Nuova stangata al sociale: studenti non udenti senza assistenza didattica domiciliare

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sono rimasti senza parole i genitori dei 65 ragazzi affetti da ipoacusia (grave riduzione dell’udito)  nell’apprendere che da quest’anno i propri figli non godranno più del servizio di istruzione a casa e dovranno cavarsela da soli.

Motivo? La Provincia di Pescara non ha rinnovato, per mancanza di soldi,  la convenzione con l’Afia (l'Assiciazione famiglie ipoacusici abruzzesi) che da 15 anni  forniva agli studenti il servizio di assistenza domiciliare.

«Tante volte abbiamo annunciato», afferma  Marinella Sclocco (Pd) , «che si sarebbe verificato il collasso dei servizi sociali. Sempre smentiti. La Regione e questo Governo destina troppo poco e male al sociale. Il ritardo dei pagamenti destinati alle fasce deboli, il sistema di welfare nazionale e regionale rischia il collasso: da qui le famiglie con casi di  disabilità si troveranno sempre più isolate ed emarginate».

E infatti, questo è l’ennesimo colpo inferto ad un già provato settore sociale che in Abruzzo vede le categorie svantaggiate lottare per ottenere un briciolo di sostegno dalle istituzioni. 

Ed ora, dopo i pochi fondi regionali  si aggiunge anche la finanziaria che, tra le varie misure, prevede l’ azzeramento del fondo nazionale per la non autosufficienza, la riduzione di pensioni di invalidità, di indennità di accompagnamento e di assistenza domiciliare, riducendo de facto l’assistenza e le risorse.

 Si passerà, infatti, da 346, 5 milioni di euro del 2008 per le politiche familiari a 52,5 milioni nel 2011 fino a 31,4 nel 2013. Così come  da 300 milioni di euro per il fondo di non autosufficienza a 0 euro per il 2011. Ed ora, i genitori dei ragazzini vittime della misura invocano “giustizia” e se la prendono con le Province di Chieti e Pescara accusate «di superficialità nell’affrontare il delicato problema della sordità ».

«Quindici anni di lavoro intenso quello dell'Afia», commentano, « che ha permesso l'inserimento dei ragazzi ipoacusici consentendo loro di studiare e gestire l'handicap col quale purtroppo sono costretti a vivere». La presidente dell'associazione, Lucia De Duonni, non si arrende e spera che «i vertici delle Province si ricredano e trovino la strada per continuare a garantire la civile crescita dei soggetti svantaggiati ».

m.b. 14/09/2011 16.59