Asse attrezzato, dal consorzio indebitato l'escamotage per evitare il pedaggio

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2026

ABRUZZO. Approda oggi in Consiglio Regionale il Progetto di Legge Regionale 252/2011 di riforma dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale.

Una riforma «necessaria» secondo la Cgil che ha chiesto nelle scorse settimane all'esecutivo regionale di procedere ad alcune significative modifiche della normativa esistente, per migliorare l'organizzazione dei consorzi, potenziarne le prerogative e razionalizzare le strutture attraverso accorpamenti. «La Regione non ha inteso procedere con tale metodo», denunciano Gianni Di Cesare e Carmine Ranieri, «ed il risultato è stato alquanto deludente».

Ma oggi in Consiglio Regionale è vero che si parlerà di Consorzi Industriali ma anche della liquidazione di quello Chieti-Pescara che ha in sé una voragine di debiti per espropri ed occupazioni non pagate che, come confermato per le vie brevi anche dall’attuale commissario, costituiscono la prima e più significativa causa del dissesto finanziario del Consorzio stesso.

Una marea di debiti lasciati in eredità dallo Stato per costruire l'asse attrezzato di cui si parla tanto in questi mesi a causa della possibile introduzione di un pedaggio.

«Il dissesto costringerà il Consiglio Regionale a separare i destini del Consorzio Industriale Pescara-Chieti da quelli degli altri Consorzi», protesta il consigliere dell'Idv, Carlo Costantini che ha presentato un emendamento alla proposta di legge all’esame dell’aula che tende ad affermare un principio molto semplice e chiaro: lo Stato non può tassare e mettersi in tasca i proventi per l’uso di una infrastruttura che non solo non ha finito di pagare ma per la quale ha addirittura lasciato milioni di euro debiti in eredita’ ad una Regione.
«Debiti che hanno negli anni devastato i bilanci del Consorzio Industriale che aveva ricevuto l’incarico di realizzarlo, sino a ridurlo alle attuali condizioni e costringerlo alla liquidazione» .
E su questo punto batte anche il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio: «l'Asse attrezzato è di proprietà del Consorzio per l'area di sviluppo industriale Chieti - Pescara che lo ha affidato in gestione provvisoria all'Anas: l'Anas pertanto non ha
alcun titolo nè per imporre né per riscuotere il pedaggio».

Intanto ieri mattina a Pescara si sono riunite 15 sigle del mondo sindacale, imprenditoriale e dei consumatori che hanno chiesto il declassamento

Scetticismo per la riforma dei consorzi lo esprime anche  Daniele Menna dell’associazione “Centro Studi Sante Petrocelli”.

«E’ evidente nella proposta di legge della giunta Chiodi, l’assenza di un progetto strategico chiaro e condiviso dalle parti politiche e sociali per sviluppare la competitività dei nostri territori. Inoltre, la proposta di legge che si apprestano a votare non fornisce alcuna risposta ai precedenti quesiti posti alla classe politica regionale. Ad esempio : che fine faranno le Aziende Partecipate ? Attualmente queste svolgono la quasi totalità dei servizi essenziali nelle aree industriali sia alle aziende, sia ai territori».

12/07/2011 9.28