Prodotti contraffatti, 2 arresti. «Giro d'affari da 1,8 mln di euro»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Perquisizioni anche a Chieti e Pescara dove si trovano due basi operative dell'organizzazione criminale. Trovati 300 mila capi contraffatti.

Dalle prime ore di questa mattina i finanzieri del Comando Provinciale di Roma sono in azione.

Due gli arresti (due marocchini di cui non viene svelata l'identità) e 22 le perquisizioni in tutta Italia (tra le quali una a Pescara e l'altra Chieti) nei confronti dei membri di un'organizzazione criminale in grado di realizzare e alimentare costantemente il mercato illecito dei prodotti contraffatti, avente base a Roma e con ramificazioni in diverse regioni d'Italia.

Nel corso delle indagini le Fiamme Gialle della Compagnia di Tivoli, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno appurato che le partite di merce contraffatta, dalle scarpe ai giubbotti, dalle camicie alle felpe ed alle t-shirts riproducenti i loghi delle migliori marche, per lo più importata dalla Cina e dal Nord-Africa, veniva stoccata in grossi capannoni ubicata a Roma e nella provincia per poi essere distribuita ai rivenditori al dettaglio che la reimmettevano in commercio nei vari mercatini locali e sulle spiagge, per un giro d'affari stimato in circa 1,8 milioni di euro all'anno.

 Secondo quanto riferito dagli inquirenti la base operativa del gruppo criminale era stata stabilita a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma. Una scelta non casuale ma operata per motivi strategici vista la vicinanza con gli snodi autostradali. Ma altre sedi erano state stabilite anche a Pescara, Chieti, Napoli e Ladispoli.

Nel corso delle perquisizioni di questa mattina oltre al sequestro di merci e beni, sono stati arrestati, per inottemperanza al decreto di espulsione emesso a loro carico, cinque stranieri. Il bilancio dell'operazione vede il sequestro di tre furgoni, utilizzati per il trasporto della merce, e di oltre 300 mila capi contraffatti.

07/09/2011 15.51