Firmato il contratto di acquisto del SanStefar

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Firmato ieri pomeriggio il contratto definitivo di acquisto del SanStefar da parte del Policlinico Abano Terme.

La società di riabilitazione faceva capo ad Enzo Angelini ed era stata dichiarata fallita insieme alle altre del gruppo Villa Pini. La firma sull’atto è stata apposta nello studio del notaio Alfredo Pretaroli da Gabriele Manfreda, Ad del Gruppo che fa capo a Nicola Petruzzi, e dal curatore fallimentare Giuseppina Ivone. Si conclude così, con una maratona di quasi tre ore (tanto è durato l’incontro dal notaio) la lunga “campagna acquisti” di Nicola Petruzzi, già affittuario di Villa Pini, la prima delle società fallite messe all’asta. Non c’è stata nessuna tensione, nonostante la lunghezza delle operazioni nello studio del notaio. Ma la lettura del contratto e di tutti gli allegati ha preso molto tempo, anche se su un punto ci sono state lunghe consultazioni con i rispettivi avvocati. Si trattava di un comma che riguardava i contratti di lavoro in essere, la cui stesura ad opera del professor Scognamiglio, consulente del curatore, per la sua formulazione non era gradita dall’acquirente. Poi tutto si è appianato, ma la discussione ha ritardato un pò le operazioni che, iniziate verso le 16, sono terminate alle 18,30. Nella sala d’attesa, a differenza di altre occasioni, non c’era nessun sindacalista. Assenti pure i lavoratori, sintomo forse di un abbassamento della tensione che ha accompagnato tutta la vicenda del SanStefar dal momento del fallimento a quello delle due aste che sono state necessarie per aggiudicare la società a 8 milioni di euro. Segno anche che gli incontri con i sindacati per il parere obbligatorio hanno stemperato le preoccupazioni dei dipendenti che, come noto, hanno scelto di lavorare meno – cioè part time -  pur di lavorare tutti. Da oggi dunque i Centri SanStefar dislocati in Abruzzo e Molise cambiano padrone e ieri fino a tardi i computer hanno lavorato per chiudere a mezzanotte la gestione del curatore e passare così le consegne. Un computer ha fatto le bizze (forse un virus), ma poi la situazione si è normalizzata. Ora la battaglia del SanStefar sarà quella dei rapporti con la Regione per il budget e per l’accreditamento. Cioè si parla di lavoro e pochi ricordano che un anno e mezzo fa c’era lo spettro della disoccupazione, evitata per la scommessa in solitudine del giudice fallimentare Adolfo Ceccarini che ha creduto nella possibilità di far ripartire il SanStefar.

Dal Policlinico Abano Terme viene evidenziato «l’impegno e il senso di responsabilità dimostrato dal personale dei Centri San.Stef.Ar. che ha garantito la continuità del servizio anche nei momenti più difficili del fallimento. I centri contano sulla grande professionalità degli operatori, che sono il vero patrimonio dell’azienda e una ricchezza per il territorio abruzzese e molisano».
«Grazie alla collaborazione delle rappresentanze sindacali», si legge in una nota, «si è potuta finalizzare l’acquisizione, siglando un accordo che ha raggiunto la soddisfazione delle parti». Per motivi organizzativi, tutti i Centri San.Stef.Ar. abruzzesi rimarranno chiusi qualche settimana durante il periodo estivo a decorrere da oggi. Durante tale periodo, la Casa di Cura di Abano Terme assicurerà la gestione di eventuali casi di particolare rilevanza sanitaria o sociale.

Sebastiano Calella  21/07/2011 9.06