Neonato scomparso, la mamma conferma: «è morto» ma il padre smentisce

Alessandro Biancardi

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ASCOLI PICENO. Gli inquirenti nutrono residue speranze che il bambino possa essere ancora vivo.

Più passano le ore più resta accesa una fiammella di speranza di ritrovare vivo il piccolo Jason, di appena due mesi e mezzo. Partorito il 9 maggio scorso da una donna di 24 anni, Katia Reginella, di Nereto, provincia di Teramo ma residente a Folignano che ieri «pallida e stremata» secondo il suo legale, Francesco Ciabattoni, «determinata ma non completamente presente a se stessa», secondo chi ne ha seguito l'interrogatorio ha ammesso con i carabinieri di Ascoli che il bimbo è morto a seguito di una caduta accidentale. Ora è in carcere, in stato di fermo, con il marito Denny Pruscino, un operaio di 30 anni. La donna ha detto che il piccolo le è scivolato di mano, che ha tentato di rianimarlo, ma inutilmente. Allora ha preso il corpicino ed è andata a seppellirlo distante dal luogo in cui abita, sotto un albero in una bosco a Catel Trosino. Ma le ricerche non hanno dato ancora alcun esito. Inquietanti però le frasi captate da una 'pulce' piazzata nell'auto della coppia: «Finalmente ce ne siamo sbarazzati, siamo davvero due menti criminali».

La donna, poi, avrebbe aggiunto: «adesso io scrivo una lettera in cui fingo di ammazzarmi e invece scappo in Svizzera». E in effetti, quando è stata fermata, la donna aveva con sé una valigia: in Svizzera vive un fratellastro. Del piccolo non si avevano notizie da alcuni giorni. Per questo erano scattate le ricerche, anche perché quella di Katia e Denny è considerata una famiglia problematica, difficile. I due si sono sposati il 26 giugno scorso, poco dopo la nascita di Jason, che però non è il loro primo figlio. La coppia ne ha avuti altri due: una femminuccia che ora ha 3 anni e un bambino di 5, entrambi sottratti alla patria potestà dei genitori dal Tribunale dei minori di Ancona che proprio ieri aveva preso la stessa decisione per il terzogenito. Il fratello maggiore è rimasto praticamente invalido dopo essere scivolato nella vasca mentre la mamma gli faceva il bagnetto, questa la versione della donna; la bambina sarebbe nata con un problema congenito (una stenosi ipertrofica del piloro) che in pratica le impediva di mangiare. La bimba era denutrita e per questo, per il legale, era stata portata dai genitori da diversi pediatri e specialisti nutrizionisti. Era stata poi operata nell'ospedale pediatrico Salesi di Ancona e successivamente anch'essa tolta ai genitori poiché ritenuti non in grado di crescerla. Sulla vicenda erano state aperte due inchieste, archiviate su richiesta dello stesso pm perché non erano emerse responsabilità a carico della coppia. Per il più piccolino, i genitori si erano premurati di trovare un pediatra perché il bimbo aveva l'ittero.

 «DRAMMA NON PREVEDIBILE»

 Un comportamento adeguato, che non lasciava presagire il dramma che si sta consumando ora. Il bimbo piangeva, ricorda ora un vicino, poi, all'improvviso, il silenzio. «Se sono state ravvisate situazioni di fragilità in questa famiglia - dice adesso Ciabattoni - mi domando perché non le sia stato assicurato un sostegno immediato dopo la nascita del bambino. E' mancata una situazione di collegamento e di solidarietà». Ma il sindaco di Folignano Angelo Flaiani non ci sta, e dice che i servizi sociali si sono attivati subito (il 19 maggio), avvisando le autorità competenti, come pure il consultorio. Poche ore prima di finire in carcere con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, abbandono di minore e occultamento di cadavere, i genitori del piccolo avevano assicurato al loro avvocato che il bambino stava bene, e che lo avrebbero mostrato solo quando avessero avuto la certezza che non sarebbe stato tolto loro anche lui. Poi la situazione è precipitata. Il pm Carmine Pirozzoli ha disposto il fermo, e ora il gip deve convalidare l'arresto. La speranza è che i due parlino, dicano dov'é finito davvero il bambino. Magari lo hanno affidato o venduto, questo almeno si spera, come se fosse un piccolo pacco.  

