e chi mi dovrebbe designare sa quale è l'incarico possibile».
Lavitola risponde: «Ti do la mia parola che farò leggere il tuo sms al Presidente. Ti assicuro che non dimentico».

AMICONE: «RAPPORTO POLITICO CON LAVITOLA»

PrimaDaNoi.it ha sentito il presidente Amicone che ha spiegato di non essere a conoscenza delle intercettazioni pubblicate questa mattina. «Non so niente, non le ho lette, non ho niente da commentare», ha detto con fermezza.

Ma il presidente dell'Arta ha confermato comunque di essersi rivolto qualche volta a Valter Lavitola. Perchè proprio a lui? Che ruolo aveva all'interno del Pdl? «Sapevo che era un amico di Berlusconi. Tra noi c'è stato sempre un rapporto politico». Lo ha mai incontrato? «Sì, è venuto in Abruzzo. Ha accompagnato Berlusconi quando è venuto qui per la campagna elettorale e in quella occasione l'ho conosciuto». E' preoccupato per le intercettazioni? «Perchè dovrei? Non ho fatto niente di male». E' infastidito che ogni giorno escano le carte delle procure sui giornali? «Per quanto mi riguarda è la prima volta, dunque...». Dicevo in generale.... «Che me ne frega a me... non ho fatto niente». E butta giù.

PRC: «NOSTRE PROTESTE CONFERMATE»

«Sono confermate le ragioni della protesta di Rifondazione Comunista contro la nomina di un personaggio come Mario Amicone ai vertici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente», commenta invece Maurizio Acerbo. «Si conferma che la “rivoluzione meritocratica” di Gianni Chiodi è una presa in giro. Non sapevamo che a selezionare le nomine fosse un personaggio come Lavitola! Possiamo facilmente intuire cosa Amicone ha fatto per il Berlusconi: tutti ricordano il cambio di schieramento di Amicone alla vigilia delle regionali, l’abbandono dell’Udc e il sostegno elettorale dato a Gianni Chiodi. Il quadro che emerge sul PDL abruzzese e nazionale è sempre più squallido». «Se la ricostruzione del Corriere è giusta», continua Acerbo, «Amicone evidentemente non si sentiva appagato dall’incarico ricevuto essendo gli sms successivi alla sua nomina all’Arta. Incontentabile?»

15/09/2011 13.36

IDV: «AMICONE SI DIMETTA»

 «Ora che sappiamo che il latitante Lavitola è il gancio di Amicone con il PdL e con Chiodi e visto che Amicone non e' un esperto in materie ambientali, Chiodi deve spiegare agli abruzzesi perché lo ha nominato alla direzione generale dell'Arta. Se non lo farà, ci penseremo noi», commentano Carlo Costantini, capogruppo IdV in Consiglio regionale, e Cesare D'Alessandro, vice capogruppo IdV. Sulla questione interviene anche il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell'OdV, che dichiara: «Se dovessero essere confermati i contenuti delle intercettazioni, ci troveremo di fronte ad un fatto di gravità inaudita.  Il direttore generale di un ente regionale, che ha compiti di grande responsabilità strategica, deve essere come la moglie di Cesare: al di sopra di ogni sospetto e dubbio. Se fossimo in un paese normale non avremmo dubbi sulle immediate dimissioni di Amicone dall'Arta; visto, però, che è tutt'ora in buona compagnia di esponenti del centrodestra coinvolti, a vario titolo, in vicende e scandali giudiziari è facile immaginare che continuerà a restare al suo posto con un lauto stipendio, pagato con le tasse degli abruzzesi ed i favori di Lavitola».

15/09/2011 16.50


* POCO PRIMA DELLA NOMINA ALL'ARTA:"CI SPERO"

* RIFONDAZIONE CONTRO AMICONE

* NOMINA AMICONE ILLEGITTIMA PER L'IDV

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 LAVITOLA, SPADACCINI E L'APPALTO DEI CANADAIR

 Lavitola non parlava, ovviamente, solo con Amicone ma sono in tanti a contattare lui per arrivare a Berlusconi. In un altro eclatante caso il giornalista factotum del premier incrocia prepotentemente la strada dell’Abruzzo. Capita nell’inchiesta della procura pescarese sull’imprenditore Giuseppe Spadaccini , titolare di imprese nel campo aeronautico e accusato di una maxievasione fiscale e di rapporti economici societari anche con il deputato azzurro Sabatino Aracu, attualmente nel processo Sanitopoli.

Nel curriculum dell’ascesa vertginosa delle società di Spadaccini (molte con sede nel paradiso fiscale di Madeira in Portogallo) c’è la storia della vincita di un appalto molto importante per la gestione dei canadair antincendio gestito dalla protezione Civile giudata allora da Guido Bertolaso.

Di quell’appalto PrimaDaNoi.it se n’è occupato varie volte approfondendo le molte incongruenze e le ombre che poi lo stesso Spadaccini ha fugato in un suo interrogatorio davanti al pm dopo gli arresti.

Un appalto travagliato  e contestato in tempi non sospetti da un imprenditore battagliero che però ha perso tutte le battaglie  e invoca ancora giustizia e risarcimenti che forse non avrà mai. Tra le altre cose Gaiero, questo il nome dell’imprenditore che denunciò le stranezze, si domandava come mai gli imprenditori aerei fossero tutti abruzzesi. Il rapporto con Lavitola però svela uno scenario che se possibile è diventato di gran lunga più cupo con le ultime carte della procura napoletana

Nello stralcio di un verbale di interrogatorio, infatti, Spadaccini sostiene che avrebbe pagato un milione e duecentomila euro alla società International Press proprietaria dell'Avanti per esprimere la sua "gratitudine" all'editore Valter Lavitola. Quest'ultimo sarebbe intervenuto per affrontare alcune difficoltà nei rapporti che Spadaccini aveva con il capo della protezione civile Guido Bertolaso a proposito di appalti per l'impiego di Canadair gestiti dalla Sorem, società dell'imprenditore arrestato.

«Per gratitudine nei confronti di Valter Lavitola. Avevo ottenuto l'appalto dalla protezione civile per i Canadair», risponde l'imprenditore al pm Mirvana Di Serio, «ma Guido Bertolaso voleva farmi fuori. Voleva revocarmi l'affidamento. Sono convinto che lo facesse per avvantaggiare la società Cai nella quale il fratello Antonio», prosegue il giornale ricordando che Antonio Bertolaso è 'colonnello dell'aeronautica ora in forza ai servizi segreti - all'epoca era direttore generale. «Bertolaso», dice ancora Spadaccini,«non mi metteva in pagamento le fatture». Spadaccini dice poi che l'ormai ex capo della protezione civile «aveva fatto inserire nella Finanziaria 2003 una norma per revocare gli appalti in corso. Una norma ad personam contro di me. Mi dovevo difendere. Allora chiesi aiuto a Lavitola. Riuscimmo ad ottenere una raccolta di firme di 200 parlamentari a mio favore, Senza Lavitola sarei sparito prima. Il suo intervento è stato fondamentale».

15/09/2011 13.36