Indagato l’ex direttore generale di banca Serfina, Romeo Di Fonzo

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Pochi giorni fa la Procura di Chieti ha notificato un avviso di garanzia all’ex direttore generale della banca Serfina spa, Romeo Di Fonzo, in relazione ad episodi estorsivi ai danni di una nota famiglia teatina di costruttori.

CHIETI. Pochi giorni fa la Procura di Chieti ha notificato un avviso di garanzia all’ex direttore generale della banca Serfina spa, Romeo Di Fonzo, in relazione ad episodi estorsivi ai danni di una nota famiglia teatina di costruttori.

Un’indagine complessa ed articolata durata 3 anni originata da una denuncia di Lorella Serano, imprenditrice nel campo edile, ha portato ad un primo indagato. Non una semplice inchiesta circoscritta in regione, ma un lavoro abbastanza ramificato che avrebbe toccato sfere molto più alte. Le indagini condotte dal sostituto procuratore, Andrea dell’Orso, con l’ausilio della Polizia Giudiziaria e della Guardia di Finanza di Chieti, sono state lunghe e complesse ma capaci di approfondire sia le specifiche operazioni bancarie che riguardano i fatti denunciati sia il quadro complessivo della Serfina Banca spa. PrimaDaNoi.it aveva raccontato, a marzo scorso, la vicenda della donna che ha visto fallire la propria azienda, nota in città e in regione, per i debiti accumulati con una banca dal «comportamento anomalo». Infatti la signora  Lorella Serano poneva all’attenzione dell’autorità giudiziaria comportamenti e condotte illecite da parte dell’ex direttore generale di Serfina, difeso dall'avvocato e e parlamentare Giovanni Legnini, finalizzati a procurare presunti ingiusti profitti in capo alla banca. Per ricostruire i fatti contestati all’ex direttore generale, la Procura si è avvalsa di un perito contabile ma anche della relazione della Banca di Italia, relativa alla visita ispettiva presso Serfina del ottobre/dicembre 2009, che esprime un giudizio complessivamente sfavorevole sull’istituto di credito.

 LA PRESUNTA ESTORSIONE

Da almeno dieci anni, in diverse occasioni, l’imprenditrice si era rivolta alla finanziaria chiedendo tanti piccoli prestiti, praticamente ad ogni stato di avanzamento lavori nei cantieri, fino a totalizzare un ammontare di quasi 1mln di euro.

«La ditta è stata fatta fallire dalla banca», ha detto il legale della azienda, Daniele Cozza, a PrimaDaNoi.it , «che poi si è rivalsa sui familiari ai quali aveva fatto firmare delle fidejussioni in bianco, così la somma da restituire di 100 mila euro è diventata 500 mila euro per esempio. Non solo- ha continuato- la banca ha distratto a suo favore i soldi che la famiglia rimetteva per ripianare il proprio debito». Comportamenti denunciati dall’imprenditrice e ora al vaglio della Procura.

 L’UNIVERSO SERFINA

Come nasce la prima banca privata abruzzese? Serfina spa vuol dire “Serano Finanziaria”. Non si scappa. La famiglia Serano dunque è socia fondatrice della banca, ma si tratta di un altro ramo della famiglia. La signora Lorella è la nipote di Dionino Serano, socio della banca. Nata nel 2006 sotto buone stelle e accolta con toni entusiastici da operatori economici e da presidenti di associazioni di categoria, la Serfina si stabilizza a Chieti. Dal 1990 era nata come finanziaria fino ad arrivare alla trasformazione in banca. L’unica ad avere compiuto il grande passo. La mission di Banca Serfina è quella di - si legge nel sito- «diventare una banca regionale “specializzata” per il credito alle piccole e micro imprese e per il mondo dell’artigianato, forte di una base societaria che raggruppa molti degli imprenditori e delle associazioni regionali e provinciali più importanti».

Partner industriale di Serfina Banca S.p.A. e azionista di maggioranza è la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, promotrice dell'iniziativa insieme all'azionista di riferimento Cna Abruzzo e a circa 300 soci tra i quali importanti gruppi imprenditoriali, piccole imprese artigiane e industriali, commercianti e professionisti. Tra gli azionisti della Serfina anche la fondazione PescarAbruzzo di Nicola Mattoscio che beneficia quindi dei dividendi della banca. Una ragnatela esplorata nella “mappa del potere” disegnata dall’associazione Terra Nostra che definisce Romeo Di Fonzo «uomo forte del Pci prima e Pds Ds-Pd teatino oggi». Serfina a sua volta possiede una quota minoritaria della finanziaria Sima coinvolta in una grande inchiesta che hanno portato agli arresti dell’ex direttore Sima (e della filiale della Bls di Francavilla al Mare) e di due broker.

 AZIONI LEGALI PER RISARCIMENTI

Soddisfazione per l’azione investigativa viene espressa dal legale della signora Serano in quanto la tanto attesa conclusione delle indagini preliminari «ha confermato la credibilità di quanto denunciato nel corso del 2008 dalla signora Lorella Serano e dai suoi familiari».

La famiglia Serano, con l’ausilio dell’avvocato Daniele Cozza, sta preparando tutte le azioni del caso per ottenere i dovuti risarcimenti dei danni patiti nell’ultimo decennio. Nel frattempo l’imprenditrice ha ottenuto la sospensione delle aste giudiziarie con decreto del Prefetto e del Presidente del Tribunale di Chieti.

 Manuela Rosa  15/07/2011 11.48