L'amante di Parolisi in tv: «sono sicura, Melania non l'ha uccisa Salvatore»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Era già stata sentita due volte dalla procura di Ascoli e non è l'unica amante di Parolisi. Ieri sera, Ludovica P, la giovane soldatessa tirata più volte in ballo in queste settimane, ha parlato ai microfoni della trasmissione 'Quarto Grado'.

Lo ha fatto perchè «crede che il suo racconto sia utile alle indagini». Non si è mostrata alle telecamere che hanno indugiato solo sugli suoi occhi blu.

Ami ancora Salvatore? «In questo momento non me lo chiedo», ha replicato la soldatessa. «Di sicuro un sentimento non sparisce in due e tre mesi ma mi sento presa in giro. Questo però non vuol dire che lui sia un assassino».

Questo è un concetto che Ludovica ha ripetuto più volte nel corso dell'intervista: Parolisi sarà stato sicuramente un bugiardo, ha tradito sua moglie, ha ingannato lei, ha avuto anche altre relazioni extraconiugali, ma tutto questo non vuol dire che abbia ammazzato Melania.

Pressappoco la stessa linea difensiva dell'unico indagato e dei suoi avvocati.

«Melania aveva scoperto la nostra relazione un anno e mezzo fa, a gennaio», ha raccontato la soldatessa. «E' stato a causa di una distrazione di Salvatore che scambiò le schede sim e chiamò la moglie con il numero dedicato a me. Poi lei mi ha contattata due volte, una volta a gennaio e due mesi dopo, ad aprile, sotto Pasqua. Ho letto che lei mi avrebbe minacciata», ha continuato la giovane ai microfoni del programma di Salvo Sottile, «ma smentisco categoricamente. Così come mai ha minacciato me o suo marito di rovinarci la carriera, anche perchè quello per noi era l'ultimo dei problemi... Non aveva prove della relazione, e poi non c'è stata relazione tra me e Salvatore nei mesi in cui sono stata sua allieva, è cominciato tutto dopo, lo possono testimoniare anche i tabulati telefonici. In quel periodo non ci sentivamo».

«PARLAVA SEMPRE BENE DI MELANIA»

Ludovica ha svelato che la relazione è nata «come nascono tutte le relazioni tra due persone». «Salvatore quando l'ho conosciuto non si è mai avvicinato a me con l'alibi di un matrimonio in crisi o di problemi con la moglie. Anzi, mi parlava sempre bene di Melania. Negli ultimi 7-8 mesi mi diceva che avrebbe voluto una relazione stabile con me, che voleva stare con me ma avere un distacco lento con lei per non farla soffrire. Non voleva farla stare male di colpo. Mi chiese del tempo per far capire a lei le sue intenzioni».

«Mi parlava bene del suo rapporto», ha continuato ancora, «me la descriveva come una ragazza innamoratissima di lui».

E a Pasqua scorsa, ha raccontato Ludovica, Salvatore «doveva venire con me qualche giorno dai miei genitori. Nei giorni di festa ci sarebbero stati anche loro. Non si sarebbe trattato di un fidanzamento ufficiale, semplicemente avrei portato a casa un ragazzo e sarebbe stato presentato come un ragazzo che frequentavo, senza nessuna promessa....».

«NON SONO IL MOVENTE»

«Sono stata giudicata senza avere in mano niente», ha protestato Ludovica. «Una persona può aver sbagliato, lo so, ho sbagliato con lei e con me stessa ma questo non vuol dire essere assassini. Il movente non esiste, se Salvatore voleva stare con me non si rovinava la vita uccidendo sua moglie».

La soldatessa ha poi spiegato di aver saputo della morte di Melania dalla televisione: «Non è stato Salvatore a comunicarmelo. Lui mi aveva chiamato martedì, quando lei era scomparsa, e lui era molto preoccupato, pensava si fosse allontanata di sua spontanea volontà. Lui era convinto che lei se ne fosse andata per la situazione che si era creata e che sarebbe tornata dopo 3-4 giorni, soprattutto per la bambina».

