Morti sul lavoro: Cgil dice basta e chiede alla Regione misure immediate

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Stop alle morti bianche sul lavoro e risposte efficaci dalla Regione.

Sono queste le richieste della Cgil Abruzzo che fa appello alle istituzioni perché convochino un comitato regionale di coordinamento sulla salute e sicurezza sul lavoro, alla presenza dell’assessore responsabile.

A scatenare le preoccupazioni del sindacato sarebbe il dramma delle morti sul lavoro, situazione che in Abruzzo ha assunto i contorni di una vera strage. I numeri parlano chiaro: sono tre i morti in sette giorni, tra questi un giovane operaio rumeno, di soli 23 anni, deceduto all’ospedale di Sulmona, in conseguenza dei traumi di un incidente sul lavoro nella notte fra sabato e domenica scorsa in una azienda agricola di Bugnara.

«Nessun paese», ha commentato la segretaria regionale Cgil Mimì D’Aurora, «nessuna società civile può accettare un dramma di queste proporzioni senza intervenire per decidere immediate misure che impongano una rigorosa politica di prevenzione degli infortuni ed il rispetto rigorose delle norme a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Oltre alla pietà per le vittime, non si può non provare rabbia, indignazione, orrore di fronte a questo scempio. Bisogna dire basta a questo stillicidio di vite umane, causato da una politica che ha ridotto il valore del lavoro e della dignità dei lavoratori a merce che ha interessa solo se costa sempre meno, come unico parametro della competitività». Questo ed altri temi sulla prevenzione e tutela del lavoro saranno oggetto della manifestazione di oggi, a Teramo, in occasione dello sciopero nazionale di 8 ore promosso dalla Cgil contro la manovra del Governo.

«In particolare», aggiunge D’Aurora, «porteremo alla ribalta la questione del potenziamento degli organici dei servizi di prevenzione delle Aassl, bloccati da 15 anni. E’ questa la priorità assoluta del sistema sanitario regionale ed è per questo che chiediamo al presidente del consiglio regionale Abruzzo, Nazario Pagano ed ai consiglieri regionali, di farsi promotori di una urgente discussione sul tema in Consiglio per richiamare l’attenzione su questa drammatica situazione sulla quale non si può abbassare la guardia».

 

Marirosa Barbieri 06/09/2011 10.04