Bimbo sparito, fermati i genitori. Intercettazioni agghiaccianti

Alessandro Biancardi

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FOLIGNANO. Disposto il fermo per la coppia abruzzese. Dalle intercettazioni frasi agghiaccianti: «Finalmente ce ne siamo liberati, siamo due menti criminali».

«Mio figlio mi è caduto». La confessione choc è arrivata da Katia Reginella, 24 anni, la madre del bambino di due mesi e mezzo scomparso nell'Ascolano. La donna, che per tutta la notta è rimasta nella caserma dei carabinieri per essere interrogata, ha raccontato che il bimbo gli è scivolato di mano, che ha visto sul capo due bernoccoli, ha tentato di rianimarlo e, quando ha realizzato che era morto, lo ha seppellito in un bosco poco dopo l'abitato di Castel Trosino, vicino Ascoli.

Avrebbe fatto tutto da sola. La giovane sostiene infatti che il marito, un operaio di 30 anni, è del tutto ignaro, perché lei gli avrebbe raccontato una frottola dicendogli che il bambino era stato portato via, all'estero. La Reginella è assistita dall'avvocato Francesco Ciabattoni. Martedì il legale aveva annunciato che la donna aveva assicurato che il bambino stava bene, era stato affidato a persone fidate e che lo avrebbe mostrato solo se avesse avuto la garanzia che non glielo avrebbero tolto.

La coppia, infatti, ha già avuto due figli, un maschietto e una femminuccia, entrambi sottratti ai genitori dal Tribunale dei minorenni di Ancona. Tutti e due i bambini, di 3 e 5 anni, sono praticamente invalidi. Il primo - sostengono i genitori - dopo essere scivolato mentre faceva il bagnetto, la bambina per un restringimento congenito della valvola tiroica, che le avrebbe causato problemi al cervello. Per chiarire cosa in realtà era accaduto ai due bambini erano state aperte due inchieste, che però si sono chiuse con l'archiviazione, chiesta dallo stesso pm, dato che non erano emerse responsabilità a carico della coppia. Anche se la donna viene descritta come un'immatura. Sul posto, per tutta la notte sono andate avanti le ricerche, poi sono state sospese e si ricomincerà questa mattina. E' arrivato anche il medico legale Claudio Cacaci. Il pm che si occupa dell' inchiesta è Carmine Pirozzoli.

E' il secondo giallo, dai contorni se possibile più inquietanti, che accade a Folignano, lo stesso paese in cui abitava Melania Rea, la donna che secondo l'accusa sarebbe stata uccisa dal marito Salvatore Parolisi. E' sempre qui, nella frazione di Piane di Morro, che vive Katia.

Le indagini sono coordinate dal comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Patrizio, lo stesso che si è occupato della vicenda di Melania Rea. 

21/07/2011 7.19

FERMATI I DUE GENITORI 

E' stato disposto il decreto di fermo per i genitori del bambino, Katia Reginella e Denny Pruscino. Per tutta la notte gli inquirenti hanno interrogato moglie e marito nella caserma del comando provinciale dei carabinieri. Le ipotesi di reato vanno dall'abbandono di minore con possibile morte del bambino all'omicidio a seguito di maltrattamenti, e occultamento di cadavere. In realtà la donna ha fornito versioni contrastanti sul luogo in cui avrebbe seppellito il corpicino del piccolo, dicendo anche di aver abbandonato il neonato sul ciglio della strada.

22/07/2011 9.21

LE INTERCETTAZIONI AGGHIACCIANTI: «FINALMENTE CE NE SIAMO LIBERATI»

Katia Reginella, la mamma di 24 anni che ha confessato di aver seppellito il figlioletto di due mesi e mezzo, Jason, dopo che il bimbo era morto a seguito di una caduta accidentale, voleva fuggire in Svizzera. Emergerebbe dalle intercettazioni ambientali nell'auto della donna e del marito Denny Pruscino, 30 anni. Secondo quanto anticipato anche da La Stampa, in un dialogo captato da una 'pulce' piazzata nella vettura, i due commenterebbero: «Finalmente ce ne siamo sbarazzati, siamo davvero due menti criminali». La donna, poi, aggiungerebbe: «Adesso io scrivo una lettera in cui fingo di ammazzarmi e invece scappo in Svizzera». L'avvocato dei due, Francesco Ciabattoni, non ha ancora preso visione degli atti e dunque non conferma al momento il contenuto delle intercettazioni. Ma già ieri sera, quanto i due sono stati sentiti in caserma dai carabinieri di Ascoli e dal pm Carmine Pirozzoli, si profilava un qualche provvedimento a carico dei due anche per il pericolo di fuga. La coppia è apparentemente normale: Pruscino ha un lavoro stabile in un'azienda dell'Ascolano che produce cavi e mantiene la famiglia; la loro casa - dice l'avvocato - è dignitosa. Forse la donna presenta "alcune fragilita".

21/07/2011 12.05