Rifiuti. Arrestato per tangenti Giovanni Faggiano ex amministratore Team

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7196

NAPOLI. E’ stato arrestato oggi a Napoli dopo una lunga indagine che svela una porzione dei retroscena che asfissiano il capoluogo campano, assediato dalla spazzatura.

Giovanni Faggiano è accusato di far parte di un «sistema di tangenti e assunzioni clientelari nel settore della raccolta dei rifiuti».   Nel mirino degli inquirenti i passati rapporti tra l'Asia, l'azienda cittadina di igiene urbana, e la ditta appaltatrice Enerambiente. Faggiano ex amministratore delegato di Enerambiente (e amministratore delegato, fino a luglio 2010, di TE.AM Teramo Ambiente SpA) è finito in carcere, mentre è ai domiciliari l'ex direttore operativo della stessa società, Corrado Cigliano. Dall'inchiesta della procura di Napoli - il procuratore aggiunto Giovanni Melillo ha coordinato le indagini di Digos e nucleo di polizia tributaria della Gdf - emerge che Enerambiente, cui Asia aveva appaltato la raccolta dei rifiuti in alcuni quartieri della città si serviva a sua volta di altre due cooperative (San Marco e Davideco) la cui opera non sarebbe stata però necessaria.

Secondo l' accusa gli indagati, dopo avere stipulato accordi contrattuali con le cooperative, diretti a immettere nel servizio appaltato personale che sforava il limite fissato in 450 unità, minacciarono la fine dell'accordo se non avessero ricevuto somme di denaro per dirigenti, amministratori e collaboratori di Enerambiente nonchè per pagare a loro volta tangenti a funzionari di Asia. Faggiano e Cigliano, secondo i pm, avrebbero imposto l'assunzione di personale da loro segnalato mediante apposite liste formate sulla base di indicazioni preferenziali provenienti da dirigenti e amministratori di Enerambiente, sponsor politici e rappresentanti sindacali.

 La cooperativa San Marco, inoltre, fu costretta ad assumere fittiziamente un'amica di Corrado Cigliano, Kaori Nogami, e a pagarle uno stipendio di 1.300 euro al mese in assenza di qualunque prestazione lavorativa.

CHI E’ GIOVANNI FAGGIANO

Ex amministratore delegato di Enerambiente spa, avvocato  brindisino, già indagato in quella che i giornali pugliesi hanno definito la Tangentopoli brindisina (era il 2007). Quella inchiesta venne condotta della Procura di Brindisi e portò all’arresto per la terza volta dell’ex sindaco di Brindisi, Giovanni Antonino, rivelando un vero e proprio “comitato d’affari” che pilotava appalti e finanziava campagne elettorali dietro il pagamento di corpose tangenti.

Il processo in primo grado ha portato alla condanna di 16 persone- come riporta la televisione brindisina Trcb- tra cui Giovanni Faggiano, condannato ad un anno e quattro mesi per favoreggiamento.

Il ruolo di Faggiano nella Team è stato contestato fino al 19 luglio 2010 quando, inseguito all’inchiesta Re Mida, è stato costretto a dimetttersi. 

Come è accaduto spesso per la società teramana Team spa tutto si è svolto nel mistero più assoluto, come per il cambiamento del socio privato o come per le dimissioni improvvise e apparentemente senza ragioni di Faggiano (solo in seguito si saprà che le numerose perquisizioni della procura di Pescara avevano messo sull’allerta i diversi indagati). Al posto di Faggiano alla Team arrivò Stefano Gavioli della Enerambiente.

Mistero anche sul reale proprietario di Enerambiente, socio privato della Team, la società di cui pure faceva parte Faggiano che secondo alcune ricostruzioni giornalistiche sarebbe stata molto vicina a Manlio Cerroni, il re dei rifiuti di Roma.

Faggiano è stato rinviato a giudizio nell’inchiesta Re Mida insieme a Venturoni del quale aveva preso il posto dopo le dimissioni di quest’ultimo dalla Team.

In molti negli anni scorsi hanno gridato all’inopportunità della scelta di Faggiano per i suoi trascorsi. Il centrodestra teramano però lo ha sempre difeso.

 CHI E' CORRADO CIGLIANO

 Corrado Cigliano, 46 anni, di Napoli era stato già arrestato ad aprile 2011  su disposiozne dell Procura della Repubblica di Napoli nell’ambito dell’inchiesta relativa al danneggiamento degli automezzi di Enerambiente Spa, società a cui era delegata la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel capoluogo campano.

 Nel proseguo delle indagini i pm hanno ricevuto le dichiarazioni di Salvatore Fiorito, amministratore della Davideco, in relazione ai meccanismi clientelari cui erano informate le procedure di assunzione del personale da immettere nel servizio di raccolta dei rifiuti, in uno con dazioni di cospicue somme di denaro da parte delle cooperative a soggetti incardinati in Enerambiente, tra cui Corrado Cigliano ed esponenti politici tra cui il fratello Dario (consigliere provinciale) quale corrispettivo illecito per la stipula dei rapporti contrattuali tra Enerambiente medesima e le cooperative.  

20/07/2011 20.13