«Parolisi poteva uccidere di nuovo»

Alessandro Biancardi

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«Parolisi poteva uccidere di nuovo»
L'ORDINANZA. ASCOLI. Bugiardo, aggressivo, lucido nella sua freddezza. Incastrato da messaggi Facebook e da monologhi in auto. Il gip Carlo Calvaresi nell'ordinanza di misura cautelare delinea con certezza il profilo di Salvatore Parolisi.  *LE TELEFONATE A LUDOVICA: «CANCELLA TUTTO SU FACEBOOK»

La procura non ha dubbi: ad uccidere Melania Rea è stato Salvatore Parolisi. L'ha uccisa da solo, nessun complice. L'ha uccisa con una tecnica militare, con spietata violenza tentando di scannarla almeno due volte, così dice la relazione dell'anatomopatologo Tagliabracci.

L'ha uccisa dopo una lite furiosa, degenerata, forse a causa della relazione extraconiugale con la soldatessa Ludovica P. Non una scappatella di una sera ma una storia parallela con impegni precisi: lasciare Melania, sistemare le cose in modo che non chiedesse alimenti (lo racconta lo stesso Parolisi all'amante in alcune mail inviate via Facebook) e vivere la nuova vita insieme alla recluta.

Perchè per Salvatore quelli erano giorni decisivi: le vacanze pasquali costituivano una sorta di terribile “imbuto” nel quale si era messo: da una parte aveva Ludovica e i suoi genitori che aspettavano di conoscerlo, l’albergo prenotato ad Amalfi e le promesse di aver già parlato di separazione sia con Melania che con i suoceri e il racconto che ormai era cosa fatta; dall’altra, la consapevolezza invece di non aver ancora detto nulla (quantomeno ai genitori e parenti della moglie, del tutto all’oscuro della cosa); e il bisogno stringente e sempre rimandato di “dover” dire , di “dover” parlare con la moglie; quando farlo?

I giorni passavano e lui già martedì 19 doveva partire con moglie e figlia per le vacanze pasquali; e proprio in quelle vacanze doveva definitivamente lasciare la moglie e iniziare stabilmente una storia con lei. Ed è per questo che la Procura sostiene l'ipotesi di un litigio con Melania, iniziato e concluso, dice il gip, in località Chiosco della Pineta di Ripe di Civitella. Parolisi avrebbe perso la testa e avrebbe aggredito la donna.

«IMPULSI AGGRESSIVI INCONTROLLABILI»

Una vicenda inquietante che poteva anche non fermarsi in quel maledetto giorno perchè, scrive il gip Calvaresi, c'era un fondato pericolo che Parolisi tornasse ad uccidere nuovamente. Anche per questo è stata accolta la richiesta di arresto. Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip parla di una «scarsa-inesistente capacità di dominare e controllare gli impulsi aggressivi fino alle estreme conseguenze, fino ad arrivare a colpire la propria moglie ripetutamente con numerose coltellate, senza smettere “e tornare in sé” dopo il primo o i primi colpi, fino ad ucciderla».

Ma sempre il gip pone l'accento su «una lucidità e freddezza nell’imbastire subito una versione di comodo, nell’orchestrare elementi a proprio favore, nel continuare imperturbabilmente a frequentare i genitori e i parenti della propria moglie uccisa».

Ma non solo: si evidenzia anche « la capacità di tornare sul luogo del delitto per cercare di depistare anche attraverso atti di vilipendio del cadavere».

Per questi motivi il giudice sottolinea «una situazione potenzialmente e concretamente pericolosa ove taluno –anche tra i familiari e amici di Melania Rea e proprio in relazione alla morte di costei– si ponga in contrasto con Parolisi e possa riscatenarne la incontrollabile aggressività».

«HA MENTITO SU TUTTO»

Se questa mattina nel corso dell'interrogatorio Parolisi ha scelto di non parlare, in tante altre occasioni aveva invece ripercorso quelle ore della ''scomparsa'' della moglie, non lesinando dettagli, alcuni dei quali senza riscontro. «Parolisi Salvatore mente su quello che è successo», è convinto il giudice, «su dove sono stati lui e la moglie, su cosa hanno fatto».

