Salvatore Parolisi alla sorella: «mi dispiace che ci ha rimesso Melania»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Frasi intercettate tra Salvatore e sua sorella. Gli inquirenti le definiscono «oscure» e il quadro di quel che è successo non è ancora completo.

Tra l'ingente mole di intercettazioni spuntano fuori frasi incomprensibili di Salvatore, in carcere da dieci giorni con l'accusa di omicidio volontario aggravato. C'è ad esempio una conversazione ascoltata dagli inquirenti in cui il caporal maggiore parla di Melania con sua sorella. Non si capisce a cosa possa riferirsi (e se il suo sia solo l'ennesimo tentativo di depistaggio) ma sorge il dubbio che l'uomo abbia forse le idee chiare su cosa possa essere accaduto.

Parolisi parla di possibili provvedimenti disciplinari non solo nei suoi confronti, ma anche nei confronti di altri colleghi per non avere rispettato il divieto di intrattenere relazioni con le allieve: «se ora esce fuori pure qualche altro...» dice Salvatore. «Qualche altro cliente» completa la sorella. E lo stesso Salvatore ammette «mi dispiace che ci ha rimesso Melania», una fase che fa pensare che forse ci sia qualche segreto scottante di cui la moglie era venuta a conoscenza. Lo scenario delineato dagli investigatori sembra escludere questa ipotesi. Quello che è certo, però, è che il quadro emerso dei rapporti tra istruttori e soldatesse ha rimesso in discussione di avere ad Ascoli una caserma, l'unica in Italia, interamente femminile. E sono scattati accertamenti interni. E in queste ore non si scarta nemmeno l'ipotesi che Parolisi abbia avuto un complice, che potrebbe averlo aiutato almeno a depistare le indagini. Gli inquirenti non scartano la possibilità dell'aiuto di un militare della caserma vista anche la presenza anomala di Parolisi al Reggimento nei giorni della scomparsa di Melania.

«Mentre vengono effettuate le ricerche infruttuosamente (e quindi mentre dovrebbe aumentare l’angoscia e la preoccupazione del Parolisi per la misteriosa scomparsa della moglie)», si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, il marito «piuttosto che stare sul posto ininterrottamente e interessarsi delle ricerche, passa diverse ore in caserma: in particolare il giorno 19 resta sul Pianoro di San Marco dalle ore 7.00 alle ore 11.00 circa, quindi torna verso Folignano, dalle 11,21 alle 11.46 chiama Ludovica (sulla quale si veda più sotto) per poi portarsi verso le ore 13.00 presso il Reggimento e rimanere lì fino alle 19.00; addirittura il Parolisi quella notte avrebbe voluto dormire in caserma, quasi ad evitare i contatti e le domande dei familiari tutti di Melania; anche il successivo 20 aprile il Parolisi intorno alle 13.25 va al proprio Reggimento , rimane lì per un paio d’ore poi va a casa del collega La Cava dove rimane fino alle 17.45 momento in cui gli verrà detto di tornare al Reggimento per apprendere la notizia del ritrovamento del cadavere; e ancora assolutamente singolare che Parolisi, con la moglie misteriosamente scomparsa», annota la Procura, «si preoccupi di chiedere ai suoi colleghi di non riferire nulla circa le proprie relazioni sentimentali con altre donne; tale condotta non appare coerente con quella di un marito disperato per la scomparsa della moglie , scomparsa che via via che passavano le ore si faceva sempre più preoccupante».

CAMBIO AL VERTICE DELLA CASERMA

Intanto ci sarà proprio domani il cambio di comandante alla caserma Clementi di Ascoli Piceno, la "caserma delle soldatesse". Si tratta di un avvicendamento al comando del 235/o Rav Piceno previsto da tempo: al colonnello Ciro Annichiarico subentra il colonnello Michele Vicari, già Capo di Stato Maggiore della Brigata Bersaglieri "Garibaldi" di Caserta. Il passaggio di consegne avverrà durante la cerimonia del giuramento delle volontarie in ferma prefissata di un anno del secondo blocco 2011: circa 330 soldatesse presteranno giuramento, dedicato alla memoria del luogotenente generale Leopoldo Valfré di Bonzo, eroe del Risorgimento, e canteranno l'inno di Mameli di fronte a genitori e parenti.

Pur smentendo le ipotesi che tra le pareti della Clementi avvenissero riti di iniziazione sessuale delle giovani reclute, gli stessi inquirenti non avevano trascurato di cercare proprio nell'ambiente militare eventuali collegamenti con la morte di Melania.

28/07/2011 7.43