Asse attrezzato, «fronte comune contro il pedaggio»

Alessandro Biancardi

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Asse attrezzato, «fronte comune contro il pedaggio»
PESCARA La richiesta pressante a parlamentari e istituzioni locali di sostenere le ragioni di quanti chiedono di esentare  l'asse attrezzato Chieti-Pescara dal pagamento del pedaggio, ritenuta «una scelta irragionevole e sbagliata».

 E' quanto hanno ribadito stamattina le quindici sigle (Adoc-Cgil-Cia-Cisl-Cna-Coldiretti-Confapi-Confartigianato-Confcommercio-Confesercenti-Confindustria-Federconsumatori-Ugl-Uil) che rappresentano il mondo dell'impresa, dei consumatori e dei sindacati dei lavoratori abruzzesi, agli esponenti politici e istituzionali invitati nella sala Camplone della Camera di commercio adriatica, per mettere a punto iniziative comuni necessarie a tradurre i buoni propositi in emendamenti al testo del “decreto-sviluppo”, che già in settimana sarà all'esame di Camera e Senato.

Ovvero, cancellare i chilometri dell'arteria che corre dalla costa verso la Val Pescara dalla previsione di introduzione del pedaggio: una scelta che può essere scongiurata solo ricorrendo alla riclassificazione dell'elenco dei raccordi autostradali, ovvero  il “declassamento” dell'arteria abruzzese.

Per meglio spiegare le proprie ragioni alla contrarietà di introdurre un nuovo balzello sull'asse-attrezzato Chieti-Pescara, i promotori del forum hanno votato anche un ordine del giorno conclusivo, che richiama le ragioni più significative dell'opposizione al pedaggio e invita alla mobilitazione: inglobamento nella viabilità urbana dell'area Chieti-Pescara dell'arteria; utilizzo prevalente da parte di pendolari che quotidianamente si spostano all'interno dei centri che ne fanno parte; funzione solo marginale come collegamento al casello dell'Autostrada A25 da e per Roma, suffragata dai dati sull’utenza; rischi di natura ambientale per i comuni interessati da un prevedibile aumento del traffico.

Diverse le figure istituzionali che hanno risposto positivamente all'invito del pool di sigle promotrici del confronto: il senatore Giovanni Legnini (che ha presentato a Palazzo Madama diversi emendamenti); i consiglieri regionali Franco Caramanico e Marinella Sclocco (presentatrice nel gennaio scorso di un ordine del giorno votato dall'assemblea di Palazzo dell'Emciclo); i presidenti delle Province di Chieti e Pescara, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa (la cui amministrazione aveva impugnato lo scorso anno, innanzi alla giustizia amministrativa, l'introduzione del pedaggio); il vicesindaco di Chieti, Bruno Di Paolo; il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli; il vicesindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente.

11/07/2011 14.44

 


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