«L'ho sentito 2-3 volte dopo l'accaduto», ha rivelato. «Il 1° maggio e poi nei dieci giorni successivi. Ho capito che mi ha preso in giro, quelle promesse non erano vere. Sono offesa, credevo in una persona che in realtà non provava quello che provava e non mi ha detto la verità».

Sulla sua innocenza, però, non ha dubbi: «sono assolutamente sicura che sia innocente, non perchè ero innamorata ma perchè non era una persona violenta, non ha mai avuto uno scatto di ira o d'istinto. Poi anche quando nell'ultimo anno voleva separarsi non mi ha mai parlato male di lei, anzi, si sentiva in colpa perchè lei soffriva».

«Questa storia che sarei io il movente è assurda», ha proseguito. «La lista di tradimenti è lunghissima, perchè dovrei essere io il movente? Non sono l'unica per la qualche è impazzito, aveva già tradito, ero solo una delle tante».

Ludovica ha ammesso anche di avere più di qualche dubbio sul delitto: «Non mi è chiara la dinamica. Ho sentito che il killer è tornato per infliggere ferite post mortem e questo rende ancor più impossibile la circostanza che sia stato il marito. Puoi avere un raptus ma non massacrare un corpo di una donna con la quale hai una figlia. Lo può fare una persona distaccata. Poi tecnicamente non aveva tempo e modo di farlo, in quei giorni dopo la scomparsa lui è sempre stato con i suoi parenti o con la polizia».

L'AVVOCATO: «CLIMA INFAME CONTRO PAROLISI»

Ha parlato di «clima infame» contro il proprio assistito, invece Walter Biscotti, legale del caporal maggiore, anche lui ospite della trasmissione 'Quarto Grado'.

«Questo clima è stato creato dai mass media, poi Salvatore non si aiuta perchè certi suoi atteggiamenti vengono male interpretati, ma il clima è infame».

L'avvocato ha poi spiegato che la settimana scorsa Parolisi non ha risposto all'interrogatorio (il primo in veste di indagato) «perchè in 30-40 ore di audizione con magistrati, nei due mesi precedenti, aveva già raccontato tutto quello che doveva raccontare. Doveva ripetere tutto quello che aveva già detto? Lui non deve parlare per accontentare l'opinione pubblica o i familiari. È pronto a parlare nuovamente, non si vuole sottrarre all'accertamento e per questo ci siamo fatti promotori di un incidente probatorio».

L'istanza era stata presentata dagli avvocati Biscotti e Gentile, che chiedevano l'intervento di "un giudice terzo". Sia la Procura di Ascoli che la famiglia Rea, attraverso il legale , si erano opposti alla richiesta. Poi ieri è arrivato anche il no del gip Calvaresi, che sembrava a molti addetti ai lavori, già scontata da alcuni giorni

«Due giorni fa gli hanno sequestrato l'auto a Parolisi», ha contestato ancora Biscotti. «Qual è il senso di questo atto due mesi dopo il fatto, dopo che ci sono passati i cani, dopo che è stata rivoltata come un calzino, dopo che è stata nella disponibilità di Salvatore? Lui non ha nulla da nascondere, perciò ha lasciato l'auto agli investigatori».

IL RITORNO A RIPE

Intanto ieri i militari sono tornati nel Chiosco della Pineta, a Ripe di Civitella del Tronto per nuove ricerche di oggetti e indumenti indossati probabilmente dalla donna, comprese delle scarpe, prima di essere assassinata a coltellate.

Il sopralluogo e' stato disposto dalla Procura ascolana. La relazione dell'autopsia sul corpo di Melania, attesa in questi giorni, potrebbe addirittura slittare a fine luglio.

Ieri pomeriggio il medico legale Adriano Tagliabracci ha incontrato ad Ancona i consulenti della famiglia Rea, che in mattinata, accompagnati dall'avvocato Mauro Gionni, hanno fatto visita di cortesia ai magistrati di Ascoli Piceno.

a.l.  02/07/2011 8.52