Ha sempre risposto in oltre 40 ore di confronto con gli inquirenti: «non poteva tacere – annota il gip- poiché tacere nelle prime fasi – scomparsa della moglie, ricerche e successivo rinvenimento del cadavere- sarebbe stato evidentemente assai sospetto e pressoché impossibile e tale da far concentrare indizi su di lui».

Tante le bugie e le contraddizioni in tre mesi di indagine: dal telefonino sparito nel nulla e poi ritrovato alle scappatelle, dalle foto mai mostrate da Paciolla del luogo del ritrovamento del cadavere al pomeriggio trascorso a Colle San Marco con la figlia Vittoria. Più volte anche la famiglia di Melania ha contestato le tante omissioni ma hanno sempre ribadito: un bugiardo non è per forza un assassino.

Ma nell'ordinanza di arresto il gip si pone delle domande precise: «se non è Parolisi il responsabile dell’omicidio della moglie perché avrebbe dovuto mentire fin da subito? Perché non dire esattamente cosa era successo dal momento della partenza insieme alla moglie da Folignano? E come è possibile mentire su quello che fanno lui e la moglie proprio in relazione al ristretto spazio temporale in cui la moglie viene uccisa se non si è responsabili dell’omicidio? Non ci sono altre possibili spiegazioni che siano dotate di una sia pur minimale ragionevolezza», chiude lapidario il giudice.

IL GIORNO DEL DELITTO

Calvaresi ricostruisce quel giorno maledetto e mette una dietro l'altra le certezze acquisite nel tempo: «Salvatore, Melania e la loro bambina non sono affatto arrivati sul pianoro di S. Marco intorno alle ore 14.30-14,40; non hanno parcheggiato la loro auto nei pressi della zona “altalene e scivoli”; non si sono portati in tale zona per far giocare la bambina; Carmela Rea non si è allontanata per andare in bagno dopo pochi minuti; Salvatore non è rimasto con la figlia nella zona altalene dal momento di arrivo fino al momento in cui chiamava per la prima volta la moglie senza ottenere risposta (15.26) per poi portarsi presso il bar Il cacciatore per cercare la moglie ( 15.40)».

LE FOTO

Fondamentali per ricostruisce la ''scena'' anche le foto di alcuni ragazzi che si trovavano a Colle San Marco. «La prima foto scattata alle 15.13», si legge nell'ordinanza, «dimostra specificamente e significativamente l’assenza della autovettura del Parolisi (Megane Scenic) lungo la strada sterrata dove avrebbe dovuto restare parcheggiata dalle ore 14.15-14.35 fino alle 15.30 circa».

Le altre due scattate alle 15.21 e 15.22 «inquadrano l’area altalene e seppur con qualche punto coperto dalle persone ritratte in primo piano e da altri ostacoli, mostrano una zona altalene sostanzialmente deserta».

«Il racconto e le menzogne di Salvatore Parolisi», recita ancora l'ordinanza, «''coprono'' e riguardano proprio e specificamente l’arco temporale centrale e decisivo che va dalla partenza insieme alla moglie e alla bambina dal Folignano tra le 14.00 e le 14.20 (più plausibilmente 14.10-14.15) fino all’allarme dato dal medesimo Parolisi che intorno alle 15.40 si reca al Bar il Cacciatore a cercare la moglie; arco temporale, si badi, all’interno del quale la moglie “scompare” e viene uccisa con numerose coltellate in località Chiosco della Pineta di Ripe di Civitella».

MELANIA NON DOVEVA ANDARE IN BAGNO

Tra le tante bugie dette, secondo il gip, anche quella che Melania avesse necessità di andare in bagno: «appare già in sé poco credibile l’allontanamento della moglie “per andare in bagno” considerando che la donna era da pochi minuti uscita da casa e che molto plausibilmente era andata in bagno prima di uscire », scrive il gip.  Ma fondamentale anche la testimonianza della mamma che avrebbe rivelato che la giovane non gradiva recarsi nei servizi igienici dei locali pubblici. «Appare credibile dunque che sia andata in bagno prima di uscire».

