?Clonazione carte di credito, 26 arresti. «Collegamenti con camorra e Sacra Corona Unita»

Alessandro Biancardi

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?Clonazione carte di credito, 26 arresti. «Collegamenti con camorra e Sacra Corona Unita»
L'AQUILA. In manette sono finiti 23 italiani e 3 cittadini rumeni. Acquisti notturni con le carte clonate. 150 uomini della Postale in azione. (nella foto il dirigente della Postale Pasquale Sorgonà)

Ieri, il compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara, in collaborazione con i compartimenti regionali della Polizia Postale di Lazio, Campania e Puglia, ha dato esecuzione a numerose ordinanze di custodia cautelare stroncando un’associazione criminale dedita alla clonazione e indebito utilizzo di carte di credito.

L’indagine, coordinata dal pm David Mancini, della Procura Distrettuale della Repubblica di L’Aquila, e condotta dalla dipendente Sezione Polizia Postale di Teramo, è culminata con l’emissione di 26 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 23 italiani (molti dei quali commercianti immuni da precedenti penali residenti nelle regioni sopra indicate) e 3 cittadini rumeni. Ulteriori aggiornamenti della vicenda saranno resi noti nel corso della mattinata.  

 01/07/2011 8.55

L’attività investigativa ha avuto inizio nel mese di ottobre 2010, ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Pasquale Sorgonà, dirigente compartimento Polizia Postale "Abruzzo" Pescara, ed è partita dallo strano utilizzo di alcune carte di credito clonate: gli accertamenti svolti dal personale della dipendente Sezione di Teramo presso alcuni esercizi commerciali del teramano lasciavano presupporre l’esistenza di una ben organizzata associazione criminale operante in più regioni.

Sono state quindi avviate imponenti attività di indagine nel corso delle quali sono state usate le più moderne attività tecniche di intercettazione sia telefonica che telematica, con l’intercettazione di circa 30 utenze telefoniche cellulari (per circa 3.500 conversazioni), svariate caselle di posta elettronica e di flussi dati trasmessi via internet.

L’indagine avrebbe così consentito di provare l’esistenza di un gruppo criminale formato da alcuni cittadini rumeni ed italiani che utilizzavano le carte clonate per simulare acquisti in vari esercizi commerciali compiacenti di Abruzzo, Puglia, Campania e Lazio.

SKIMMER E EMAIL DALL'AMERICA

I componenti dell’associazione si procuravano i codici delle carte via internet, facendoseli trasmettere per posta elettronica dagli Stati Uniti, e tramite i cosiddetti “skimmer” (apparecchiature elettroniche installate sugli sportelli bancomat) li trasferivano su delle comuni carte dotate di banda magnetica che poi usavano alla stregua di carte di credito in negozi di persone compiacenti situati in prevalenza nella città di Roma e Napoli e nelle province di Teramo, Bari e Foggia.

Le carte clonate venivano utilizzate presso negozi di abbigliamento, di telefonia, di informatica, di articoli musicali, stazioni di servizio, alberghi, ristoranti ed anche sexy shop regolarmente abilitati all’uso delle carte di credito i cui titolari “strisciavano” le carte negli apparecchi P.O.S. (le apparecchiature normalmente utilizzate nei negozi per pagare con carta di Credito) in assenza del cliente e senza che venisse effettuato alcun acquisto.

Essenziale per l’indagine è risultata l’analisi incrociata delle centinaia di migliaia di dati acquisiti dalle società internazionali che gestiscono i P.O.S. e le carte di credito che opportunamente analizzati con un software appositamente elaborato dagli uomini della Polizia Postale, hanno evidenziato pagamenti anomali fornendo utili elementi di prova.

ACQUISTI NOTTURNI

Difatti da tale analisi sono risultati “acquisti” fatti in piena notte mentre il negozio era chiuso, ripetuti pagamenti effettuati alternando svariate carte in sequenza sullo stesso P.O.S. ma soprattutto pagamenti quasi incompatibili con la tipologia del negozio, come ad esempio diverse centinaia di euro strisciate da una copisteria.

L’associazione per delinquere era ben organizzata e con un’accurata suddivisione dei compiti tra i correi, a capo della banda vi era un cittadino rumeno Stanila Gheorghe Ioan, di anni 25, pregiudicato, tratto in arresto a Roma, che distribuiva i codici delle carte di credito tra le varie cellule dislocate sul territorio nazionale.

Per ogni gruppo vi era un referente territoriale, B. C., un altro cittadino rumeno di anni 34, pregiudicato, capo della cellula abruzzese, latitante, M. R., di anni 46, capo della cellula pugliese, latitante, G. S. e G. D. due fratelli romani di 41 e 39 anni, latitanti, capi delle due cellule di Napoli e Roma.

COLLEGAMENTI CON CAMORRA E SACRA CORONA UNITA

La presenza di alcuni associati di elevato spessore criminale lascia presupporre l’esistenza di collegamenti con la camorra e la sacra corona unita, sui quali gli investigatori stanno tuttora lavorando.

Nel corso dell’indagine la Polizia Postale ha individuato e bloccato circa 1000 codici di carte di credito clonate, emesse prevalentemente da Istituti di credito americani, cinesi, giapponesi ed europei, impedendo un ingentissimo danno economico per circa due milioni di euro.

150 UOMINI DELLA POSTALE A LAVORO

L’esecuzione delle 26 misure cautelari ha reso necessario l’impiego di oltre 150 uomini e donne della Polizia Postale e sono state eseguite tutte contestualmente all’alba di ieri, 15 nella città di Roma, 6 in provincia di Foggia, 2 in quella di Teramo, 2 in quella di Bari e 1 a Napoli.

Essenziali e determinanti sono risultate le attività d’indagine tecniche e la specifica competenza vantata sia dalla Procura Distrettuale che dal personale della Polizia Postale, che hanno consentito di delineare le trame dell’associazione nonostante l’elevato profilo tecnologico degli arrestati che utilizzavano i più avanzati sistemi di comunicazione.

Nel corso dell’operazione, sono state sequestrate carte di credito clonate, un’autovettura BMW 320, personal computer, apparecchiature elettroniche per la riscrittura delle carte magnetiche, telefonini, assegni, ricevute di pagamenti esteri e altra documentazione cartacea e su supporto informatico ora al vaglio degli investigatori.

01/07/2011 11.28