 RIPRESE LE RICERCHE

Si allargano all'estero, con tutta probabilità alla Svizzera, le indagini dei carabinieri per la scomparsa del piccolo Jason. Quando è stata fermata, a casa dei suoi a Nereto la madre aveva una valigia e in Svizzera vive un fratellastro. Intanto sono riprese stamane le ricerche nei boschi presso Casteltrosino, dove la donna ha raccontato di avere gettato il corpicino del bimbo, che - nella sua versione - sarebbe morto in seguito ad un incidente domestico. Sempre oggi è prevista l'udienza di convalida dei fermi da parte del gip Carlo Calvaresi. I carabinieri continuano a sperare di trovare il piccolo vivo.

22/07/2011 8.04

LA MAMMA CONFERMA

Davanti al gip Carlo Calvaresi, la venticinquenne ha ribadito la sua versione dei fatti: il piccolo Jason è morto a causa di un incidente domestico, dopo esserle scivolato dalle braccia durante una caduta della stessa madre in casa. A quel punto, sempre nella sua ricostruzione, lei avrebbe preso in braccio il corpicino e lo avrebbe portato fino a Casteltrosino, abbandonandolo sul ciglio della strada vicino ad un bosco. Il marito sarebbe venuto a conoscenza dell'accaduto solo successivamente. L'avvocato Francesco Ciabattoni ha oggi smentito una frase che sarebbe stata intercettata e riportata dagli organi di informazione: «finalmente ce ne siamo sbarazzati. Siamo due menti criminali». «Non c'é niente del genere agli atti - ha insistito - qui siamo ancora nell'ambito dell'umano, non parliamo di animali».

E interrogata dal gip Katia Reginella ha ricordato anche il suo passato difficile: una violenza sessuale subita a 9 anni in ambito familiare, l'affidamento ad un istituto, il rapporto con Denny Pruscino, l'unico a darle un'apparente stabilità. Solo apparente però. 

LA DIFESA SI SDOPPIA 

Ma la verità oggi appare ancora lontana.  Si è "sdoppiata", infatti, la difesa di marito e moglie. La donna continua ad essere seguita dall'avvocato Francesco Ciabattoni, che l'ha assistita anche nell'udienza di convalida di oggi, mentre l'uomo è ora difeso dall'avvocato Felice Franchi. Si tratta forse del segnale che i due, descritti come "totalmente affiatati" dai carabinieri che conducono l'inchiesta, seguiranno due diverse linee difensive.

Proprio Franchi oggi ha detto che «il piccolo Jason non è morto». Secondo il legale che assiste Denny Pruscino, il suo assistito ha detto al gip Carlo Calvaresi di essere «convinto che il bambino sia vivo». Il padre di Jason ha raccontato di essere tornato a casa e di non aver più trovato il piccolo. E ha anche fornito indicazioni di luoghi e persone presso le quali ritiene che il figlio (da lui riconosciuto) sia stato trasferito. «Tutte affermazioni - ha sottolineato l'avvocato Felice Franchi - che andranno verificate».

Il gip Calvaresi (lo stesso che ha deciso l'arresto di Salvatore Parolisi), al termine dell'udienza di convalida si è ritirato in camera di consiglio. La decisione, che appare scontata, è attesa a minuti.

Intanto un cane addestrato nella ricerca di persone, proveniente dalla Toscana, sarà portato domani a Casteltrosino, sul luogo in cui Katia sostiene di avere lasciato il corpicino del bimbo.

22/07/2011 15.08

CONVALIDATO L'ARRESTO

Abbandono di persona minore o incapace e maltrattamenti in famiglia che abbiano avuto come conseguenza la morte, nonché occultamento di cadavere in concorso. Sono i reati indicati nel capo di imputazione per Katia Reginella e Denny Pruscino. L'ordinanza del gip Carlo Calvaresi che oggi ha convalidato il fermo dei due e ha disposto la custodia cautelare in carcere fa riferimento agli articoli del codice penale n. 110 (concorso), n. 591 terzo comma (abbandono di persona minore o incapace aggravato dalla morte), 572 (maltrattamenti in famiglia, anche in questo caso aggravati dalla morte) e inoltre l'art. 412 (occultamento di cadavere) e n. 61 (un'altra aggravante costituita dal fatto di avere agito per occultare un altro reato). I due in sostanza sono accusati di avere, in concorso tra loro, maltrattato ovvero abbandonato il piccolo Jason, cagionandone la morte, un fatto che il giudice fissa al 20 giugno 2011. Inoltre i due sono accusati di aver occultato il cadavere lungo la strada provinciale tra Ascoli Piceno e Valle Castellana, al fine di procurarsi l'immunità.

22/07/2011 17.52