Alessandra Lotti  20/07/2011 16.40

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LE TELEFONATE A LUDOVICA: «CANCELLA TUTTO SU FACEBOOK»

L'attenzione degli inquirenti si è focalizzata anche sulle telefonate tra Salvatore e Ludovica il 19 aprile, giorno seguente alla scomparsa di Melania e precedente al ritrovamento del corpo. I due parlarono per circa 25 minuti. Durante quel colloquio il caporalmaggiore chiese alla sua amante di cancellare i dati della loro amicizia su Facebook, i messaggi, le foto. Tutto.

«Evidentemente è ben strano e anomalo», annota il gip, «che il Parolisi, con la moglie appena scomparsa misteriosamente e mentre sono in corso le ricerche, trovi tempo e modo proprio nella mattina del 19 di telefonare a Ludovica per dirgli di cancellare le tracce su Facebook del loro rapporto; tale condotta appare non spiegabile: un marito a cui scompare misteriosamente la moglie e che nulla sa delle ragioni della scomparsa si preoccupa di cancellare le tracce dei rapporti con la sua amante, amante la cui esistenza aveva ostinatamente negato alle Forze di Polizia?? Tale condotta», prosegue il giudice, «non ha alcuna logica spiegazione se Parolisi in quel momento era del tutto inconsapevole di quello che poteva essere successo alla propria moglie e madre della propria figlia; si giustifica all’inverso nel caso in cui Parolisi era ben consapevole – per esserne il responsabile - dell’omicidio di Melania e stava spasmodicamente cercando di confondere i dati e far sparire le tracce della propria relazione identificabile come possibile movente o “spunto” di una discussione poi degenerata in omicidio».

LE TELEFONATE

Salvatore e Ludovica si risentono anche il 1° maggio. Lui chiama lei da Frattamaggiore utilizzando due cabine telefoniche. Nella seconda telefonata, più lunga, fatta alle ore 11.19 dopo che la comunicazione era caduta nel corso della prima telefonata, Parolisi rimprovera la sua interlocutrice di avergli mandato degli sms sulla sua utenza Tim (evidentemente ritenuta posta sotto controllo) e le chiede di fornirgli l’utenza di una amica piuttosto ingenuamente ritenuta sicura. Ludovica fornirà un altro numero e i due si sentiranno pensando di non essere intercettati.

Parolisi: «si perchè non voglio che tu hai quel numero controllato.. mi hai mandato il messaggio e non dovevi farlo..»

Ludovica: «ehhh..»

P: «E parliamo un po' tranquillamente.. capito.. pero' non dire tante cose ad altre persone capisci?»

L: «si..aspetta un attimo che ti do' il numero di un'altra persona.. aspetta.. »

P: «ok.. ti chiamo io questa sera su questo numero.. tra le nove e le dieci.. »

L: «ehh.. »

P: «e ti spiego tante cose.. va bene..?»

L: «si.. »

P: «non telefonarmi.. non mandare piu' messaggi.. perchè rimangono scritti.. capisci..?»

L: «tanto non c'era scritto niente di chè.. solo come sto io»

P: «ho capito..lo so' amore.. io sto peggio di te.. »

INSISTE: «CANCELLA TUTTO DA FACEBOOK»

Alle 21.45 Parolisi richiama da una cabina Ludovica. Per problemi tecnici della linea viene registrata solo la voce della ragazza che piangendo esprime tutta la sua rabbia e dolore per quello che Salvatore va dicendo a giornali e televisioni circa la sua storia d’amore con Melania e circa il fatto che non voleva lasciarla e non l’avrebbe mai fatto .

