Richiesta di arresto per Parolisi. Inquirenti: «ha mentito su tutto»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4025

ASCOLI. Una richiesta di misura cautelare è stata emessa nella tarda mattinata di giovedì nei confronti di Salvatore Parolisi.  La notizia viene diffusa da Tgcom. Il  marito è l' unico indagato per omicidio volontario aggravato di Melania Rea.

La richiesta di misura cautelare, sempre secondo quanto riferisce il sito Mediaset, giunge dopo una nutrita acquisizione di elementi fondamentali per le indagini e la ricostruzione dell'aggressione eseguita giovedì nel bosco delle Casermette grazie a fotografie a grandezza naturale.

La richiesta della procura di Ascoli è stata inoltrata al gip Carlo Calvaresi che, adesso, non ha limiti di tempo per far eseguire l'arresto. La svolta dopo diversi giorni di indagine e una recente ricostruzione della dinamica dell'omicidio.Il caporalmaggiore dell'esercito italiano, al momento sospeso dal suo incarico di istruttore, è rientrato a Frattamaggiore da Ascoli un giorno in anticipo su quanto previsto, ed ora si trova a casa dei suoi genitori.

L'uomo ha sempre detto che la moglie si era allontanata volontariamente da Colle San Marco alle 14.30 del 18 aprile, per andare in bagno. Ma in queste settimane mai nessuno ha confermato di aver visto Melania e il marito, insieme alla piccola Vittoria, nei pressi delle altalene. In difesa dell'uomo, in queste settimane, anche la sua amante certa che Parolisi non abbia ucciso la giovane Melania.Vacillano, invece, le certezze in casa Rea: troppi i silenzi e le bugie del caporal maggiore 


TUTTE LE CONTRADDIZIONI DI PAROLISI 


15/07/2011 12.33

LEGALI FURIOSI 

I legali di Salvatore Parolisi Valter Biscotti e Nicodemo Gentile «apprendono dalla stampa che la Procura della Repubblica di Ascoli avrebbe chiesto l'arresto» del loro assistito per l'omicidio della moglie Melania Rea. «Questa fuga di notizie - dichiarano all'Ansa - in un momento così delicato dell'inchiesta è la riprova della gravità inaudita di comportamenti cui noi difensori ci troviamo a dover fra fronte impotenti». «E' mai possibile - si chiedono Biscotti e Gentile - in un paese civile leggere simili notizie, quando queste debbono essere protette dal più rigoroso segreto processuale? Quale è lo scopo perseguito da chi si affretta a divulgare atti processuali protetti dal segreto istruttorio?». «Il linciaggio morale nei confronti di Salvatore non ha fine - concludono gli avvocati, che alla luce di questo chiedono pubblicamente un'ispezione degli organi competenti del Ministero per accertare la responsabilità di queste fughe di notizie, vere o false che siano». 

NOTIZIA NELL'ARIA DA GIORNI 

E sempre l'Ansa conferma che la notizia di una richiesta d'arresto per Salvatore Parolisi, che sarebbe stata depositata solo questa mattina, era nell'aria da giorni.

A far decidere il pool della Procura che coordina le indagini dei carabinieri sarebbero state le risultanze degli accertamenti via via arrivati sul tavolo dei magistrati. «Siamo sicuri del nostro lavoro - ha dichiarato fino a ieri il comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Patrizio - e abbiamo fotografato la situazione a Colle San Marco».

Il riferimento è alla presenza di Melania Rea sul pianoro ascolano, testimoniata dal solo Salvatore. Questo significa che la donna è stata portata direttamente, o si è recata di sua volontà, nella pineta del Teramano in cui è stata trovata morta accoltellata.

Sulla richiesta dovrebbe aver pesato inoltre il pericolo di inquinamento delle prove, se non di fuga. Parolisi, infatti, avrebbe tenuto per gli inquirenti un comportamento ben strano.

Il 19 aprile, il giorno dopo la scomparsa di Melania (che sarebbe stata ritrovata cadavere il 20), Salvatore avrebbe cancellato il suo profilo Facebook, dove interagiva con l'avatar 'Vecio alpino'. Successivamente si è sbarazzato del cellulare 'dedicato' con cui comunicava con Ludovica P., la soldatessa con cui aveva una relazione extraconiugale

15/07/2011 13.42

«PAROLISI SBALORDITO DA GIUSTIZIA COLABRODO» 

Parolisi è «sbalordito da questa giustizia colabrodo». E' il commento di uno dei legali del caporalmaggiore, l'avvocato Nicodemo Gentile che oggi si trova ad Ascoli Piceno per seguire gli sviluppi procedurali dell'inchiesta, dopo la notizia della richiesta di arresto per il suo assistito. «L'indagato è una persona - osserva - e come tale va trattato con tutte le garanzie del caso. Un principio elementare che la Procura di Ascoli Piceno sembra avere smarrito». Parolisi, secondo il legale, si trova in questo momento in caserma ad Ascoli (dove ha ripreso servizio da qualche giorno dopo una lunga licenza per la morte della moglie e dove alloggia, dopo avere lasciato qualche settimana fa l'appartamento in affitto a Folignano dove abitava con la moglie e con la loro figlioletta. 

DEPOSITATA L'AUTOPSIA 

Da quanto emerge l'autopsia depositata mercoledì scorso dovrebbe aver chiarito una serie di dettagli fondamentali per l'inchiesta. Oltre alle modalità dell'omicidio (Melania è stata raggiunta da una trentina di coltellate, di cui alcune inferte post mortem), il luogo stesso in cui è stata trucidata, probabilmente il Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella (Teramo), dove è stato poi trovato il cadavere. Su questo punto, chiarito il quale si stabilirà anche di quale Procura è la competenza territoriale dell'inchiesta, hanno insistito anche altri accertamenti, geologici e botanici.

In particolare, si è voluto vedere se sul corpo, i vestiti e le suole delle scarpe da ginnastica della donna, vi fossero spore di vegetali specifici, presenti in un luogo soltanto e non un altro. Questo per escludere la presenza della Rea a Colle San Marco, luogo della scomparsa secondo il marito, e collocarla invece nell'altra pineta.

Ad esempio, sono stati repertati aghi di Pino nero, una specie che però cresce sia sul pianoro ascolano sia al Bosco delle Casermette. Altre analisi hanno riguardato le celle telefoniche agganciate dai telefonini di Melania e Salvatore. Un approfondimento che però non avrebbe portato con certezza a collocare la coppia a Ripe di Civitella nella stessa ora.

15/07/2011 14.28

«PAROLISI HA MENTITO SU TUTTO» 

«Parolisi ha mentito su tutto». E' la tesi degli investigatori secondo quanto riporta l'agenzia Agi.

«Io non credo che sia questione di ore - commenta un investigatore all'agenzia di stampa riferendosi all'arresto- perche' si tratta di un dossier voluminoso, che bisognera' valutare nella sua interezza e poi naturalmente motivare nel caso si giungesse a una decisione. Probabilmente lunedi' prossimo al massimo, sapremo quale sara' la scelta adottata dal giudice per le indagini preliminari».

15/07/2011 19.43