Società e conti a Londra e in Lussemburgo: così Strassil elargiva soldi alla cricca

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Spuntano società, conti all’estero e movimenti bancari ritenuti rilevanti dagli inquirenti. Non sono finiti i guai per Carlo Strassil, l’ingegnere già arrestato in seguito ad una inchiesta della procura di Pescara.

ABRUZZO. Spuntano società, conti all’estero e movimenti bancari ritenuti rilevanti dagli inquirenti. Non sono finiti i guai per Carlo Strassil, l’ingegnere già arrestato in seguito ad una inchiesta della procura di Pescara.

In quel caso il pm Gennaro Varone aveva chiesto gli arresti nell’ambito della inchiesta Mare-Monti per l’incompiuta viaria affidata alla ditta Toto spa, svelando una serie di presunti abusi sulla gara di appalto ed un fiume di denaro volatilizzato tra consulenze e lavori che però sono stati soltanto avviati, mentre la strada (arteria importante per l’area aprutina) non esiste.

L’inchiesta è stata chiusa quasi un anno fa, mentre a gennaio 2012 è fissata l’ennesima udienza preliminare già saltata una volta per difetti di notifica. Gli atti sono dunque a disposizione delle parti (sono indagati anche D’Alfonso, i Toto e altri pubblici ufficiali che hanno avuto ruoli nella vicenda amministrativa) che spulciandoli con attenzione hanno anche scovato brutte sorprese. Sono molti, infatti, i documenti comparsi nel faldone principale (di cui non si fa riferimento tra i capi di imputazione) che dovevano trovarsi solo nel faldone del nuovo stralcio (ancora coperto da segreto istruttorio), aperto più di un anno fa. Si è intuita così l'esistenza dell'ennesima nuova indagine che parte dai fatti di Penne.

Oltre agli atti inerenti lo stralcio che la procura di Pescara ha inviato a L’Aquila per gli appalti del terremoto (che pure vedono Strassil al centro di un giro sospetto di denaro), c’è quello inerente alcune società sulle quali l’ingegnere dirottava i soldi acquisiti attraverso appalti pubblici.

Ad esempio gli investigatori della forestale, coordinati da Guido Conti, a fine 2010 hanno avuto la prova che parte dei soldi introitati da Strassil per la progettazione della Mare-Monti è stata usata per creare una società off-shore a Londra denominata “Champsfield Limited”.

Una società che sarebbe stata creata intorno al 2006 e che si trova al primo piano di una elegante palazzina di Gloucester Place al numero 27 della capitale del Regno Unito.

Un importo pari a 225.000 € è uscito dal conto corrente della società ISC SRL, riconducibile a Strassil, verso la società inglese nel settembre 2008. Soldi giustificati da due fatture riguardanti i lavori sulla SS81 di Penne, appunto la Mare-Monti.

La Isc srl era già stata attenzionata dagli investigatori nell’ambito del filone principale perchè affidataria di una serie di lavori per la Mare-Monti ma, sequestro dopo sequestro, era emerso che la società era amministrata da un prestanome (che ha raccontato tutto algi inquirenti) per conto di Strassil. La stessa società avrebbe poi ricevuto una serie di appalti contestati anche nell’ambito del G8 da tenere in Sardegna poi spostato a L’Aquila nel 2009.

 



 

Così l’indagine che doveva restare segreta è di fatto stata svelata ai diretti interessati anzitempo. Poco male visto che le richieste e le rogatorie sono vecchie di un anno e pare che i risultati siano giunti da mesi al terzo piano della procura. Resta da capire cosa abbia davvero in mano l'accusa e se sia riuscita a capire il perché di questa società all’estero: si tratta solo di sottrarre soldi al fisco oppure c’è dell’altro? Per ora è difficile dirlo ma è chiaro che il pm Varone indaga ad ampio raggio seguendo le tracce bancarie dei soldi che finiscono in società di comodo e amministrate dagli stessi pubblici ufficiali.

Si parla di milioni di euro che derivavano dalla progettazione di opere pubbliche sparse per l’Italia, legate ai grandi eventi ma non solo.

I risultati dell’indagine bancaria all’estero avrebbero evidenziato bonifici estero su estero di alcune società in Inghilterra e conti cifrati in Lussemburgo riconducibili a Carlo Strassil. E così saltano fuori anche i movimenti bancari della società “Iniziative Speciali”, una società di Mimma Giordani, la mamma di Claudio Rinaldi (già presente nella lista di Anemone e nell’inchietsa sulla “cricca”), per circa 100.000 €.

Intanto gli uomini del Corpo forestale dello Stato hanno accertato che l’ingegnere Claudio Rinaldi ricopriva il ruolo di “presidente della Commissione Tecnico Amministrativa del Comitato Interregionale del Lazio Abruzzo e Sardegna” che, con i verbali di voto n. 860 e n. 861 del 21/12/2006, ha approvato il progetto inerente “i lavori di adeguamento plano-altimetrico del tratto C.da Balzano in Comune di Penne e c.da Passo Cordone in Comune di Loreto Aprutino della SS.81” redatto dall’ingegnere Carlo Strassil.

Una approvazione sollecitata dallo stesso Strassil, ritiene la procura, che ha in mano un appunto sequestrato durante il suo arresto. Uno scambio di favori che potrebbe aprire nuovi scenari.

Alessandro Biancardi  09/09/2011 14.48

* TUTTO SULLA MARE-MONTI E CARLO STRASSIL