Il giorno successivo Parolisi ancora da una cabina telefonica di Santa Anastasia (Napoli) contatta la giovane e ancora dice alla ragazza di cancellare ogni traccia del loro rapporto su Facebook, di cancellare proprio il profilo dove ci sono anche loro foto (il profilo di Salvatore “Vecio Alpino” viene in effetti cancellato ad opera di Ludovica in data 11 maggio), gli raccomanda di dire che loro da un anno che non si sentono e alle obiezioni di Ludovica circa tutte le telefonate intercorse tra loro continuamente dice che erano solo per amicizia e basta. E proprio da Facebook, grazie ad una rogatoria internazionale, gli inquirenti hanno rintracciato tutti i messaggi tra i due amanti. Dialoghi pieni di rabbia e sconforto da parte di Ludovica perchè Salvatore non si decideva a lasciare la moglie e andare da da lei. Lui accampava scuse continue, da una operazione di lei appena cinque giorni prima, a problemi con gli avvocati per definire la questione.

I MONOLOGHI DI PAROLISI

Ma in quei giorni le attenzioni degli inquirenti sono tutte su Parolisi tanto da avergli piazzato una cimice nell'auto. E' li che l'uomo parla da solo, non immaginando di essere ascoltato. Il caporalmaggiore commenta la telefonata appena fatta dicendo a sé stesso che Ludovica non vuole capire che non deve contattarlo e che non deve chiamarlo né mandargli messaggi.

 PAROLISI TRA SÈ E SÈ: «era solo per amicizia e basta e se non capisce (incomp) ma poi solo l'amicizia rimane, poi solo per amicizia punto e basta ah.... lo deve capire lei , deve capire..[...] ma chi cazzo è..gli dico non mi chiamare e lei mi manda il messaggio...ehhh... gesù mio...... [….] e no che te l'ho detto e se non te lo dicevo che faceva...ma guarda che questa è davvero scema questa ragazza.. ah....ma che ignoranza veramente...guarda...questa è..questa è proprio [...]Per chiamare io devo prendere un telefono.. devo riuscire a prendere....[...] mannaggia quella non capisce io gli dico di lasciare stare e lei insiste, quella insiste...quella è tosta (non vuole capire)».

Sempre in un monologo intercettato Salvatore continua a ripetere a sé stesso « …….non essere sempre scemo .. ogni tanto usa il cervello.. usa il cervello .. usa il cervello … non te la far fare (cioè: non ti far fregare) usa il cervello e non fartela fare .. usa il cervello e non te far fare, Totore ( cioè : Salvatore) tu non sei scemo .. Salvatore devi fare così … se vuoi che la vita tua abbia un senso … per forza … non te la far fare .. non te la far fare . e non te la far fare … Salvatore non te la far fare … Salvatore è meglio .. è meglio .. è meglio … proprio a livello di carcere … spero che questa è intelligente … questa ragazza … mannaggia quel porco del diavolo .. quella è addolorata … quella è sconfitta … quella non sa a chi deve credere … quella non sa più a chi deve credere …. Mannaggia … mannaggia… […] ti devo sputtanare … mi devo fare 30 anni … ma ti devo tirare il cuore dal petto … però me li faccio volentieri …. Me li faccio volentieri».

«I tre monologhi di Salvatore in auto», scrive il gip, «non trovano spiegazione nell’ambito di una “innocenza” di Salvatore Parolisi ma, al contrario la trovano nell’ambito di una responsabilità di Parolisi per l’omicidio della moglie: il primo monologo è significativo per la “non trasparenza” di Salvatore che cerca di occultare i segni e le tracce del suo rapporto in corso con Ludovica e si lamenta di come Ludovica “non capisca” e che non deve contattarlo; il secondo monologo è significativo di una volontà di non cedere e di “non farsi fregare”, di non farsi scoprire e mostra ancora una preoccupazione verso Ludovica con cui aveva appena parlato e che era affranta e arrabbiata con lui perché sia lui direttamente sia amici intervistati in televisione parlavano della coppia Salvatore/Melania come una coppia di innamorati senza dar rilievo all’importanza della storia con Ludovica; il terzo invece è significativo per un momento di cedimento e quasi una voglia e un bisogno di confessare ( “ti devo tirare il cuore fuori dal petto”)».

Alessandra Lotti  20/07/2011 16.45