A rischio i dipendenti del Cup di Chieti. Di Paolo: «intervenire subito»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Ancora una volta si profila per il territorio la possibile perdita di altri posti di lavoro.*… E A GIULIANOVA SI DECLASSA IL SERT

Sono sempre più insistenti, infatti, le indiscrezioni sulla chiusura del Call Center della ASL di Lanciano Vasto Chieti, con l’affidamento del servizio ad una società con sede lavorativa a Roma.

Se quello che per ora è solo un rischio, dovesse diventare realtà, una decina di operatori addetti all’Ufficio Prenotazioni dal prossimo 10 luglio rimarrà a casa.

«E' una decisione incomprensibile», secondo il vice sindaco Bruno Di Paolo, «non solo dal punto di vista economico e sociale ma anche per l’evoluzione del percorso che ha portato all’unificazione delle ASL in Provincia di Chieti».

Infatti, le vecchie aziende sanitarie locali di Chieti e di Lanciano – Vasto, avevano da tempo, ed in modo autonomo, provveduto a realizzare due distinti servizi di prenotazione telefonica delle prestazioni universitarie.

Nello specifico la ex Asl di Chieti aveva internalizzato il servizio provvedendo ad acquistare la tecnologia, come centralini e licenze, sia individuando il personale dedicato, tutto residente a Chieti, attraverso il ricorso ad una società interinale ed utilizzando un numero verde gratuito.

Al contrario, la ex Asl di Lanciano – Vasto si era organizzata appoggiando il servizio ad una convenzione Consip, affidando il tutto ad una società del Gruppo Telecom con sede lavorativa a Roma e raggiungibile con un numero a pagamento.

«Dopo la fusione tra le due Asl, sono rimasti operativi, a tutt’oggi, sia il numero verde gratuito cui rispondono gli operatori ubicati presso il vecchio Presidio Ospedaliero “SS. Annunziata” di Chieti, sia il numero a pagamento da cui rispondono gli operatori ubicati a Roma», spiega Di Paolo.

Se dovesse avvenire la soppressione del servizio presso il Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti, una decina di operatori, residenti a Chieti, si troverebbe senza lavoro con l’aggravante che gli utenti non avranno più a disposizione il numero verde gratuito. «Una doppia beffa per la nostra città», protesta il vice sindaco, «e per quelle famiglie che vivono del lavoro del Call Center teatino».

Di Paolo chiede alla direzione generale della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti di assumere «le iniziative necessarie per tutelare gli interessi della Città e dei lavoratori».

 04/07/2011 15.06

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… E A GIULIANOVA SI DECLASSA IL SERT

 GIULIANOVA. Ormai da giorni si raccolgono allarmi su tagli di servizi che riguardano il mondo variegato dell’assistenza sanitaria in Abruzzo. L’ultimo allarme arriva da Giulianova che rischia di vedersi tagliato il sert.  Sembrerebbe l’ennesima doccia fredda per la sanità giuliese, anche se l’operatività della decisione è fissata per il 2013. Il sindaco Francesco Mastromauro denuncia un nuovo rischio declassamento, questa volta riguardante la sede di Giulianova del Sert, Servizi per le tossicodipendenze.

«In base al Piano di riordino», afferma il primo cittadino, «dal 1 gennaio 2013 i 3 Sert della provincia di Teramo si ridurranno a 1, con sede a Teramo. Quindi il nostro servizio cesserebbe di essere Unità operativa complessa per venire declassato a struttura semplice: in conclusione, diverrebbe  una appendice periferica del Sert di Teramo. Ebbene Giulianova non può continuare a tollerare questo tiro al piccione, perché davvero è come se ci sparassero con il fucile a pallettoni. Di questo passo diverremo la depandance di Teramo. Attenzione: qui non si tratta di prendere posizione per un bieco campanilismo – continua il sindaco – ma di tutelare una struttura di eccellenza».

 Il Sert di Giulianova è stato istituito nel 1991 ed entrato in funzione nel '92,ed ha come bacino di competenza qeullo delle due ex Asl di Giulianova e Atri.

« Quale, mi chiedo, la logica di questo declassamento?», si domanda il sindaco.

 04/07/2011 15.05