Allarme Molise per il SanStefar, la Regione diffidata a concedere l’accreditamento

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Altro che riunificazione Abruzzo e Molise. Il clima non è tanto cordiale, se ogni tanto scoppia una guerricciola per i soldi.

Stavolta in ballo ci sono gli oltre 2,5 milioni di euro che la Regione Molise deve – ma non vorrebbe dare - al SanStefar, la società dell’ex Gruppo Angelini che ha due centri per la Riabilitazione a Termoli e Campobasso. L’irrigidimento della Regione è avvenuto dopo l’acquisto della società all’asta fallimentare da parte del Policlinico Abano Terme, al quale non si vorrebbero volturare gli accreditamenti.

Di qui una diffida, partita nei giorni scorsi, da parte del titolare del Gruppo di Abano Terme e indirizzata al presidente della Regione Michele Iorio, al sub commissario Mario Morlacco, al direttore delle politiche per la salute Roberto Fagnano ed al manager Angelo Percopo. In realtà il Molise ci aveva “provato” anche con la curatela fallimentare, alla quale voleva scippare l’accreditamento subito dopo la decisione del giudice fallimentare che aveva scelto l’esercizio provvisorio per le strutture ex Angelini, ma poi era stato costretto a fare marcia indietro dal Tar Campobasso. Però dopo una serie di schermaglie, il Molise aveva accolto l’istanza per l’accreditamento predefinitivo da parte del curatore fallimentare, che al momento della vendita ha girato al compratore tutti i rapporti burocratici in essere con la Regione.

Intanto la pratica per l’accreditamento era andata avanti e nel novembre scorso c’era stata l’ispezione regionale alle strutture, proprio in vista dell’accreditamento definitivo. Il SanStefar è rimasto in attesa dell’ok definitivo, mentre all’improvviso è arrivata la notizia che la Regione non voleva rinnovare il budget di 2,6 milioni, mettendo a rischio i posti di lavoro in essere e di fatto sostenendo che all’asta era stata acquista una scatola vuota. In pratica si sta rivivendo in fotocopia quello che era già successo dopo il fallimento. La Regione contesta la voltura delle autorizzazioni e contesta al Policlinico la titolarità degli accreditamenti volturati, anche se omette di dire che gli accreditamenti definitivi non sono arrivati per l’inadempienza della Regione stessa. Senza dire che la legge finanziaria statale ha provveduto a prolungare al 2013 gli accreditamenti provvisori ex art. 26, cioè proprio la riabilitazione che si effettua nei centri SanStefar. Si legge nella diffida che l’eventuale decadenza dagli accreditamenti «si verifica solo nel caso di mancata, tempestiva istanza di accreditamento istituzionale». Il che non è, visto che la domanda è stata presentata dalla nuova proprietà subito dopo l’aggiudicazione dell’asta.

«Pertanto il SanStefar – conclude la diffida - è pienamente legittimato ad erogare prestazioni in regime di accreditamento sino alla definizione della procedura di accreditamento istituzionale». Che non c’è stato, per il silenzio della Regione stessa. Sarà una tempesta in un bicchier d’acqua?

Sebastiano Calella  13/09/2011 9.51